Nuova matrice – 4 – L’alchimista

Nuova matrice – 4 – L’alchimista 

Nuova matrice

L’Alchimista
slega l Olimpo dall’inconscio.

– Lascialo andare. Saluta ringrazia.
– Dagli un calcio.

Non solo l Olimpo. Tutte le Altezze.

  • Portale in fondo all Abisso. Insuffla aria nella trama, nei cunicoli.

Non importa se è solo aria e non fuoco, non luce.
Mettici te, la Coscienza, e l’aria alimenterà il Fuoco.
Ecco la Luce.
L’Alchimista sei tu.
Sei Gaia, i suoi serpenti.
E tutto questo ancor è niente, la differenza è che ora è tutto libero. Lo è sempre stato.

Poi inòltrati in un terreno che, tu sai,
tu sola puoi costruire passo su passo davanti ai tuoi piedi.
Come il Matto, che ogni attimo si butta.
Ora. Con tutta te stessa. Produci Amore.

Séntilo. Pensalo. Assaporalo. Pregustalo.

Amore come oro. Oro Oriente.

L’Oriente dell’essere.

“.. e l’oriente dell’essere divinizza l’istante” Annick de Souzenelle

Una nuova alba.

E’ un’alba frizzante. Ne sono immersa.

Non dico nulla. Più trattengo lettere e parole più, come un mantice, insufflo energia nel mio mondo nuovo.

Mi sto spostando verso un altro vivere.

Oh, non serve fare granché. Basta che, ogni volta che mi verrebbe da riproporre un qualcosa o un tempo che ho già vissuto, io mi fermi, lo osservi e lo misuri.

Poi dico, di tutto, ma proprio di tutto:

  • Posso volerlo diverso. 

E invento.

Abbiamo detto:

Nuova matrice.

Ma ho fatto un passaggio importante. Ho slegato l’Olimpo da psiche. Ho slegato psiche dagli Olimpi. Anche dalle cosmogonie, dalle geologie.

Dagli alfabeti…. Dagli alfabeti?

TU? Che non fai altro che parlare di segni simboli glifi lettere e numeri?

Sì.

Sganciare psiche. 

Cosa resta? Che ne è di Psiche?

Non lo so, ovvero, so di me e della mia Psiche. Alla fine non so più né di Psiche né di me.

Ora come faccio? Come procedo?

Non lo so.

Avverto che qualcosa accade.

Eh eh, sembra assurdo seguirmi in una percorso del genere. Chi l’avrebbe detto che un serio.. coerente.. profondo inalienabile cammino interiore avrebbe condotto a questo?

A non aver più nulla da dire. Nulla da indicare, né coordinate da dare. Tanto meno esperienze di vita – la mia – da condividere.

Per adesso no. Poi non so.

Potrei raccontare cosa accade a ciò che c’era. Ma no. Onestà vuole che ciò che potrei raccontare è mio, è giusto che ciascuno sappia di sé, del suo. Almeno per adesso, in questo momento in cui si lascia il vecchio e il nuovo si sta imparando a costruirlo da ben altri criteri.

E’ importante aver imparato a stare sospesi, senza la necessità di raccontare se stessi.

Implementerò di me, del mio pensiero e intento, la mia matrice, il mio personale campo.

… io io… mio mio… ma che modi!

Questa è l’unica realtà esistente. La mia.

In essa c’è un orecchio. Un radar.

Ora ascolto.

Sono sicura che qualcuno sta dicendo…

  • Questa è l’unica realtà esistente. La mia.

In essa c’è un orecchio. Un radar.

Ora ascolto.

Sono sicuro che qualcuno sta dicendo…

  • Questa è l’unica realtà esistente. La mia.

In essa c’è un orecchio. Un radar.

Ora ascolto.

Sono sicuro che qualcuno sta dicendo…

  • Questa è l’unica realtà esistente. La mia.

In essa c’è un orecchio. Un radar.

Ora ascolto.

Sono sicuro che qualcuno sta dicendo…

 

Nuova matrice

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