Oltre, le terre oltre – Oltre, le terre oltre

Oltre, le terre oltre – Oltre, le terre oltre

                             

                                                                               zum zum 

Cominciamo con una bella risata.

La risata m’è arrivata appena ho fatto il titolo. Nuova categoria e nuovo tag. Ci sta.

Vedo di scrivere in fretta perché voglio mettere qui l’immediatezza dei pensieri, quelli che mi arrivano subito, quelli zum zum, che schizzano dentro appena mi inoltro in certi campi, e amicizie.

Ormai lo sapete che da tempo scrivo di terra piatta, sistema gaiacentrico, correlazione tra impianti astronomici, astrofisici, visioni del mondo, ecc che stanno dentro di noi.

Continuerò a dirlo e ripeterlo. Io ci capisco pochetto di sistemi scientifici. Il mio campo è più filosofico, o esistenziale. A questo punto poi, ho chiuso anche con questi intrallazzi del cervello.

Dunque: andiamo a monte il più possibile.

Abbiamo capito che: in una certa narrazione, che sempre narrazione è, questa situazione che ci trasciniamo da 10.000 anni, più “centratamente” dai 7.000 ai 3.500 anni (e siamo sempre a in “come ce la stiamo raccontando”), bene, pare ci siamo fatti accadere qualcosa di molto tragico, separatore, ostile, guerrafondaio, prevaricatore, ecc ecc, basta andare ad alcuni post precedenti, specie quelli sulle civiltà gilaniche.

Vediamo se riusciamo a mettere fuoco alcuni momenti di questi millenni.

Sempre tenendo presente che tempo e spazio sono relativi. 

Centro il fatto: abbiamo esautorato Cronos e messo al suo post Zeus.

Questo è uno dei nodi fondamentali.

Bisogna re-intronizzare Cronos.

L ho scritto grande apposta. Bisogna riconoscere a Cronos la sua energia fondamentale, vitale, di creatore e gestore, di padre e sovrano. Solo mettendo a posto gli impianti fondamentali, nella loro correlazione tra: psiche/interno e storia/realtà esterna, riusciamo a trasformare la realtà in qualcosa di vivibile e sano.

Bisogna mettere a posto Zeus. Vale a dire detronizzare l’usurpatore. Mettere in quarantena, in guardiola fino a che non si rende conto di quanto ha rotto e spadroneggiato, l’energia Zeus, alias Kurgan, alias indoeuropei, alias aplogruppo Y_DNA .

Qui, per quanto sia di wikipedia, c’è tutta la storia di come mai certe energie nell’umano han preso il sopravvento.

https://it.wikipedia.org/wiki/Aplogruppo_I_(Y-DNA).

Per uscire dalla stretta dell’energia predatrice e vampirizzante bisogna mettere a posto le nostre dinamiche interiori che sono ancora impostate sulla conquista. Vale a dire una dimensione di noi stessi prevale e vampirizza l’altra.

Questa la radice. Solo equilibrando la radice interiore il resto all’esterno si trasforma e si allinea, non più alla violenza, ma alla collaborazione.

La prima radice dell’alleanza è quella tra me e me stessa. Ma bisogna andare alla sua origine.

Dis-installare il movimento di attacco all’altra parte di me e re- impostare l’integrazione.

Zeus… ha attaccato e disonorato Cronos.

Chiaro? questo è accaduto alle nostre energie arcaiche, primordiali.

E, ancora più a monte, Rea, (il femminile, la compagna, la madre,) ha tramato e agito contro Cronos (il maschile, il compagno, il padre).

Ma questo, archetipicamente parlando, che significa? A livello degli archetipi primari che significa questa separazione rottura e conseguente aggressione?

Innanzitutto chiaro che i miei archetipi: padre, madre, figlio e ruoli corrispondenti; così come i flussi delle energie, anche detti frequenze che da questi archetipi primordiali derivano, nel momento che io rimetto al suo posto Cronos – Saturno (teniamo conto di quali sono le narrazioni e gli usi dell’energia saturnina negli ultimi secoli e millenni), si ristabiliscono, ri-equilibrano nel momento in cui pongo attenzione-osservatore-presenza-consapevolezza su questa situazione. 

Due energie, due movimenti in me. Che all’esterno ho poi proiettato in mille universi: cosmico, geofisico, e di tutte le altre scienze, sia tecniche che umane.  

Che significa che il femminile, Rea, ha inoculato un’energia di separazione? In una situazione che probabilmente aveva il suo equilibrio.

Perché dire che Cronos mangiava i suoi figli è una metafora per dire qualcos’altro. Forse che i figli van custoditi fino a che non sono pronti per avviarsi nella vita da soli? Quindi Rea ha istigato Zeus a far uscire anzitempo delle energie che avevano altri tempi di maturazione? Rea non sapeva questo? Pur essendo la compagna?

Perché tra Cronos e Rea mancava un livello di comunicazione? Mancava la comunicazione profonda.

O significa altro ancora?

Altro ancora, più indietro, mi viene da dire. Più indietro degli archetipi primari che c’é? 

A livello materiale, terza dimensione, del corpo, mi viene da dire che prima degli archetipi primari, ossia prima del mio concretizzare energie, dinamiche, flussi, anzi proprio qua nei flussi dinamici, nel mio andare indietro in come sono “diventata” terza dimensione, c’è l’osservatore che fa accadere i miei pensieri, i miei flussi, ci sono le prime proiezioni di me e, come prima risultante nel mondo della materia: i neurotrasmettitori. E gli ormoni.

Beh, so che l’ho già detto tempo fa che gli dei si posizionano, come metafore dei miei ormoni e le loro azioni sono i neurotrasmettitori.

Ora, potrei star qui un’ora a dirvi tutte le dinamiche, le storie, le variabili, i tanti aspetti della faccenda. Anche che significa parlare di dei, spiegare perché è così importante che mettiamo ordine in questi livelli. Ossia i livelli di psiche. 

Non c’ho voglia.

C’è tanta gente in giro che spiega bene, meglio di me, che cosa oggi abbiamo compreso di dei, energie, frequenze, ecc. Questa fatica non mi va di farla perché, vedete, il punto non è sapere quello che sanno gli altri, nemmeno è informarsi di quello che altri scoprono. Sì, questo è relativamente importante, serve per avere conferme di ciò che già si è cercato da soli, serve per confrontarsi e, soprattutto intercettare input per andare avanti nella ricerca di ciò che emerge da dentro e che si fa sempre più certo e deciso. 

L’apprendimento, il sapere è sapere personale. Cambia tutto. La conoscenza non è prendere da fuori e ammassare nella testa. La conoscenza è ascoltare dentro. 

e si apre un mondo… i mondi.

Quindi, tutte le informazioni, il più aggiornate possibile su Cronos, alias Saturno, che forse non è vero manco questo; su Zeus, sui suoi fratelli, ve le andate a cercare. Ascoltatevi dentro.

Dopo di che, inutile star qua a pensare ai livelli degli accadimenti come se fossero reali. Abbiamo dentro mondi di narrazioni, e le abbiamo credute talmente vere che le abbiamo fatte diventare illusioni-materia, storia nostra e collettiva.

Talmente ce le siamo raccontate che ci siamo finiti dentro.

E prendiamo per vere storie, fatti, che sono proiezioni di alcune memorie, meglio di alcune dinamiche molto profonde che abbiamo dentro. Interazioni che stanno nel rapporto padre figlio, anche madre figlio, e poi, se pensiamo a Rea che istiga Zeus a vendicare i suoi fratelli, dinamiche maschio femmina. Da queste discendono le altre: fratelli, primogeniture. Alla fine dinamiche archetipiche tra maschile femminile. E poi dinamiche tra uomo e donna.

Quindi il livello archetipico e il livello arcaico.

Insomma, va guardato dentro, per rendersi conto di quanto queste storie, queste mitologie, hanno inciso nella nostra matrice.

Una delle narrazioni per cercare cosa può essere accaduto un po’ di millenni fa che ha stravolto la convivenza pacifica e naturale di civiltà precedenti è quella della possibilità che esseri viventi diversi da noi siano arrivati qui e abbiano istigato questo caos. Mi viene difficile pensare che siano esseri idioti, senza anima, zombi. Tipo extraterrestri senz’anima. Non me la sento dentro questa possibilità.

Sì, sono energie, ecco le chiamerei energie, non potendo dire di più. Sono dinamiche nostre, e là dentro c’è qualcosa che ha s_funzionato. Chiaro?

Dallo s_funzionamento di qualcosa che in origine (che poi… che significa origine in una creazione in cui noi siamo “i creatori” di ogni qui e ora?), da là, s’è ingrippato tutto.

Ma ora, mentre lo dico, m’arriva che anche questa situazione devastante nella quale siamo infilati, è relativa, è conchiusa. E’ circoscritta. Per cui comprensibile. Sarebbe ora.

Quindi: mettiamo a posta Cronos e Zeus, queste energie dentro di noi. Subito si ri-allineano le altre, tutti gli altri dei e quindi altri flussi, altri movimenti.

Mi viene da dire: si ricompone e ri-attiva un sistema integrato, equilibrato, sano, naturale, di neurotrasmettitori, quindi neuroni, da cui un sistema sano di percezioni che iniziano a scorrere e “prevalere” pacificamente, medicalmente, risanando ed equilibrando le parti di noi che stanno alla base delle nostra percezione del mondo, degli altri, dei comportamenti ed atteggiamenti. Delle sensazioni, emozioni, sentimenti e via fino a come ci sentiamo, pensiamo noi stessi e l’altro da sé.

Non serve fare grandi cose all’esterno, tutto accade da solo. Anche per il semplice fatto che l’ho scritto qua. Io, Coscienza, decreto e dispongo tutto quanto detto sopra.

Do il mio consenso solo a movimenti interiori ed esteriori finalizzati alla ricostruzione di relazioni del corpo della psiche sane, allineata alla vita e alla natura, integro ciò che fino a qui è stato detto con questa presa di coscienza dell’aver riscattato Cronos e ricollocato nel suo onorevole trono.

Se entro 28 giorni quanto qui determinato non viene contestato, diventa legge cosmica. So che così è.

Così scarichiamo, scrolliamo tutto, fanc… gli dei, ovvero fanc… quello che è accaduto, diamoci una scrollata e reinventiamo il mondo.

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Sono arrivata a quel momento, quello della deviazione, diventata così bestiale.

Ora è riscattata, ristabilita la connessione sana tra gli dei primordiali.

So che tra poco sistemo: Urano e Gea, i Titani e poi mi sa che sono alla Fonte. Punto.

Ora, dalla mia Consapevolezza, ritrovo la fiducia nel maschile, nell’uomo.

So che posso fidarmi di una particolare, unica, centrata, sola, entità vivente.

Lui. L’uomo.

E vivere.

  • Ho scritto tutto questo per arrivare a quel punto dentro di me, che è il punto cha appartiene a tutti noi. Ecco, il momento che uno c’arriva c’arrivano tutti.
  • Beh, a me, di voi non m’interessa . Ma di me sì.
  • Voglio. Arrivarci.
  • E c’arrivo nel momento in cui, ora la stessa energia sta davanti a me. Il nodo lo attivo e lo tocco, lo vedo, nel momento in cui il catalizzatore sta qui. Sta qui tanto quanto è qui il nodo.
  • Beh, mi fido. Il catalizzatore sa.