Sperimentare – Il pensiero quantico

Sperimentare 

Sperimentare – Francesca Salvador, Archetipi la danza della vita, Youcanprint

Sperimentare

Usare gli archetipi – sperimentare il pensiero quantico

Questo è un brano già pubblicato, ora qui, è quasi tutto nuovo e riguarda lo sperimentare il pensiero quantico. Sono sempre più certa che gli archetipi primari, ossia i segni e simboli degli alfabeti e i numeri  corrispondenti, portano a questo: 

  • a percepire la rete – matrix
  • a percepire come funziona la mente
  • solo se percepiamo e mettiamo a fuoco i suoi – non inganni – né trabocchetti – ma i suoi infiniti – li chiamerei – giochi – e si chiamano aderenze coerenze fedeltà copia-incolla sincerità radicalità e tanto alto – per dire che lei, mente è perfetta
  • è perfetta ed ha tante e tante sfaccettature, parti, facce, versioni, lati, tanti quanti ne abbiamo noi, per questo abbiamo sospettato che lei fosse bugiarda, illusoria, finta
  • lei è sempre stata se stessa, fedele al suo compito: dire, trasportare noi stessi nel mondo del pensiero e della realtà
  • noi, ciò che siamo. Ciò che lei, mente, ci ha messo davanti, è ciò che davvero siamo
  • per cui, stiamo attenti quando diciamo che: mente mente, mente finge, mente inganna…. forse si tratta di avvertire come si costruisce un pensiero, le associazioni, i sistemi di pensiero. Di sperimentare cos’è questa cosa che usiamo in continuazione e che ci usa in continuazione: il pensiero.
  • Sapevo tante cose, ma sapevo ciò che era illusorio, del mondo di fuori che io avevo proiettato fuori, e credevo che fosse la realtà. Ero in una specie di loop, di gap, continuavo a guardare fuori e interagire, quando non confliggere con ciò che da fuori mi arriva. Ed era finto. Non riuscivo a fermarmi dentro. Invece il mondo è dentro. Sta innanzitutto in questo essere, agire, operare dell’energia pensiero in me. Sta nei contenuti che questa energia pensiero conduce. Oggi mi guardo dentro e davvero tante cose del mondo di fuori non mi interessano più. Non sono quel mondo, forse lo sono stata, a volte ancora vorrebbe tornare, ma io sono diventata altro. Nuovo. Bello. Conciliante. Possibile. Amorevole. Se resto in me stessa, mi viene davanti da dentro il mondo possibile, vivibile. Naturale. 
  • Lei, mente, mi sta portando oltre, oltre, oltre il sistema che avevo creato e scelto. Mente mi può portare dal pensiero causa effetto, meccanicistico, lineare, al pensiero quantico, circolare, prismatico, plasmatico, a specchio, a raggio, a stella, pensiero toroide, politopoide, ecc non l’unico lineare pensiero che mi ha irretito e bloccato a questo livello di vibrazione della materia. Sta solo a me iniziare a muovermi, non solo col pensiero lineare ma con tutte le altre forme di pensiero e con le loro dinamiche.
  • La mia mente sa costruire pensiero impostandolo su mille processi, mille dinamiche, mille sistemi, infiniti processi, modalità di espletarsi, di formarsi, di darsi sequenze e campi e morfogenie. Spazi  tempi e geometrie, vibrazioni. Ogni energia si esprime in infinite possibilità  di darsi esistenza. Così il pensiero.
  • Così gli spazi tempo,
  • i numeri, ciascun numero è infiniti spazi tempi, e geometrie. Posso sperimentare queste quantità che non sono 1+1+1, non solo, sono molto di più, sono identità cosmiche, significa piene di energia, di significati e sensi, di potenzialità, di universi. Ogni numero è tutto e il tutto sta in ogni numero. Ecco quello che avevo scordato. Ora lo ricordo e sperimento. Ho tutto.
  • le geometrie, i segni e simboli, i suoni, le sostanze e le materie. 
  • Io, me ne sto rendendo conto.

 La concretezza è un linguaggio, più ancora è un modo di essere. Il fatto è che, anche stando nelle cose pratiche e terrestri, posso andare in esperienze e usare linguaggi che si diversificano da quelli che conosco e che applico al “fare”.

Prima mi muovevo esprimendomi con determinati linguaggi, quelli che già avevo sperimentato e che conoscevo. Anche quando incontravo una situazione nuova, senza volerlo, tendevo ad applicare un certo modo di fare e di interpretare. Innanzitutto tendevo ad essere io a impostare la situazione.

  • Mi deve corrispondere

e, il più delle volte, ritenevo che la corrispondenza con me stessa fosse il mettere in atto una serie di comportamenti e di criteri che già avevo. Ossia rimettevo in scena sempre lo stesso copione. Tempi, spazi, modalità delle interazioni dovevano corrispondere a schemi che già avevo dentro, ritenevo che così dovesse essere. 

Finché, un giorno, mi sono fermata. La ricerca all’esterno è finita. Mi sono rivolta dentro di me e ora so che: solo dentro di me stanno le situazioni giuste, mie, corrispondenti. Solo da dentro posso manifestarle e renderle fruibili fuori.

Solo in me stessa stanno cieli e terra nuova.

Come stanno in me? Criptati, in nuce. Siglati in un sigma, un segno che, dato che sta nel mio corpo, solo segno astratto non è, ma è ben concreto poiché contiene emozioni siglate là. Sono i semi di possibilità di vita che ho messo nel mio bagaglio quando ho deciso di venire qui, sulla Terra. Li ho criptati, innestati nell’ologramma. Come fare a riconoscerli? Attivarli? Così che mi attirino le situazioni corrispondenti al mio programma, quindi a me?

Ecco il campo morfogenetico degli archetipi. Il campo in cui stanno questi semi, criptati in simboli, innestati in me. Li richiamo. Lavoro tra dentro e fuori.

Mi dico che.

  • Forse non vedevo né pensavo bene. Forse c’è dell’altro. 
  • Posso pensare diversamente. Totalmente diversamente.
  • Posso muovermi diversamente, lavorare diversamente dandomi più possibilità, più comprensione, amore, tolleranza.
  • Dandomi perdono, ascolto, e possibilità.

Posso ascoltare il mio cuore prima di avviare qualsiasi pensare, poi, nel pensare, farmi guidare dal cuore.

Lasciar fare al cuore e agli archè qui, tra la situazione esterna, in cui trovo gli input, i richiami, gli indizi, e l’interno dove stanno iscritte in vibrazioni, in emozioni diventate segno e simbolo, ciò che desidero e che so buono, amorevole felice appagante e funzionale per me. Anche chi incontro sul mio cammino è segno e simbolo. C’è corrispondenza tra la vibrazione, l’emozione e il simbolo. Questa corrispondenza mi permette di risalire dal simbolo alla vibrazione, così che posso sciogliere eventuali nodi emozionali, energetici, che altrimenti continuano a rientrare in scena, o posso individuare il mio orientamento, da che parte va il mio programma. 

Quando inizio a muovermi così significa che sto sperimentando il pensiero quantico.

Accedo ad un altro senso di realtà, alle radici della conoscenza. Percepisco che le risorse, l’amore, le persone, le anime gemelle, ci sono, dappertutto. Vedo depositi di energia amore, energia salute, energia denaro, vedo le possibilità per accedervi. Vedo la rete di collegamento come tanti vasi comunicanti tra le energie anime gemelle, energia a credito, sostanze e medicine naturali.

Insomma tutto ciò che mi occorre per essere un Organismo Terrestre felice. 

Oggi, sperimento, mi muovo nel pensiero quantico ed esso mi sta portando tutto grazie agli archetipi.

Gli archetipi, questo meraviglioso percorso che sta disseminato nelle sue impostazioni e dinamiche in tutto questo sito, mi ha portato qui.

Grazie agli archetipi la sincronicità dei due emisferi è attiva e sempre in salita. In integrazione. Questa sincronicità la trovo ora confermata 

la vibrazione d’onda naturale – terrestre – sistemica sta appunto nella sincronicità dei due emisferi

quindi nella correlatività, complementarietà, compartecipazione. Nella reciproca comprensione, accettazione, riconoscimento delle due parti – femminile e maschile – vissuti ora in modo naturale e sistemico, nella moltitudine dei campi morfogenetici di infiniti spazi e tempi, per cui nella immanenza (la materia – il mio corpo) e nella trascendenza (la mia anima – lo spirito).  

Si tratta di sperimentare.

Siamo usciti dall’irretimento dei secoli e delle tradizioni bloccate, eravamo costantemente attenti, in cammino, in ricerca. Proprio questo non sostare, provare, selezionare, precisare, un giorno ci  ha messo davanti a qualcosa o qualcuno. Funziona quella che io chiamo la serendipity, ossia la capacità di ricerca che è sagacia, magia, in cui proprio la spinta a trovare ciò che è nostro ci fa camminare, studiare, insistere, imparare, così diventiamo talmente esperti di una situazione che ecco!

Appena la situazione giusta si presenta sappiamo riconoscerla. Abbiamo dentro i ganci corrispondenti.

Abbiamo attivato delle chiavi. Quelle della nostra psiche, e sono esse che ci portano davanti alle situazioni giuste. Che cosa abbiamo risvegliato? Semplicemente dei segni, ma che sono portatori di significato, di più ancora sono trasmettitori di un’energia, di una vibrazione che quando noi la attiviamo si dà da fare per organizzarci ciò che abbiamo chiesto – a noi stessi.

Sperimentare

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