felix – buongiorno o buonanotte

felix – buongiorno o buonanotte

felix

felix

 

sì, le due, e non riesco a dormire. In passato accadeva quasi tutte le notti che, verso le tre io mi svegliassi e mi mettessi al pc a scrivere. Da un po’ questa storia era finita, o quasi. Di solito faccio delle belle dormite, ma stasera, ho cenato. Non è da me, solitamente, di sera, non mangio. Se sto così, con la mia tisana di zenzero, dormo abbastanza bene e di giorno sono: possibile, accessibile, sufficientemente gentile e vivibile. Accade, come stasera, che o divento quasi maleducata, e ancora non sempre mi riesce, o mangio e poi sono guai.

Poi, come stasera io e la mia amica, si fa le coccodrille. A dire che… uh quanto ho mangiato, uh mi sa che non mi va più di mangiare così.  Eh, mi sento che si va verso nuovi modi di vivere il cibo. In linea di massima ottemperiamo alle nostre affermazioni, qualche volta sgarriamo.

Però sul cibo davvero mi sto interrogando, soprattutto lascio che mi arrivino input nuovi dentro. Mica solo io, c’è un sacco di gente sul web che sta parlando di un cibarsi nuovo, alternativo.

Si tratta di lasciar volare il pensiero, agganciare sollecitazioni nuove. In più, in questi giorni, una nuova conoscenza mi sta portando a riflettere, ad ascoltarmi. 

È come se, anche grazie alle persone con cui sto interagendo, io stessi ponendo il mio sguardo su un .. cavalletto. Sì, sul cavalletto c’è un quadro, molto grande. Una grande tela che giorni fa era bianca ed ora si sta riempiendo di colori molto vivaci e di forme, di volumi, sagome, tratti, pennellate, grumi di colore. Vanno dai verd-azzurri ai gialli. Blu. Viola. Tonalità forti, poi degradano e sfumano. Mi piace molto ciò che sta nascendo. Forse, da una dimensione di me, si sta creando questo quadro? Forse, in un mondo parallelo in cui anche vivo, lo sto dipingendo io? Sì. E così.

Così sento, e mi piace.

È ancora molto imprecisa, spesso è invisibile, poi a tratti compare, ogni volta un po’ più formata e colorata.

Questa tela sta parlando attraverso forme e colori e mi sta mostrando come si mangia.

Siamo in felix. 

Come mangerò. E, dato che stasera camminavamo divertentemente, chissà perché anche la mia amica, senza che io anticipassi nulla, s’è messa a parlare delle varie cibarie.

Lei diceva… 

  • Eh, che mangeremo di meno, così non sprecheremo tanta energia per il cibo. E inquineremo di meno. Io mangerò solo cibi crudi – diceva.
  • Io no – dicevo – poco elaborati o mescolati di sicuro, ma a me mangiare piace, ossia, io voglio mantenere il contatto con la natura, la terra. Mangiare è come una celebrazione. Diventa un “fare arte”. Quando il rapporto compulsivo con il cibo s’interrompe e alimentarsi diventa… motivo di “senso”, si fa “significato”, non mi cibo più così tanto e così spesso. Mi cibo perché mi relaziono con la terra, i campi, il sole, le piante, la pioggia e tutti gli elementi.
  • Forse è questo quello che dice la Tradizione, in Genesi, quando sta scritto: e Dio mise l’uomo a compimento dell’Eden e lo collocò Signore sul creato. 
  • Certo, il mito va letto in chiave attuale, bisogna saper entrare nei miti, leggerli oltre le categorie del pensiero in cui sono nati, ma allo stesso tempo mantenere il messaggio. Altrimenti sviliamo tutto e perdiamo la sostanza delle cose. 

Quindi… cibo: poiché ci siamo affidati troppo al cibo di fuori abbiamo perso il contatto col cibo di dentro. Il cibo di fuori chiede molta energia, per essere messo davanti a noi, essere coltivato, cotto, essere digerito, ecc ecce. Ci sembra che dobbiamo mangiare tre volte al giorno, ecceecc, e in un certo modo, un certo numero di calorie, minerali, proteine, ma questi sono gli impianti che stanno nella psiche. Possono essere riveduti e modificati.

Rischiamo? Che cosa rischiamo? Oppure quali i vantaggi?

Rischi…

  • andare troppo sottopeso e perdere i legamenti tra gli organi e tra i muscoli. I legamenti per gli organi sono importanti, la nostra statura eretta richiede che i legamenti interni sostengano i vari organi a una certa altezza
  • la quantità di calorie e altre sostanze deve essere coerente con la quantità di energia che ci serve per stare in vita e compiere le funzioni per il corpo e quelle col mondo
  • se siamo nati significa che ci siamo dati un progetto nella concretezza della materia, il progetto di vita è ciò che ci dà il senso. Che siamo venuti affare sennò.

Cosa cerchiamo. Ossia, se ci sta attraversando la testa il fatto che si può alimentarsi con meno cibo e meno elaborato, quale sarà l’indizio? Quale l’obiettivo di questo nostro sentire?

  • mi viene da pensare che l’energia è nutrimento, cibo, e che una certa quantità di energia, è cibo di un’altra qualità, che ci viene da un’altra dimensione di noi stessi, che siamo.
  • Abbiamo un punto dentro, in cui non solo trasformiamo energia, ma anche la creiamo.
  • Ho letto in un libro sulle stelle scritto da un fisico astronomico che la stella, in certe situazioni, genera un’energia in più. Ovvero, oltre il rapporto massa = energia, la stella genera, da dentro se stessa un quantuum di energia che non si capisce come faccia a produrla, dato che si nota questa energia che non ha la corrispondenza con la massa ma che c’è, è riscontrabile, e permette alla stella di darsi altra vita.
  • Ormai sto stabilmente in questo pensiero e mi si apre un livello di “stare” “essere”, percepire me stessa e il mondo, aperto su un livello ed orizzonte completamente nuovo. Sento che mi  sono spostata in un territorio interiore .. vergine, esistente, ora abitato e vissuto in cui siamo approdati. Una dimensione di ben altra vibrazione. Eccellente la definirei. Accattivante.
  • Sento che mi sono stabilizzata un questo livello e che lo sto proiettando all’esterno. C’è un mondo esterno nuovo attorno a me e me lo godo. L’ho creato.  È così che si fa a creare.
  • Il corpo stesso ora è calibrato su altre quantità di cibo e io sto facendo con lui un’esperienza di contatto, di dialogo, alleanza, complicità, amoreggiamento perché ora sono io che seguo lui in quanto – lui – sta percependo. Il corpo ha la memoria, lui sa, l’ha attivata. Vivo nella memoria diventata presente. Il corpo ha ripulito le vecchie credenze sul cibo, ha ripercorso la calibratura giusta, nuova, sana. Questo dialogo tra me e il corpo è una conciliazione continua tra più stati di essere, di vivere, di cibarmi, di far funzionare ogni organo apparato sistema del corpo. Il mio corpo ha sperimentato le “mancanze”, le riduttività, ora tutto è guarito, ottenuto, pacificato, redento.  
  • Le generazioni di oggi a volte stanno pagando i danni di guerra delle generazioni addietro, Deve finire questo tornare indietro, questi copioni che tornano in scena uguali a se stessi. Gli óneri (i debiti) di guerra o di carestie vanno saldati in quella vita, in quella memoria in cui sono accaduti, e là deve riempirsi il vuoto, la mancanza del cibo. La generazione che sta ora sulla Terra deve essere libera da patti o debiti sul cibo del passato. Se, secondo le costellazioni o il karma, può accadere che oggi qualcuno rimetta in scena la fame del secolo scorso, non è così, anche questo è un impianto, una credenza che possiamo ignorare, sciogliere e togliere.
  • Chi nel passato ha avuto fame o s’è ammalato o è morto per fame, che s’affacci pure in questo mondo di oggi, ma che s’affacci e basta. E che poi si prenda la responsabilità di andare nella dimensione del suo tempo, nel tempo di quella sua vita – che non è la mia, né la nostra – e là, deve risolvere il problema cibo. Affacciarsi qua gli serve solo per sapere che può aprire il file, il pensiero, e darsi la possibilità di pensare che le riserve di cibo ci sono nella sua esistenza di allora, basta solo che apra alla possibilità e accetti il cibo che gli arriva.
  • Vi ricordate al storia de: ristorante del cielo…
  • Vale anche per la fame d’amore, di sesso, di eros, di aria. Vale per tutti i sacrosanti desideri che sentiamo dentro. L’universo ci risponde ora, oggi. Risponde a noi che siamo qui oggi. Il passato ha redento se stesso, così per tutti coloro che ne hanno fatto parte. Tutto è appagato e vibra frequenze di abbondanza, fiducia, stabilità interiore. Ereditiamo amore e pienezza. Riconoscimenti, comprensione e approvazione, in tutto. 
  • Anche per il denaro è così.
  • Sempre più spesso sono presa da un guizzo vitale, intenso, gioioso, bello.

C’è un’altra esperienza importante: i corpi sottili sono attivi e si espandono. Ora hanno la vibrazione giusta, il cibo giusto ed essi funzionano. Ora guardiamo più ai corpi sottili, che non significa staccarsi dalla concretezza e materialità del corpo, bensì significa che il corpo fisico, ora sano equilibrato, appagato proietta, naturalmente il suo essere “sottile” il suo essere quantuum. E io viaggio tra i mondi, viaggio nei tempi. Comunico telepaticamente. Mi espando in entanglement.

… continua…

 

felix