Nuova matrice – Scegliere i sentimenti

Nuova matrice – Scegliere i sentimenti

Nuova matrice – Scegliere i sentimenti
  • Allora libera, leggera, rinata, ecco il nome. Il nome che ami chiamare più di te stessa, il nome che ama chiamare il tuo più di se stesso“.

Nuova matrice – Scegliere i sentimenti

Il mondo risuona, rimbomba, sussurra, sibila. Tutto inutile. Prima cade e meglio è. Se voglio ritrovarmi in uno spazio-tempo più vivibile, già in esso sto.

Voglio stare.

I verbi, i verbi. Si declinano su altre frequenze, altre dimensioni, altri sensi del tempo. 

Era uno dei miei ultimi baluardi: il tempo.

“… e quando avrai vinto il tempo, avrai vinto le tue paure”.

Beh, usiamo sempre e comunque il presente indicativo prima persona singolare.

Gli altri pseudo modi, tempi e persone dei verbi, sono illusori.

Per questo scelgo che frequenze emettere e trasmettere. E ciò che non mi permette di vibrare all’intensità che io so sana, lo lascio.

Nuova matrice – Scegliere i sentimenti

Ora so che l’unico “fare” che mi resta è scegliere che sentimenti far scorrere dentro di me e alimentare.

Posso permettermi di lasciar andare tutto ciò che è stato. Permettermi di affermare:

Nuova matrice – Scegliere i sentimenti
  • Sono ripartita, siamo ripartiti. Tutto ciò che è stato, fino ad adesso, è resettato.
  • Riparto. Da tutto nuovo.
  • Fine: guardare indietro, recriminare, sensi di colpa, diritti, rivendicazioni, colpa mia colpa tua.
  • Queste dinamiche sono di una storia estinta. 
  • Sto scrivendo questo perché davvero vedo lucidamente che non tornerei su ciò che ho vissuto. Ossia non ne riparlerei mai. Perché riesumare ciò che fa parte di una matrice vecchia, ormai obsoleta. Una matrice stampata di paure, retaggi, impianti distorti e dicotomici. Soprusi, menzogne, finzioni, illusioni, pestaggi, prepotenze, voglia di controllo, silenzi imposti, sparizioni, fughe…. cit!
  • A me, non serve.
  • A me, preme scordare certi sentimenti, e quindi certi vissuti.
  • Resettare.
  • Nominati, detti, fine.
  • Dimenticato tutto. 
  • Mi vedo in altro.
  • Chi c’è, oggi, mi vede, mi sente, mi sa… in altro.
  • Nuova. Nuovi.
  • Leggera. Leggeri.
  • Rinata. Rinati.
  • Allora libera, leggera, rinata, ecco il nome. Il nome che ami chiamare più di te stessa, il nome che ama chiamare il tuo più di se stesso“.