Il numero – i numeri – I numeri

Il numero – i numeri – I numeri

               

Ora numeriamo. Dove numerare significa ‘portare in essere le sostanze’, lo abbiamo imparato che verbizzando si fanno parole e le parole sono le cose, le sostanze. Vibrano e vibrano su un’identità e un intento.

1 2 3 , 3 2 1 una danza

333  333  77 77 888 888 88 8

1 2 3 – 999 – 99. 000 – 9. 999, 99

1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 – 11 – 12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17- 18 – 19 – 20 – 21 – 22.

Ho dato un po’ di numeri. Ho emesso una sostanza.

I numeri non sono artificiali, sono materici.

I numeri che utilizzo con l’intelligenza artificiale sono simboli che rinviano ad altre forme artificiali, mentali. Come enzimi intellettivi che si pongono con la loro particolare forma spaziale per far incastrare altre forme e nasce un nuovo artefizio mentale. Sono utili eh, ma non sono concreti.

Possono essere preludio di concretezza però. Io creo un sistema matematico, spaziale, mentale che diventa la forma, la trama di una progettazione. 

I numeri sostanziali sono prismatici, hanno una forma consistente, un volume, si muovono come sistemi di frequenze. Fasci di energie che intercettano altri fasci di energie e accade di tutto.

Mi immettono in altri sistemi ed altre dimensioni.

Siamo in Het – arcano La giustizia.

Ho bisogno di numeri-sostanza per fare La giustizia? Questo mi serve, sì. Come faccio? Mi domando: quale alfabeto, quale sistema di segni può efficacemente condurre il senso dell’essere il creatore del mio spazio, del territorio, dei miei pacchetti di tempo?

Perché l’avverto.

Sospeso, qui, un pollice accanto a me, mentre sta in me, questo stato dell’essere qui a sentire e far uscire da me la mia realtà.

In Het? La giustizia?

Sì. Oltre tutti i mondi che ho vissuto e partecipato, oltre ogni condizione che ho condiviso. Quando ho deciso che ogni livello ed ogni elemento della realtà in cui stavo era semplicemente un incrocio continuo e immensamente veloce di flussi, di energie.

Un mazzo. Tanti mazzi di energie. Flussi movimenti funzioni flussi plasmatici spazi tempi volontà. Voluttà. Luce, creata. Mi voglio plasmare da nuova luce, riempirmi il viso di sorriso e ripartire in un altro universo.

Giustizia, ti lascio. Eri forse l’ultimo aggancio, l’ultimo orpello appeso a cui mi appellavo per avere giustizia. Preferisco la velocità della mia voglia di nuovo. Del mio scoppiare di entusiasmo allo star qui ad attendere e fare giustizia. Io, ho da fare.

Decreto che La giustizia, ottavo arcano, faccia da sola. Che accada qui nel mio oggi e là, nel mio ieri che non esiste più e non lo voglio, né mi appartiene, né interessa.

Tutto nuovo, mai inventato prima tanto meno provato.

Questo voglio e creo.

Per cui lascio all’arcano La giustizia fare giustizia in tutti i mondi cui ho partecipato. Vedetevela. Io, oltre.

… continuo