Felix – Relazioni

Felix – Relazioni

Felix – Relazioni

Dato che siamo in Felix ben altro immaginario inizia a presentarsi. Improvvisamente mi attraversano pensieri che prima non avevo. Alcune situazioni vengono innestate da pensieri, possibili cambiamenti o soluzioni che prima davvero non vedevo. La struttura del mio pensare è più duttile. Dove prima c’erano gangli di pensiero statici, fissi, del tipo : così è, così è fatta la questione, questo è, ecco, tra le spire di una cognizione o di una convinzione si aprono varchi. 

Del pensiero vedo la modularità. Un pensiero non è una linea continua e statica, non è un flusso stabilizzato su determinate frequenze, ogni frase, ogni impressione che mi attraversa è piuttosto un continuum di pacchetti di energia pensiero contenenti una informazione o la parte, il tassello, di una informazione più complessa.

Non sto dicendo niente di nuovo, sto solo descrivendo come a me arriva l’esperienza del mio pensare.

Entro sempre più nella percezione e convinzione che davvero arriviamo a possedere il nostro pensare e quindi il creare. A essere consapevoli di che cosa accade dentro al nostro sistema di creazione.

Quindi: possiamo modificare tutto.

Anzi, noi non modifichiamo, accade che qualcosa si trasforma.

L’esperienza della trasformazione dei pensieri e quindi delle realtà corrispondenti, si riesce a spiegarla meglio usando le chiavi degli archetipi primari e degli arcani maggiori, i tarocchi.

Anche tutte le altre carte ci danno indicazioni di percorso ma certo gli impianti del nostro stare qui sono canalizzate dagli arcani maggiori, prima ancora dagli archetipi. Per cui, chiaro che parlerò per archetipi segni simboli arcani tarocchi.

L’energia passa e arriva dove deve arrivare. D’altra parte questo sistema mi permette un’auto -selezione delle informazioni in entrata: se non hanno una coerenza interna tra parole e senso, e il senso allineato alle frequenze di felix, l’informazione si ferma prima.

Significa che non mi serve.

Accade che nelle relazioni si parla, si comunicano cose, situazioni, modi di essere sentire pensare. A volte le parole che diciamo sono un reagire a ciò che si crede di aver sentito o visto, spesso reagiamo non tanto a quello che l’altro ci sta dicendo di se stesso, ma reagiamo a ciò che noi stiamo pensando di lui. 

Io ho incasellato una persona in un certo modo, le ho attribuito comportanenti e condizioni e le credo reali, vere. Non mi rendo conto che – ciò che sto pensando non è la reale situazione della persona – ma è ciò che io penso di lei e – ciò che io penso di lei – deriva da ciò che io penso dentro, deriva da credenze interne, pregresse, talmente lontane e recondite da essere trasparenti, non le vedo, ma agiscono in me come impianti attraverso cui mi spiego la realtà e le persone. 

Quindi, tutto sfasato, interferito, sconnesso.

Io.

Quando proietto sull’altro me stessa, il mondo cui appartengo per retaggio familiare, territoriale, culturale, ecc.

Questo vale sia se penso l’altro nella sua positività sia nella negatività. Io posso pensare l’altro dentro una serie di difetti, di comportamenti scorretti, invece lui non è nulla di questo. Lui è solo la vittima momentanea del mio  corpo astrale, del mio corpo mentale che si lancia sull’altro, lo investe e lo fa vedere ai miei occhi non per ciò che davvero è ma per come i miei prerequisiti lo vedono.

Checccasino.

Ora, stando in felix, queste dinamiche le vedo meglio e nel frattempo mi rendo conto di situazioni in cui ho reagito pesantemente a partire, non dalla realtà, ma da costrutti mentali. Non dal sentire ma dalle paure.

Ho fatto dei post sull’astrale. Non mi soffermo di nuovo. Continuo a ribadire il fatto che l’astrale ha grosse responsabilità sul caos che c’è in terza dimensione, ovvero nel nostro mondo. Perché l’astrale ha voluto controllare e dominare il materico, il terrestre. Un fatto di energia, e di dove recuperare energia. Ma l’energia del terrestre non è fatta per l’astrale.

Basta, non vado oltre in queste riflessioni. Torno al mio sistema relazionale da guarire. Da trasformare. La trasformazione accade grazie all’arcano La morte – 15 arché – Samek – 15 archetipo.

La morte porta tutto nel pentolone, lo prende, lo scioglie, lo fa ribollire, lo depura disinfetta sterilizza cristallizza lo amalgama lo riconduce al suo essere particellare ed energetico, toglie tutti gli impianti gli schemi le aderenze ecc.

E’ un processo. Qui il tempo lo detta La temperanza. Che palle!

Qui dentro da un certo momento in avanti iniziamo a vedere ciò che ho descritto sopra sulle proiezioni.

La consapevolezza di una proiezione, e quindi la possibilità di trasformarla, mi arriva quando in me un’informazione nuova, strana, destabilizzante, completamente assurda e diversa da tutto ciò che prima pensavo e ritenevo possibile, entra nella mia testa.

Improvvisamente m’ha attraversato un pensiero diverso, una risoluzione diversa per una situazione.

Mi è stato chiaro in un attimo. Un insight pieno della sua energia.

  • Ecco… sì, mi piace questo. Mi piace poter vivere questo, questo che fino a un attimo fa non avevo ancora pensato, e invece ora è al centro del mio programma. La nuova informazione sta resettando e riformulando tutto il quadro delle possibilità che mi davo.
  • Sì, posso ri-formulare tutto il programma di vita. Posso accettare, anzi mi piacciono, le soluzioni che tu vorresti propormi.
  • Non sapevo che posso pensare questo. Ora so che posso cambiare totalmente la mia vita, le situazioni, so che ciò che pareva fermo fisso inderogabile può essere modificato. Rimodulato a partire da chi oggi vuole stare nella mia vita. Oggi. Dato che io voglio stare nella sua.
  • Rimodulato, concordato con chi sa di farne parte, per il fatto che lo sente dentro. Non ha più dubbi né timori. Posso lasciare che sia Imperatore a dare le coordinate, i punti stabili, di fondamento, della nuova vita. 
  • Posso lasciare che ciò che fino a ieri era il senso delle mie giornate si sposti. Posso cambiare contenuti e modi. Fino ad oggi, per arrivare qui, al centro della mia esistenza ero io e le mie attività. Io resto il mio centro, chiaro, ma tutto ciò che attraverso nella giornata può essere ri-contrattato ri-discusso e modificato quanto a priorità.
  • Qualcuno, qualcosa, viene prima di ogni altro me.

E’ stato categorico il suo imporsi. In effetti Egli ha sempre parlato così, ero io che non ero pronta ad ascoltare.

Felix – Relazioni

Felix sta allineando emozioni sentimenti pensieri, quindi le persone accanto a me. Cambiano le priorità. Bene.