Le civiltà matriarcali – Inventare, dallo schema psichico libero

Le civiltà matriarcali – Inventare, dallo schema psichico libero

Da un po’ di tempo, di fronte alla crisi che stiamo attraversando, il pensiero che emerge è:

– Tutto il caos di oggi è certamente il richiamo alla naturalità dell’esistenza. Alla concretezza della nostra esistenza terrestre, naturale, all’equilibrio, a tutte le istanze di cui si parla in continuazione: valori, finalità, vivibilità.

Poi qualcosa si apre dentro me e aggiunge:

– Non è possibile che tutto questo caos sia solo per tornare alla natura, così come pensiamo che sia stata la vita umana, fino a circa un secolo fa.

Sento qualcosa dentro protendersi, volere altro. Ciò che si staglia davanti è: la vita – la morte – la lunghezza della vita umana archetipo 12 – lamed – L – misuro . L’espansione della vita umana archetipo 17- Pé – F – P – espando..

E, immediatamente, capisco che tutto questo non è per tornare a ciò che eravamo qualche tempo fa, ma per essere ciò che siamo davvero. Vivere molto più a lungo di quanto riteniamo oggi sia possibile.

Siamo qui per ritrovare il tempo. 

Sono qui per essere – io – il tempo.

Creare tempo.

Il tempo è la nostra autenticità. Tempo sta ad autenticità su un piano diverso di frequenze.

Il nostro corpo ha in sé la potenzialità di creare tempo, attivare molecole, cellule, apparati che ci inoltrano in altra dimensione di ciò che il tempo è.

A  questo punto il corpo allunga i telomeri, continua ad allungarli, continua a creare potenza, sangue, energia, ogni parte del corpo fisico e, come una ghiandola distilla ormoni, ecco, i telomeri distillano tempo. Una specie di flusso, tra la materia e le sole frequenze. Energia – materia – . – energia – materia – . – energia – materia – segmenti di nano – tempi.

Questa è la crisi. Cercare questo. Non certo accontentarsi di vivere 80, 90 anni. Di – crescere – studiare – trovare lavoro – fare famiglia figli casa pensione – qualche viaggio – qualche altro divertimento. Poi morire e sparire, o per chi ci crede, rinascere.

Invece è una continuità.

Le civiltà matriarcali – Inventare, dallo schema psichico libero

Terra tonda, piana, in ultravioletto, o raggi x, da un po’ che certi sprazzi di intuizioni arrivano, e li lascio qua.

Vado veloce:

– la Terra è tonda, piana, è così…. ossia individuabile a onde elettromagnetiche, raggi ultravioletti, raggi x

Le civiltà matriarcali – Inventare, dallo schema psichico libero

e ad ogni banda di frequenze cogliamo di lei un’immagine diversa.

Vanno bene tutte.

Le civiltà matriarcali – Inventare, dallo schema psichico libero

Sono ologrammi dentro la nostra testa. Produzioni del nostro intelletto, manifestazioni di come, dove, vogliamo sentirci collocati.

Quando vogliamo sentirci statici, stabilizzati, tranquilli (piatta); quando in movimento, destabilizzati, incerti, quando vogliamo metterci in movimento (tonda).

Quando ci diamo più dimensioni in cui contemporaneamente siamo, Terra – plasma.

E possiamo essere tutto ciò al fine del nostro stare al mondo, del nostro qui e ora, vanno bene tutte le visioni, ci danno e ci permettono funzionalità diverse. Tutto va integrato, tutto contribuisce al completamento.  

Stessa cosa per la luna, il sole, i pianeti, non sono reali, sono ologrammi.

Per uscire dalla gabbia, da matrix, dobbiamo smontare lo schema astronomico che abbiamo assunto come unica e vera realtà.

Solo così smontiamo i punti di impianto della gabbia di matrix.

Visione astronomica, anche visione atomica, molecolare, e struttura sistemica di psiche, corrispondono.

Inoltre – importantissimo – se già pensando la Terra tonda ci siamo dati un sacco di complicazioni inutili, non possiamo accontentarci di nientedimeno che del darci un sacco di possibilità.

Adesso, a terra e, nella visione della Terra piatta, un gruppo di continenti attaccati, poi il muro di ghiaccio. Ma chi l’ha detto.

Io quando ci penso e l’immagino non vedo un muro di ghiaccio, vedo spazi aperti e liberi. Quella che fino a ieri era vista come una barriera di ghiacci insormontabile e proibita altro non è che una lingua di terra fertile, piana, asciutta, ricca di vegetazione, case strade percorsi. Per questa terra si passa allo spazio oltre, nel grande mare dove ci sono tante isole. Le terre fuori, oltre, territori sereni, abitati, pacifici. Massimo rispetto della natura, dei viventi. Economie possibili, abbondanti, propositive, a sostegno della vita e dei viventi.

Si sciolgono i ghiacci. Si sciolgono gli “io” -gli “ego” freddi ghiacciati.Cristallizzati.

Si scioglie il grande inganno.

 

C’è di tutto là fuori, nelle isole oltre la fascia di terra che delimita i continenti del mare interno, i continenti che noi conosciamo. Anzi, può essere ancora diverso, anche tutto diverso. Di sicuro è tutto pacifico naturale vivibile, esaltante.

Poi il cielo, il sole, la luna, le stelle. Cosa sono? Le proiezioni di ciò che sta qui, oltre le terre conosciute. Sono le isole del grande oceano che si specchiano nel cielo. Alla fine sono la parti … altre … di noi.

La Terra piena di conflitti e problemi è quello che noi vediamo con gli occhi e col sentire carico di zavorre, di schemi vecchi di millenni. Egregore, arconti, alieni, storia, soprusi, conflitti. Tutto creato da noi, ma così vero, così portato avanti nei secoli e nei millenni da essere cristallizzato in mille storie e narrazioni.

Abbiamo creato, e ci siamo dimenticati di resettare le creazioni man mano che andavamo avanti. Così non noi e il nostro oggi, la nostra spinta a ricominciare e sempre al meglio ha agito, ma ciò che già stava sedimentato. A cui abbiamo creduto e dato energia. Ri-proposto in mille storie diverse ma sempre dagli stessi fondamenti già tarati all’origine. Quasi all’origine.

Dico questo da anni, da infiniti post, lo so. Bisogna vedere se stessi dall’Uno, dall’unificazione interiore, allora ecco che le separazioni, i conflitti esterni si allentano; si inizia a discernere, a distinguere.

Superare la separazione ancestrale.

“Io non sono questa separazione”.

“Io sono natura, non artificiosità innaturale”.

Possiamo cambiare tutto, e ancora tutto.

Anche le immagini che io mi sono data adesso. Tutto può essere cambiato.

Nel momento che si comprende a che cosa serve darsi una visione dell’esterno, del mondo e del cosmo. Quale ruolo ha nella nostra vita, nel sentire, nella percezione della stima di sé, libertà, autonomia, forza interiore, capacità di stare al mondo bene. Di essere capaci di essere i creatori della propria realtà.

Il punto del cambiamento categorico è sentire e comprendere che posso immaginare mille ologrammi, mille modi di essere della realtà esterna, e che questa libertà che ho di progettare e strutturare la realtà esterna, cosiddetta “concreta”, mi permette la libertà di modificare qualsiasi situazione in cui “credo” di essere immersa.

Voi ritenete che è irrilevante, è superfluo occuparsi di fisica, astronomia, geografia, dati i problemi che abbiamo.

Invece… va avviato l’allenamento a cambiare pensiero, anche quello arcaico, ancestrale, dato per certo assodato e scontato. Gli impianti di psiche, di come ci crediamo collocati nello spazio- tempo dell’esistenza.  

Nel momento che si comprende quanto dentro e fuori sono Uno (non ho detto … unico.. ho detto UNO) e sono connessi, allora si sa perché è indispensabile darsi una visione del mondo nuova, funzionale, unificata e SANA.

Qualcuno l’ha fatto. Qualcuno continua a farlo. Io sto con chi è capace dei più radicali cambiamenti verso la natura, il bene, la salute, la bellezza. 

Così di giorno in giorno saltano vecchi schemi. Impianti arcaici. Salta la scienza come oggi è conosciuta nelle sue epistemologie e nei sui risultati. I governi, le economie le finanze. Nelle loro visioni che… visioni sono, racconti, tali e quali una qualsiasi filosofia, religione o ideologia o favola.

Salta l’astronomia, la geologia, la geografia. Saltano le religioni, i regimi. La fisica, la politica, la finanza, i mercati.

Salta il finto sapere. Si mette tutto in discussione. TUTTO.

E si riparte dalla positività, dall’unità interiore. Da una visione di se stessi e del mondo SANA.

Potrei dire molto di più su ciò che penso di Terra piatta o tonda. Muro di ghiaccio. Stelle. Mondi, cosmo.

Ma anche no. Quando si arriva a questo di capisce a che cosa serve, perché è INDISPENSABILE,

PUNTO DI NON RITORNO

creare il proprio cosmo, la propria astronomia, geologia, geografica ecc ecc.

Si sente. Si comprende. E si è dall’altra parte.

Traghettati oltre. 

Scin – 21 archetipo –  io mi traghetto oltre.

 

 

 

 

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