Francesca Salvador: Archetipi significa situazioni nuove

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Francesca Salvador, in che modo, riformulando il pensiero, posso mettermi in relazione con la mia Anima Gemella?

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Il lavoro sulla riformulazione del pensiero viene a monte dell’Anima Gemella.

Tavola di Smeraldo: Dentro e fuori corrispondono.

La realtà esterna, che mi sta attorno e che ho davanti, corrisponde a come – io – sono – e sto – dentro di me. Attraggo ciò che sono.

Sì, l’han già detto, in tanti. Questo è il punto che va detto, va pronunciato di se stessi fino a che diventa l’impianto – il mio – quello che ora scelgo e so essere il vero schermo, il vero modo, la vera chiave di approcciare il mondo fuori di me.

Fuori di me non c’è nulla. Tutto è dentro di me, e in me tutto accade, si crea, tutto può essere confermato o modificato. Tutto.

Fuori non devo dire niente a nessuno, darei il fianco a interazioni, quando non conflitti, inutili, che mi sottraggono forza.

Solo a me stessa devo parlare e dire come voglio il mondo fuori – il mio.

L’unica comunicazione da mantenere sempre è con la mia parte interiore. Il mio inconscio.

Puntualizzazione sull’inconscio.

Ci hanno detto che l’inconscio è pieno di tormenti, dolori, mostri, fantasmi, negatività che dobbiamo tirare su e vedere. Ebbene fino a che crediamo a questo continueremo in questa ruota senza fine del tirare su nodi e energie dolorose, pesanti, tormentose. Che si chiamino Freud, Jung, ecc. Li onoro ma sono figli del loro tempo. Non sto qui a discutere su che razza di.. tempo .. abbiamo condiviso. Ma siamo noi che scegliamo, ancora, questo orientamento, questa parte, queste dinamiche della sofferenza. Così vale per tutte le filosofie orientali, karma e quant’altro non mi veda già nella/sulla mia felicità.

Un giorno capiamo che: chi ha raccontato che l’inconscio è sofferenza e nodi dolorosi altro non ha fatto che registrare ciò che era scelto allora, da quelle persone. Nell’esperienza di “un tempo”,”una dimensione” l’umanità, la psiche collettiva ha privilegiato la separazione, il sacrificio, la sofferenza, la riduttività, ma questa altro non è che una scelta, non una ineluttabilità. L’abbiamo attraversata questa parte oscura, separata in se stessa.

C’è una parte che è oscura sì, ma che da la vita, non la morte.

E’ tutto ciò che ancora non sappiamo di noi stessi, la chiamano materia oscura, se cambiamo l’atteggiamento dell’osservatore, di noi stessi, non tiriamo su mostri, ma bellezze.

E’ la scelta.

Va sperimentato.

Il passaggio è molto semplice, altrettanto stretto. Ma avvincente.

Il primo atto creante è la scelta.

Possiamo portare qui le tante teorie oggi circolanti sui guai dell’umanità, dare ancora la responsabilità a qualcuno o qualcosa che non siamo noi, ma finchè ancora troviamo la causa fuori di noi, ci mancherà sempre la risoluzione finale, per vedere il tutto, e sapere come fare per uscirne. Perché se ne esce. Per il fatto stesso che non c’è niente da cui uscire.

Anche questo che sto dicendo io è già… mente. Si può esserne fuori. C’è chi sta già così, fuori, e sta bene.

Quando, di seguito, continuamente, con attenzione mi dico e mi ridico, ad ogni circostanza che m’arriva davanti o in cui mi trovo:

Mi assuno il 100 per 100 della responsabiltà di ciò che ho davanti e di ciò che sto sperimentando ecco, viene il momento che vedo. E’ l’insight. Da qui riparto.

Certo, ci mette un pò questa consapevolezza a stanziarsi dentro di me e ad agire, a impostare la dinamica di non ritorno, ma siccome questa è la vera modalità del vivere, questa alla fine si installa e lavora.

Non il “così è”… non esiste il bene e il male, non esiste la dualità. Non sono realtà. Sono solo dinamiche della forza. Ma noi come coscienze siamo a monte delle dinamiche.

Le dinamiche vanno usate, non subite.

Anche la dinamica della separazione, del sacrificio, della fatica, del dolore, del dover essere… sono solo modi di pensare la vita, possiamo decidere di vivere su altre modalità.

Scelgo.

Questo non va più resistito. Inutile che quando leggete questo, tornate su voi stessi dicendo… ma la realtà non è così.. ma la scienza non dice così.. ma la religione non dice così.. ma la maggior parte della gente non dice così….

Decidetevi a valutare – voi – ciascuno di voi – cosa scegliere. Come volete vedere voi stessi e il mondo in cui volete vivere;

che – voi- create.

Invece di resistere a questa parole, lasciatele aleggiare, sostare, dentro di voi. Provate no? Provate tante altre cose, provate anche questa… che vi costa.

Non rimuovete queste parole. Lasciatele.

– Perchè dovremmo scegliere le tue parole? … direte voi.

E io:

– Abbiamo, avete, date, il fianco a tante parole.

Provate.. una in più…

Mica date asilo a me, Francesca Salvador, eh, sì anche.. ma ciò che conta sono le parole.

Qui io non posso nulla. Io sono solo la risultante di un cammino, che per me funziona, eccome.

Per cui posso portare solo me stessa e la mia vibrazione.

Posso anche indicare chi conosco, chi so che ha fatto lo stesso percorso e ha compreso la stessa cosa. Sì, certo, si danno anche molti altri modi di arrivare a questo punto. Ciascuno ha il suo. Infatti non ci sono maestri, lo dico sempre. Io non sono un maestro, solo mi va di dire la mia.

Noi abbiamo provato.

Ad un certo punto ci siamo ritrovati e ci siam detti che stiamo godendo la nostra grande libertà e la vita. Più lo diciamo più ci troviamo davanti persone che parlano così.. dalla meta.. dallabbondanza e dalla gioia. Hanno fatto questo passaggio, autentico, e ci sono.

Se ancora non dite così, che vi costa… provate a fare questo pezzo di strada.. si prova, si sperimenta. Accade il cambiamento solo a chi si scolla dalla finestra, fosse anche quella del web o di facebook, e si butta a sperimentare se stesso.

A mettersi in gioco. A mettere le mani in pasta.

La valenza e la portata della mia affermazione:

– Scelgo la gioia e guardo solo dove si gioisce

è senza fine, senza fondo, senza limiti.

Ma è anche talmente stretta stretta che non si finisce mai di vederne la correlazione, la conseguenza del causa effetto.

Anche io ho sperimentato varie tecniche, con a monte le rispettive teorie, visioni del mondo e delle cose. Il punto è che anche le visioni del mondo e le teorie che ne conseguono vengono costruite ancora da dentro il quadro epistemico e concettuale del: dovere – sacrificio – riduttività – sofferenza – bene e male – così si fa così si usa – ecc.

Alla base c’è che ogni teoria ancora è impiantata su una percezione e visione separata della realtà.

Si esce dalla ruota solo quando si ha la percezione dell’Uno, dell’Alef.

Questo lo da Alef.

Questo non lo possono fare i sistemi di pensiero, ma solo il toglierci dal pensiero, dalla mente. Ci sono vari modi per toglierci dalla mente. Uno di questi sono gli archetipi. Perchè gli archetipi sono prima. Sono le chiavi per costruire quasiasi realtà, ma ne sono anche oltre, fuori.

Stanno in un livello del Pensiero che è Uno. Ecco che gli archetipi ci riconducono alla centratura, all’Uno, e fanno tutto da soli.

E l’anima gemella?

Direte voi.

Dov’è la domanda iniziale e dove la sua risposta?

Domanda:

In che modo, riformulando il pensiero, posso mettermi in relazione con la mia Anima Gemella?

Si entra in questo:

Io, ora, cosa sto pensando?

Ma davvero pensando.Nel senso che ci rendiamo conto di un certo livello del nostro pensiero, ma di altri no. Per cui spesso, mentre la desideriamo a tutti i costi l’anima gemella, anche, non la pronunciamo, nè la benediamo. Di chi abbiamo al momento davanti continuiamo a vedere i limiti, le criticità, in che cosa non corrisponde a noi.

Alimentiamo così due tipi di pensiero:

1 – ciò che vogliamo

2 – il dire e congelare in un certo modo di vedere, chi abbiamo davanti.

Se ne esce solo prendendo coscienza e modificando il proprio pensiero su chi abbiamo davanti. Qui e ora è lunica realtà. Qui debbo giocare.

Primo passo è accettarlo/a, così com’è. E’ la mia creazione. Se non l’accetto ma ci confliggo, non faccio altro che continuare a mettermela davanti. Ad essa arriva la mia energia, anche se io la do come resistenza, ed essa, continua ad alimentarsi, ad essere qui.

Va accettata, e non guardata più. Significa che: se chi ho davanti non mi piace, non devo starci sopra e pensarlo o parlarne, devo fare il silenzio, sia interno che esterno, su questa mia creazione.

La sospensione mi fa vedere cosa e come penso… ecco che comincio a vedere e rendermi conto, non di chi sembra ci sia là fuori, ma dei miei pensieri. E vedo… come penso lui/lei. Ora, dato che ho capito che la realtà la creo dai miei pensieri, che sto pensando/creando? Quello che sta attraversando la mia mente.

Bene, ecco perché ce l’ho davanti.

Torniamo all’anima gemella.

Sono una donna, per cui, per ora, mi soffermerò sulla mia anima gemella al maschile. (Non è detto che sia l’unico genere che mi interessa).

Cosa sto effettivamante pensando del maschile e del femminile sull’onda del maschile che – credo – di avere davanti?

Sto foraggiando ancora pensieri della serie:

– I maschi.. il mondo è al maschile.. i maschi non comprendono.. i maschi non si prendono responsabilità.. i maschi scappano… il mondo è impostato al maschile. La prepotenza, è maschile. La sopraffazione…

– Le donne.. le donne devono ancora soccombere.. le donne sono schiacciate.. non comprese.. le donne sono brave e intelligenti ma la forza maschile prevale…

ecc ecc.

Questo sto pensando nel mio dialogo contiunuo sotterraneo inconsapevole insistente?

Questo ho davanti.

Invece:

di chi ho davanti. Sì, di questa persona devo dire, e senza ritorni e ripensamenti:

Lui/lei pensa come me.

Io lo desidero. Lui mi desidera.

Io lo penso. Lui mi pensa.

Io lo cerco. Lui mi cerca. Ora. Qui e ora

Incondizionatamente.

Punto.

Questo si riesce a fare solo quando s’è fatto un rigiro precedente. Quello che ci impianta in noi stessi. Nel nostro qui e ora in cui stiamo bene e nulla ci intacca.

Questo:

– Io/e l’altra parte di me siamo Uno.

Io mi penso amorevolemente.

Io mi desidero. Me stessa desidera me.

Io mi penso. Me stessa pensa me.

Io mi cerco. Me stessa cerca me. Ora. Qui e ora

Incondizionatamente.

Vado bene così come sono. Sempre.

Primo amore fondante.

Questo accade solo quando abbiamo ri-equilibrato gli archetipi primari – fondamentali.

Maschile – Kaf/Femminile – Thet.

Vita. Persona. Perfezione. Protezione.

Vita – Hè – 5 – Essere vivi.

Persona – Yod -10 – centratura.

Perfezione – Res – 20 – uomo/donna.

Protezione – het – 8 – sono inataccabile.

E, a seguire, tutti gli altri.

L’equilibrio di tutte le parti di noi stessi ci porta fuori dalle secche della mente, del karma, dell’eterno ritorno, del destino, della pochezza, verso la vita piena e appagante.

Provare.

Osservare – osservare – osservare il proprio pensare.

Questo serve fare, solo questo. Perchè, presa coscienza di questo, giunti a questo punto, abbiamo anche la consapevolezza del percorso fatto, di come funziona lo strumentino chiamato mente, siamo capaci di distinguere indicare e definire tutto l’impianto: psiche, SNC – Sistema Nervoso Centrale, percezione, proiezione, creazione, ri-formulazione, ecc, abbiamo la coscienza di come utilizzarli.

Archetipi significa situazioni nuove.

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Nuovo Pensiero

Là dove Sorge,
Increspato d’Azzurro
l’Ultimo Pensiero.

Un Seme
vedo nel cuore.
Strappato al Cielo.
Fecondato.

Là dove Sorge
Increspato d’Azzurro
il Nuovo Pensiero.

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Credo che svilupperemo questa visione delle cose in molti modi, nei molteplici suoi aspetti. Perché tutto, non solo l’Anima Gemella, è determinato dal nostro pensiero. Io farò questo, racconterò questa dinamica in tanti di quei modi che ad un certo punto la vedrete in voi.

Ci vuole una grande Forza. Tutti, sia chi sta sulla strada degli archetipi, sia chi segue altre strade, ha dentro la grande Forza.

 Francesca Salvador

 

 

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