Archetipi – noi, infanti.

Archetipi – noi, infanti. 

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Svegliarsi non è capire che la realtà di oggi non funziona.

Svegliarsi, è creare una realtà nuova.

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Il mio pensiero è sano, alchemico, eterico, analogico, logico, esoterico, magico, stregone, wicca, quantico, unito, forte, intenso; è un’arma, una spada, la bomba; è massone, astrale, fantasioso, concreto, reale, e tanto altro.

IO SONO:  maga strega stregone alchimista massone banchiere aliena rettilinea angelo demone cupola politico agente finanziario economista informatico commerciante nobile regale militare capo dipendente imprenditore scrittrice promotrice.

IO,  MANDO MALEDIZIONI

ossia
RIPULISCO TUTTI GLI SCHEMI CHE MI HANNO MESSO DENTRO
 
SCIOLGO – MEM 13 archetipo – io sciolgo
sciolgo ogni egregora arconte impianto schema rete sistema strumento chiave… 
 
Ciascuno di noi sa di essere maga strega wicca stregone alchimista massone banchiere aliena rettilinea angelo demone cupola … 
Ognuno di noi sa di essere pensiero sano alchemico esoterico magico stregone quantico unito forte intenso arma spada bomba massonico…
Agiamo inviando le stesse armi che essi hanno mandato a noi: pensiero griglia schemi impianti batteri paure specchi inganni griglie vibrazioni e frequenze
armi laser plasma armi alchemiche esoteriche.

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Appena ci togliamo da ogni senso del dovere e del dover amare e dall’aspettativa di essere amato, sciogliamo anche gli archetipi malati più profondi e s_funzionali.
Per cui scardino, smonto, scopro, tabù ancestrali atavici archetipici ricattatori limitanti boicottanti, e dico: 
  • Mio padre non mi ama
  • non devo amare mio padre.
  • Mia madre non mi ha mai amato
  • non sono temuta ad amare mia madre.
  • Il mio uomo non mi ha amato e non mi ama
  • non sono tenuta ad amare il mio uomo.

Il contrario il contrario il contrario.

E’ tutto al contrario.

Adesso nego attenuanti a chiunque. 
Sì, lo so, la scusa, la causa, del non amore è che siamo stati buttati in una gabbia, come animali da allevamento, sfruttati e dissociati da noi stessi da prima di nascere. La gabbia è iniziata da prima del concepimento. Per cui, di fatto, né io né alcun altro degli umani è responsabile. Ma adesso:
nego il consenso a qualsiasi giustificazione e buonismo – GEVURAH 
GEVURAH – nego il consenso a qualsiasi ricatto affettivo emozionale familiare sociale.

NEGO IL CONSENSO 

Sono protetta – archetipo 8 – Het – H – io proteggo – sono protetta da chiunque tenti di approfittarsi di me, adesso e in ogni tempo fin dal mio concepimento e anche oltre, della mia disponibilità, anche del mio essere bambina. Nego il consenso a chiunque di avere qualsiasi e ogni interferenza e interazione con me, la mia essenza, la mia esistenza, il mio affetto e amore per me stessa, il mio campo morfico, il mio corpo, la mia mente, il mio cuore, la mia esistenza in toto.

Nego il consenso, così faccio crollare la gabbia

Archetipo primario 16 – ayin – arcano maggiore – la Torre.
 
Crolla ogni corrispondenza, ogni sincronicità, specchio, risonanza, frequenza.
Nego il consenso a qualsiasi interfacciarsi di me stessa a me stessa e di chiunque con me stessa.
Ora: giudico tutti e ognuno. Anche me stessa verso me stessa.

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Così, il vero, reale, sano, emerge da solo.
adesso è GHEVURAHT
IO SONO GHEVURATH:
Chi ha le palle, lo dica di sé.
Facciamo cadere ogni insulsaggine, banalità, male, sacrificio, dolore e sofferenza, di questa creazione arcontica. 
Siamo sulla Terra per essere Terrestri degni di tale meraviglioso pianeta. Per goderci il mondo.
Nego il consenso ad ogni idea, programma e progetto di sacrificio, ricatto, salvataggio, religione, partito, dolore, sofferenza, prevaricazione.

Nego il consenso.

La gabbia è da tutte le parti. Come ti muovi ti muovi, è gabbia. La geometria è gabbia, la parola è gabbia, la giurisdizione è gabbia, ecc tutto. Ok. Ma da un po’ di giorni, a me, viene da pensare che il mio pensiero, anche se è gabbia,

è libero.

Pensiamo…. loro (che poi dirò io cosa intendo che loro siano NWO, massoni, arconti, rettiliani, governi, chiamateli come volete), loro.. controllano tutto ma, se io lancio qualcosa con una frequenza che parte dal cuore, loro questa frequenza o non la vedono o non possono farci niente. E ti dirò, che da quando ho iniziato a pensare questo, adesso mi rendo anche conto di quando una mia frequenza parte dal cervello o parte dal cuore. Anzi, sento che un qualcosa esce da me, una frequenza, e mi dico…

  • Questa parte dalla mente, non mi sta bene farla andare, è compulsiva.

La trattengo, le dico:

  • No, tu resta qua.

E fermo quella frequenza, che spesso è già diventata più che frequenza, ossia pensiero. Allora dico:

  • No, questo pensiero non lo faccio – e fermo.

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Dopo di che dico:

  • Adesso sto così, e aspetto fino a che questa cosa parte dal cuore, o dal corpo, ma non dalla mente.

E aspetto.

Capisci? discernimento delle frequenze cha partono da me. Il fatto è che: discerno che la frequenza è della mente, riesco a percepirlo, la fermo.

Fermo e aspetto.

Voglio aspettare che percepisco la frequenza dal cuore, o dal corpo.

Mi accorgo che: prima che parta la frequenza dal corpo o dal cuore, devo fare una specie di lavoro.

Ossia: se la frequenza della mente aveva una certa idea della persona o della situazione cui stavo pensando e, se il mio pensiero conteneva qualcosa tipo: giudizio, rabbia, risentimento, aggressività, se non tolgo queste sensazioni, la frequenza dal cuore non parte. Per cui mi tocca elevare il pensiero sulla persona o situazione se voglio che la frequenza, il pensiero, l’emozione vengano dal cuore.

Ma vedi, questa cosa la sto sperimentando su di me, non la sto facendo perché me l’ha detta qualche new age o qualche guru. Anche se, alla fine, è la stessa conclusione.

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Più a fondo:

inoltrandomi in questa osservazione di me stessa mentre invio frequenze sono anche riuscita a distinguere quando emetto un’emozione o vibrazione dalla paura. Mi rendo conto che mi fermo, mi blocco, mi arresto. Sì, mi arresto. Entro in una specie di lago insidioso di frequenze basse, contorte, che girano su se stesse, mi appesantiscono, mi chiudono, mi creano un sentire tormentoso.

La paura. Ho capito che “la paura” genera depressione. Perché fa sentire bloccati e impotenti.

La rabbia. Ho capito che la rabbia mi attizza, mi sprona, mi fa reagire, sono viva nella rabbia.

E chi se ne importa che è rrr…rrrr .r rrrabbia.

Scorre nelle vene, sono viva.

La rabbia è “positiva”, “costruttiva” – la paura no.

A sto punto 

intanto, per me, anche il fatto di chiamali rettiliani, draconiani, e…. nephilim, elohim… tutto.. altro non sono che parti di me, fisiche, o psichiche. Solo che le vedo da fuori di me e mi racconto una storiella, una metafora, per potermele spiegare. Ma, fuori di me, non c’è niente. Per me, anche rettiliani, dracon.. arconti, dei, ecc alieni, ecc sono – dinamiche – movimenti della psiche – solo che ne ho perso la consapevolezza e il controllo. Così come mi sono dimenticata delle grandi potenzialità che ho.. tipo telepatia, a-località… ecc

Quindi…

proiettando fuori di me quelle parti, io ho contribuito a crearmi la mia stessa gabbia. Che gabbia non sarebbe stata, ma qualcosa di funzionale che mi sono creata, solo che ho perso il perché, a cosa serve, ecc ecc e adesso la vedo fuori di me come gabbia perché non riesco a prenderla io – in mano.

Forse non è vero nemmeno che l’ho dimenticato. Forse è più giusto dire: che devo semplicemente togliere da me tutto questo raccontarmela. Anche con questa storiella.

Per cui, di nuovo: parola, geometrie, schemi di civiltà, nazioni, stati, lingue, diete delle civiltà, terra tonda o piatta, sistema solare… tutto.. può essere… vascello… o gabbia.

Mi viene da dire che questa è la mia astronave, nel momento che smetto di vederla come prigione.

Capito? così sento.

Come uscirne? o meglio… come riprendersi in mano l’astronave? che è fatta di ciò che chiamo: rettilian draconian arcont… ecc, sono le mie parti – le mie funzioni – ma devo metterle al loro posto.

O meglio, devo imparare a gestirle io.

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Oltretutto, mi vien da pensare che – davvero – queste parti, una volta che le ho create, non vogliono più estinguersi, per cui, anche se non mi servono più (es certi schemi che mi potevano servire secoli fa, ossia un passaggio fa.. ) stanno qua e vogliono continuare a esistere, per cui, siccome io ne ho perso la coscienza, mi ciucciano le energie che mi servirebbero per altro. E qui ci metto tutte le tecniche: ipnosi, costellazioni, percorsi vari…. dovrebbero servire solo per farmi vedere gli impianti vecchi, non più funzionali, invece non facciamo altro che rimestare dentro la stessa gabbia. Vale anche per chat, canali, tutto il mondo dell’informazione. Cercare, cercare, un passato che non esiste più. E mi perdo il tempo a cercare sempre le stesse cose, solamente dette in modi diversi, e non vado oltre.

Sempre là torniamo, perché la gabbia siamo noi stessi.

Archetipi – noi, infanti. Siamo cresciuti!

Quindi:

Come faccio a liberami della mia stessa gabbia?

Secondo me, ci sto provando:

Parlo, comunico con ciascuna di queste parti, ma io – ciascuno di noi – non un altro guru, non un gruppo, non ciò che non sono – io. (l’ego nn c’entra, lasciato eoni fa).

Finché io mantengo la percezione che qualcuno mi a fatto qualcosa, mantengo la stessa condizione di quando bambino credevo nel Babau. Che viene e mi fa qualcosa, perché così m’hanno insegnato.

Così… mi hanno insegnato

Ora, io parto dal pensiero che: il mio pensiero è energia, e funziona tanto quanto il loro, ossia i rettiliani, ossia questa parte di me che non collabora con me. IL MIO PENSIERO ha la stessa energia e capacità di creare realtà del pensiero di queste energie .. parti di me. Che chiamo rettl dracon alien intell artiff ecc.. Allora – se la smetto di pensare che il mio pensiero vale meno del loro, la verità è che il mio pensiero è – come il loro – senno di più.

capace di creare.

Basta, con questa basta. Ho detto mille volte le stesse cose. In tutti i miei post. Mi sono stufata di spiegarmi sempre le stesse cose. Stessi giri mentali. Già visto.

Da qui in poi si crea.

Creo.

Cambio di paradigma.

Meglio, cambio del mio agire.