Ghevurah – Io maledico – ma le di co

Ghevurah – Io maledico – ma le di co

Ghevurah – Io maledico – ma le di co

Ghevurah – Io maledico – ma le di co

Prenditi il tuo carico, io chiudo. Prima spazzo casa e poi chiudo.

Het – H – proteggo me stessa – 8° archetipo.

Assumo la responsabilità della mia felicità, tutta. Per cui, se qualche dolore qualcuno m’ha dato, gli torna. questo intendo con ma le di co. Pulisco da dentro di me e dalla mia esistenza ogni zavorra. Tutti i carichi non miei. 

Questo va fatto. A oltranza. Su tutto e sempre. Il CONTRARIO di tutto quello che ci hanno insegnato. IL CONTRARIO.

E VIA GLI SPECCHI – TUTTI:
IO sono a specchio SOLO con me stessa. CHIUSO.

Tenete presente che parlare di Gesù, Vangeli, religioni, non è faccenda solo per coloro che ci credono, siamo tutti intrisi di pensiero, cultura, fare, religiosi, anche chi crede di esserne fuori. Sono secoli e secoli di questi schemi e impianti mentali. Anzi chi non si guarda le sue conoscenze pregresse, la sua infanzia più o meno religiosa, resterà fermo là, in vecchi schemi nonostante si ritenga un non credente.

  • Non giudicare per non essere giudicato
  • non maledire per non essere maledetto.

Ghevurah – Io maledico – ma le di co

Noi, per secoli ad avere paura di noi stessi e di queste parole. Così abbiamo perso ogni dignità, grandezza, forza e potere solo perché abbiamo ascoltato i pseudo insegnamenti di chi sull’umanità ha fatto e preso di tutto, ma si è pure creato il salvataggio in modo che – noi umani – non reagissimo, non ci scagliassimo mai contro i nostri aguzzini.

La VERITA’ STA NEL CONTRARIO DI CIO’ CHE ABBIAMO IMPARATO

Ghevurah – Io maledico – ma le di co

Ghevurah – Io maledico – ma le di co

Lasciate fuori Gesù, il Vangelo ecc, tutto è stato manomesso: nei Vangeli e nella storia non trovate il vero Gesù, e chissà se mai c’è stato. La verità è stata occultata manomessa rimossa così da portarci ad essere non popoli degni di essere terrestri ed umani ma ad essere pecore da portare sempre al macello. La vera storia non sta nei libri che vi hanno imposto, cerchiamo la verità. Sono sempre gli stessi, le stesse grandi famiglie che da secoli e millenni imperversano sull’umanità con inganni. Hanno inventato una bella storia e ce l’hanno imposta come religione. Andiamo dentro ai nostri grandi impianti con la logica, solo con la logica stretta e evidente il buon senso. Valutiamo dal buon senso.

Vista la gabbia, se ne esce.

Sappiate che non è come dice il Vangelo e la Chiesa, ossia che con l’istituzione del sacramento dell’Eucarestia da parte di Gesù, il sacrificio incruento di Gesù ha chiuso con i riti e i sacrifici di sangue del Vecchio Testamento e delle popolazioni antiche. 

Ragionate un attimo

Se davvero i fatti fossero andati come ci raccontano:

Gesù cambia la sostanza del rito, del sacrificio, sostituisce il corpo con il pane e il sangue con il vino.

Non è così, sì, lui lo fa, ci prova ma poi Gesù viene preso e ucciso (ce lo dicono pure). I Vangeli, evangelisti e autori del Nuovo Testamento continuano a dire che lui – secondo loro sacrificio incruento – è la vittima sacrificale. Infatti: sacrificio cruento è. 

Di fatto, stando alle narrazioni, Gesù viene ucciso.

Per cui, resta tutto come prima. Il sacrificio è cruento.

Guardate i fatti,

non state alle parole che vengono scritte nei vangeli.

Mi direte: sì ma lui lo fa per essere l’ultimo della serie e cambiare la sostanza del rito, del sacrificio.

Di fatto – così non è accaduto.

Se doveva essere l’inizio dei sacrifici incruenti, non doveva essere ucciso.

Usiamo la logica.

Anzi, a dire che Gesù è vittima sacrificale, e mettere questo Gesù morto, sacrificato in croce alla fonte di una religione ha fatto sì che lo stesso sacrificio di sangue di Gesù venisse di nuovo e ancor più istituzionalizzato, legittimato a rito sacro di effetto. Tutto come prima, per di più legittimato dall’illusione di qualcosa di nuovo.

Rito… ?  sacro… ? di effetto?… che significa? L’umanità ancora ha bisogno di riti? rituali? di vedere il sacro in questa modalità aberrante? che qualcuno muoia per un altro? peggio, per un popolo? 

Vogliamo usare la logica? e la saggezza? 

Ghevurah – Io maledico – ma le di co. Chiamo la Ghevurath – Rigore.

I sacrifici umani del passato erano fatti anche da Israele, non solo dai popoli che loro considerano .. pagani.. politeisti… Israele ha sempre fatto sacrifici di sangue. Il popolo ebraico non s’è certo scandalizzato di come Gesù venne ucciso. E le donne lapidate? e tutti i soprusi? Leggetevi l’Esodo, ma con un po’ di spirito critico, di umanizzante logica.

Stando al prof.  Fomenko e alla sua equipe, tutto è costruito. RTutta la storia riscritta e manipolata.

Intanto stringono le maglie della gabbia. Con impianti e ricatti mentali. Ce l hanno detto con le mille e mille storielle, questo sta innestato nella psiche umana. 

Riprendiamoci la saggezza della natura

che è equilibrata, serena, vuole la VITA e ciò che dà vita, non morte distruzione malattie separazioni… 

Andiamo ora al Nuovo Testamento. Vangeli. Gesù. 

(per il Vecchio Testamento vi invio al post precedente).

Sappiamo che la storia è un grande bluff.

Tutto menzogna o quasi. Detto questo:

Quanto è venuto dopo col Nuovo Testamento:

  • Ama i tuoi nemici.

non ha il significato svelto e omertoso che abbiamo sempre creduto e applicato.

Occhio per occhio dente per dente, resta la Legge naturale. Se la seguissimo coerentemente, da un pezzo avremmo risanato tutta la pletora giuridica e tutti i mal-comportamenti dei terrestri.

Ghevurah – Io maledico – ma le di co

Le raccomandazioni:

  • Ama i tuoi nemici.
  • Fai del bene a coloro che ti perseguitano.
  • Ghevurah – Io maledico – ma le di co 

  • Ama i tuoi nemici.
  • Fai del bene a coloro che ti perseguitano.
  • Non giudicare per non essere giudicato
  • non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria

sono delle perverse imposizioni che vengono insegnate e applicate, soprassedendo, ignorando il percorso e il processo di una presa di coscienza sui propri – di ciascuno – comportamenti. Soprassedendo al dolore di chi ha subito.

Presa di coscienza che verrebbe immediata, anzi precederebbe le stesse azioni, se noi applicassimo la Legge naturale.

Ci hanno insegnato considerare la Legge naturale come “la legge del taglione” o come i pochi ammaestramenti dei buzzurri, secondo i più, del passato.

Queste raccomandazioni sono state scritte per noi, dai potenti, da chi tiene la fila.

Così: resi impotenti e disconnessi da noi stessi, non reagiamo. Con questi presupposti non ci scaglieremo mai contro i potenti, coloro che ci vorrebbero controllare e che hanno creato questa società infame e anti-umana. Ecco perché ci fanno passare queste.. pseudo – massime come insegnamenti, per di più religiosi.

Comincia ad aprirsi il velo?

Finitela di fare i buonisti, e tirate fuori le palle.

Rivedetevi la storia. I più arretrati, arrugginiti e scostumati, siamo noi.

Non siamo certi di niente

anche la storia son tutte narrazioni, (altra precisazione sul tema, che magari riprendo dopo).

Dice il Vangelo, dato che molti umani sono infarcirti di mal-indottrinamento:

  • Ama i tuoi nemici.
  • Fai del bene a coloro che ti odiano.

ma anche dice:

  • Ama il prossimo tuo come te stesso.

Salvo poi… dimenticare al mondo e agli umani quel “te stesso.

Il te stesso” è stato disatteso dalla stessa umanità

Tanto che noi non sappiamo aver cura e amare noi stessi. Ci hanno insegnato a spostarci sull’altro e mettere per primo l’altro, il prossimo. Così, spostati di centratura, ovvero s-centrati, mi dite voi come possiamo amare noi stessi?

Che ci sia chiaro: se non sappiamo nemmeno amare noi stessi, come possiamo amare un altro da noi stessi?

Nemmeno sappiamo com’è. Comunque, non siamo noi. Non sono io. 

Siamo in questa dissonanza profonda, malevola e rovinosa. I fatti di oggi ce lo mostrano chiaro.

Quindi:

  • Ama il prossimo tuo – come te stesso.

– viene dopo, mooooolto dopo che io ho imparato a sapere chi sono io, a sapere che cosa mi serve e come fare per procurarmelo. Dopo, quando io sto bene e sono appagata, posso anche voltarmi, amorevolmente, senza attaccamenti e aspettative, gratuitamente, verso di te, e di te, e del mondo.

Tutto il resto è fuffa. Buonismo, controllo, convenienza, menzogna falsità, perbenismo, mercificazione delle relazioni e dei contratti familiari e sociali. 

Perdonare non è così come ci è stato insegnato.

Vedere impianti dissonanti, staccarli e lasciarli andare.

– Chi è senza peccato scagli la prima pietra

questo va fatto! 

io – non ho peccati – i peccati li hanno loro. Se ho peccati, non sono nulla di fronte a quelli del potere oggi imperante.

Sapete perché hanno occultato e manipolato i testi antichi facendo passare per una frase di Gesù questa esortazione? Ama il pross… ecc ecc… perdona i tuoi nemici… ecc ecc. Sapete perché?

Perché le hanno combinate talmente grosse indecenti inumane al popolo umano che, se non c’avessero resi impotenti, li avremmo già scorticati e sbranati tutti. Allora ci hanno lobotomizzato il cervello, l’assonanza, il discernimento, così diventiamo buoni buoni cha a casa mia significa co… (rima) tanto che ci siamo costruiti mille e uno deterrenti mentali, sbarre della gabbia, tanto da non riuscire a rivendicare la nostra dignità grandezza e tutta l’abbondanza del pianeta che è nostra.

Ma non dobbiamo chiederla. E’ nostra. Non servono i cortei e le manifestazioni per chiedere la libertà. Il re è libero, non chiede nulla.

Tutta l’abbondanza del piante è dei terrestri

Vi rammento i processi del Sudafrica dopo l’apatheid, Mandela li aveva impostati così: colui che denunciava davanti ai giudici e al popolo i suoi delitti e si dimostrava pentito, ossia dimostrava di aver preso coscienza del suo agire, veniva perdonato e graziato. Ci doveva essere l’atto pubblico di riconoscimento dei misfatti e veniva lasciato andare.

Sembrerebbe un agire molto edificante. Ma non ha sortito un risultato positivo. Oggi in Sudafrica sono più divisi e più aggressivi di prima, magari ora invertendo le parti. Perché non ha funzionato? Perché il perdono non si regala.

Ci vuole il tempo della presa d’atto, sulla propria pelle, di ciò che si è causato agli altri. Il sentire, l’esperienza, il corpo e i tuoi stessi sentimenti, non la mente, ti fanno davvero e profondamente comprendere il male il dolore la sofferenza che hai causato ad un altro.

Perché il perdono non si regala

Altrimenti è “rimozione” di un fatto, di un pezzo di storia. Noi abbiamo rimosso intere guerre e dopo guerre. Per cui ecco la coazione a ripetere. Cose già dette. Perché il perdono sia davvero tale, scordare e lasciar andare, bisogna prima elaborare il dolore, lo stress, la mancanza. E si elabora in due: vittima e carnefice come parti dello stesso campo morfogenetico. Così va per questo gioco, bisogna che ci si metta davanti e che, responsabilmente ci scambiamo le parti.

Per sapere chi sono

amarmi davvero e perdonarmi, devo sperimentare tutte e due le parti. La vittima potrà perdonare il carnefice entrando nella sua area e sentendola così da comprendere e poter perdonare. Ma anche il carnefice deve sperimentare l’essere vittima. Il campo.

Solo allora si può profondamente perdonare. Essere “esseri umani” fondati e profondi, che hanno integrato l’esperienza. 

Chi non ha il coraggio

Chi non ha il coraggio di mettere il colpevole in un percorso rigoroso, di presa si coscienza, che comprende lo sperimentare sulla propria vita e sulla propria pelle ciò che si è fatto subire ad un altro, bene, chi non ha la forza e l’autorità di mettere l’altro di fronte alle sue responsabilità significa che lui, stesso, colui che dovrebbe essere giudice, è invece un infante, un deresponsabilizzato, un debole.

Quando non un interessato colluso corrotto coinvolto e venduto.

E questa è la realtà di oggi.

Staccare schemi assurdamente irretiti e s-funzionali

Non giudicare non è un atto sociale edificante e di valore, è un tirarsi indietro dalle proprie responsabilità, tanto da non saperle riconoscere e rivendicare nell’altro.

Infanti, appunto. Non uomini e donne di valore.

Per cui, non vi meravigliate se io lancio anatemi

Ghevurah – Io maledico – ma le di co.  Ghevurath – Rigore

V’assicuro che, nel momento dell’impatto col dolore, il processo naturale non è perdono ma reazione. E’ qui che bisogna lavorare e aver talmente guardato e agito dentro se stessi che la reazione non esca immediatamente mettendo in atto un comportamento compulsivo ma sapendo accogliere l’onda, farla entrare nella propria esperienza, ed elaborare un ritorno tale che, la mia essenza, il mio corpo, la mia esperienza e memoria escano intaccati, puliti, sani e sereni dall’esperienza.

Le nostre invettive, le nostre “maledizioni” questa funzione hanno:

portare il carnefice nel campo della vittima e fargli fare l’esperienza.

E’ sempre stato così. Facciamo in modo che stavolta non la rimuoviamo questa guerra, questi soprusi, facciamo tesoro dell’esperienza. Solo così se ne andrà senza tornare più in un altro giro della storia. Per cui: io non temo lanciare invettive.

Pensate che razza di impostazioni bugiarde e disumane abbiamo dentro. Riteniamo sacrosanti valori e verità inattaccabili comportamenti che uccidono e saccheggiano altri uomini.

Quanto abbiamo da scardinare per ritrovare noi stessi.

Anche la riposta dev’essere ponderata intelligente e capace di portare ad un livello più espansivo. Livello più espansivo per chi? Per i due che si trovano nella contesa? No No, di fatto, questo, non mi riguarda. Io ne devo uscire indenne e pacificata così che la mia frequenza si eleva. Posso anche non soffermarmi ad aspettare l’altro. Ci sono tanti universi da vivere e tanti viventi che voglio incontrare. Anche se lascio chi ho davanti adesso.

E, fatto questo, scrolliamoci la polvere dai calzari.

Occupiamoci solo di inventare e costruire mondi nuovi.