Io, ogni giorno, creo il mio essere “anima gemella”

francesca salvador anima gemella

 

Essere “anima gemella”” terrestre e il Terrestre che sta accanto a me.

Eh, vi sorprenderete che non lo chiamo solo “anima gemella”.
Se vi ricordate in un post precedente avevo detto che, per me, “anima” non è una parte di noi reale.
Sì, qui da me anche il reale è, relativamente reale.
Ma “anima” e “spirito”, intendo dire, sono ancor meno reali, sono due pseudo-parti di noi, soprattutto non sono funzionali. Io lo affermo, ma voi, sperimentate.

Provate a ripetere un pò di volte queste due parole mettendovi nel frattempo in connessione con la vostra terrestrità, il vostro stare qui, in un qui e ora che è questa consistenza e questa materia, queste relazioni.

Vi renderete conto che dire anima e dire spirito vi porta via energia. Pur avendo compreso questo non mi tolgo quella parte che fino a ieri identificavo con anima e con spirito, né mi vengono meno le caratteristiche e le funzionalità che a queste parti attribuivo. Ma noi abbiamo compreso che usare un termine o un altro è molto importante. La parola, le lettere, conducono energie, situazioni e dimensioni.

La parola deve funzionare.

Il mio dire:
-Non esiste niente là fuori

Appena ho messo in discussione “anima” ecco che anche la definizione “anima gemella” s’è dissolta. Certo, s’è dissolta perché l’ho attraversata. Ho attraversato il senso di queste parole, l’ho sperimentato nella loro forza. Ho compreso che c’è altro, oltre, nel mio essere Terrestre, che ancora posso sperimentare.

Provate, provate e ditemi che cosa vi accade. Andate in fondo alla dimensione e al senso che una parola conduce, e sarete oltre. Si dissolve, eppure non perdete nulla di ciò che siete e avete. Ma ora siete più veri, radicati e centrati. Probabilmente, per come conosco le cose,
Anima e Spirito si ripresenteranno, ma saranno nuovi, intanto importante è godersi la terrestrità, e chi ne fa parte.

Come fare?

A volte le persone mi interpellano, mi chiedono un’indicazione di percorso.

A volte, davanti a qualcosa da sperimentare e conoscere ci si ferma, perché chiede di lasciare schemi, di non avere giudizio, di rischiare.

Solitamente non do indicazioni dirette. Non tocca a me sapere che cosa una persona deve fare. Se la persona comprende il percorso per archetipi individuiamo insieme gli archetipi su cui lavorare.
Dove sta il nodo, lo schema, la resistenza. Di solito, il solo lavoro sui movimenti della forza smuove, fa vedere parti o atteggiamenti di se stessi prima nascosti. Poi, spetta alla persona valutare, vedere i propri passaggi, mentre insieme si continua il confronto e si inizia a creare qualcosa di nuovo.

Precisato questo torno al mio Terrestre, colui che mi sta accanto, ovvero alla mia anima gemella. Per adesso non trovo nomi migliori e lo chiamo così, potrei dargli un nome, in fondo un nome ce l’ha. Poi vedremo. Oggi l’uomo, la donna, è innanzitutto: il Terrestre.
Per me essere Terrestre è semplicemente una vibrazione, una dimensione che io, come creatore di me stessa, metto in atto, o in scena, così. In questa dimensione ora percepisco delle Parti che vibrano, che si fanno presenti:

Psiche Mente Inconscio Corpo.
Esse mi tornano un qualcosa che riesce a trasformare in un benessere sempre più intenso e profondo ciò che sono.
Qui parlo di me, ma so anche che, chiunque vuole, può riconoscersi in ciò che dico.

a cura di Francesca Salvador