anima gemella – 2017 – 2022

anima gemella – 2017 – 2022

2017 – 2022

2017 – 2022

In quell’unica spietata estate del 2017 fatta di una parola 

– Basta
 
Tutto si è fermato. 
Solo la realtà è sopravvissuta.
 
Vestali spietate della discesa nell’ombra,
le notti, a risuonare di scalate su pareti nascoste e sospese.
 
Livide pareti di roccia su cui tentare di poggiare il piede
per risalire a chissà quale sole.
 
E’ stato qui che tutto l’universo è imploso
alla prova con l’incompreso.
 
Il corpo che sentiva
mentre il cuore tentava una musica mai ascoltata.

2017 – 2022. Oggi.

Dormire sulla propria pace
cullati da memorie lucide e cristalline.
 
Comprendere ogni gesto, ogni scelta, ogni andata e ritorno.
Tutto s’incrocia sincronico.
 
Che forse la Temperanza ha finito il suo corso estenuante, quasi inutile,
ormai rilasciato.
 
Non ci sono ritorni,
ci sono solo universi nuovi anche su nomi già conosciuti ed esperiti.
 
Più che anni si chiamano portali
luoghi del crogiuolo.

Vita trascorsa sapendo.

Sapendo che una morte è un seme che germoglia.
 
 
anima gemella – 2017 – 2022
Ho scritto in Vittoria: 

“Sì, caro Lettore, perché se sei arrivato qui, in qualche modo sei mio lettore, qui tu trovi l’“anima gemella”, ma innanzitutto, sicuro,

trovi te stesso

e, se lo desideri, sarai trovato dal tuo “Cuore gemello”.

È molto diverso. Mentre scrivevo questo libro – Vittoria – ed ero quasi alla fine, Anima s’è presentata in scena e ha detto di sé, più tardi ha fatto la sua comparsa, quasi silenziosa, Cuore. Troverai queste parti all’ultimo capitolo, (qui basta che clikki sui link). Così, una volta che queste parti importanti si sono definite, ecco che la definizione e la pseudo-realtà “anima gemella” s’è vista in tutta la sua insidia. Anima, la vera Anima, è ben contenta che finalmente la togliamo da un ruolo che non le appartiene. Evidentemente entrando in scena ci ha comunicato questo e così le altre grandi Parti di noi stessi. Pian piano l’orientamento s’è spostato da fuori, dall’astratto, concettuale, mentale, astrale, a dentro. Al corpo, al terrestre. Ed ecco la definizione “Cuore gemello”. Ciò che serve a noi terrestri, per godere la situazione bella e amorevole non è anima, lei resta se stessa, ci ama e fa la sua parte. Ma la nostra storia d’amore è Cuore, ora che Spirito ha ripreso il suo trono nel cuore del mondo.

Così, qualcosa si comunicò tra noi, anche se noi non lo sapevamo: 

“Non penso che tu abbia qualcosa da rivendicare. Penso che tu mostri un linguaggio ancestrale.

Ciascuno ha i suoi, sono come sono, e van bene così. Per me sono scritti nel sistema limbico. Quello della sopravvivenza, per cui. D’altronde quelli sono gli unici veri, autentici.

Se io – parlo di me – affermo che non c’è velo tra me e l’inconscio, è così. Per cui io sto sempre a fluttuare e viaggiare avendo sotto gli occhi e tra le mani i movimenti e i linguaggi dell’inconscio, ossia della realtà. Chissà se c’è una realtà, e i suoi movimenti.

Nell’inconscio non ci sono persone cose eventi. Nell’inconscio ci sono movimenti, flussi, linguaggi, chiavi psichiche, ecc… Queste cose contengono, ossia sono costituite da tutti quelli che – nella realtà separata della materia – sono chiamati regni: minerale vegetale animale… uomo, relazioni, interazioni.

Nell’inconscio non c’è aut aut, ma et et.

Si tratta solo di cogliere, di movimenti e linguaggi, l’impronta ancestrale. Ciò per cui essi sono archetipi. Il fatto è che gli archetipi non sono mummie concettuali, sono vivi, cicciottelli, mobili, fluttuanti, virulenti, seduttivi, ecc ecc.

Altro non si dà e non si vive sotto il sole.

Sapendo pure che – sole – fuori – non c’è.

Da qui il mio motto:

Dalla vita ho avuto tutto.

Ho tutto.

Della vita mi godo tutto.

E così ho trovato ciò che – finalmente – fa la sintesi. Sintesi che porta oltre, ne verrà fuori un altro giro di spirale, sicuro.

Perché è la prima volta che, mentre conosco una situazione, uno spazio e un tempo di comunicazione vitale e piacevole, non continuo a cercare. Per cui questo sentirmi in un punto stabile, per me (parlo sempre e solo di me) m’ha fatto percepire il Tutto di cui sempre parlavo, ma rincorrevo. L’Aleph.

Mi sento piena. Abbondante e sazia.

E finalmente, ciò che dice “chi sono” è uscito.

Questa probabilmente è anche la ragione per cui mi sono ritrovata nella nuova esperienza con i ragazzi. A osservare cosa ci sta sotto. Che cosa muove certe vite e scelte. Perché è chiaro che – ciò che muove a livello arcaico ancestrale archetipico – ha un senso. Indipendentemente da ciò che sembra nel mondo di fuori.

Quello che sta sotto è ciò che regge il mondo”.