Tarocchi e archetipi – Il Matto il Mago il Matto

Tarocchi e archetipi – Il Matto il Mago il Matto

Tarocchi e archetipi – Il Matto il Mago il Matto

Tarocchi e archetipi – Il Matto il Mago il Matto

Bè. Qui ci vanno solo risate.

Ho solo voglia di ridere. Con chi sa scatenare la mia risata.

Mi viene da ridere.

Me la scateno da sola la risata.

Lo so fare.

Quando eravamo piccole, alla sera sul tardi, noi sorelle ci ritrovavamo in cucina, spesso tra latte e biscotti. Ciascuna di noi rientra dai propri giri di amicizia. Ci fermavamo in cucina a chiacchierare. Papà e mamma dormivano da un pezzo.

Ragionamenti su ragionamenti, poi ad un certo punto una di noi diceva:

  • Ridiamo?

– Sì, dai.

  • Comincia

Così una iniziava, cominciava a ridere, dopo un po’ tutte ridavamo, e di brutto, cioè in pieno. 

E tutto spariva in una grande risata.

Adesso è l’ora della risata. 

I pensieri non mi vengono più. Volete sapere i miei pensieri? Non è il caso, ve lo raccomando.

Io mi sveglio e penso alle isole fuori a quella che i più credono sia la Terra. Mi inoltro nelle terre oltre l’ipotetica Terra, e viaggio. Quante città! Ho un sacco di informazioni. Sapeste come sono fatte, organizzate, collocate, le città e i territori oltre quella che si crede sia la Terra!

Tutto da esplorare.

Tarocchi e archetipi – Il Matto il Mago il Matto

Dopo che faccio la mattina? Appena sveglia? Ad un certo punto avverto che il cervello prende una intensità, una specie di tensione, tanto che mi attira questa tensione e mi attenziono a ciò che accade. Il cervello, la mente, psiche, che ne so, comunque una parte di me, si mette in movimento, dentro vi scorre un’energia pensiero, e va.

Va, e io con lei. So che si da un indirizzo, un obiettivo e io le vado dietro, l’accompagno. Sono complice di questo flusso di pensieri, so che il mio pensiero si sta andando ad infilare dentro la testa di qualcuno.

Eh Eh.

E io dietro. Logico. Mi diverte sta cosa. So che sto comunicando con qualcuno.

Sono tanti gli indirizzi eh, le caselle di ricezione del mio pensiero viaggiante.

Una specie di piccione viaggiatore collocato dentro la mia psiche e che si mette in viaggio, e porta messaggi.

Sì, è così.

Tutto molto normale. 

So che sto scrivendo come penso, ovvero, sto scrivendo nel modo immediato che mi viene spontaneo e naturale quando comunico sia con il pensiero, che con le parole, che con lo scritto.

Scorre il pensiero. Semplicemente oltre le impostazioni che il modo di esprimere di oggi codificherebbe.

A modo mio e basta. Per questo lo sento vero. Perciò reale. Questo sono. 

Ciò che vado a comunicare a determinate persone o situazioni, non ve lo dico. Ciascuno sa le sue. Ho il mio daffare. Questo è un gioco cosmico. Quando iniziate a giocare cosmicamente sapete benissimo cosa state facendo.

Stasera poi c’è stata una sincronicità che mi ha confermato il gioco cosmico. Non ci stavo pensando per nulla e l’aggancio è arrivato. 

Il gioco cosmico, mio, si chiama luh22.

luh è un ologramma. Un programma che si permette di toccare tutto l’universo e ogni punto dell’universo e che si espande, sempre, molto. Ancora e sempre si espande e così continua a creare universo. Il gioco aumenta, cresce, s’intensifica. Mi piace e mi fa stare bene.

Poi il gioco,  mentre è così espanso all’universo, è anche stretto stretto e si inoltra dentro ogni interstizio della mia vita, del mio corpo, mio territorio, mia sangue, sentire, pensare, respirare, mangiare. Esistere. Esistere alla grande.

Qualcuno è scappato. Di brutto. Qualcuno vorrebbe continuare a scappare, ma è anche stufo di correre via. ma, vai vai. E’ arrivato a non trovare più energia per continuare una corsa per allontanarsi. Vai vai.

Torre, tempesta. Stasera e domani è tempesta intonante. La mia tempesta.

Io sono glifo tempesta, tono intonante, 5. 

Ecco, ogni volta non tengo il conto, eppure accade.

Mi viene da ridere. So che sto scrivendo… cosmicamente. Mica so quello che sto scrivendo, poi rileggo e lo so.

Così so che riderò di nuovo,.

Ridere è esistere e fare tutto ciò che ho detto sopra, incessantemente, incontrovertibilmente

mentre rido faccio: sento, penso, respiro, mangio, comunico, progetto, costruisco. Esisto. Esisto alla grande.

Realtà e pensiero sono Uno.

Vediamo chi è tanto e talmente stronzo da fare la stronzata più stronza.

Tempesta. E pure intonante.

“L’erba del vicino è sempre più verde… “.

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Ah!

Il dramma.

  • Nego il consenso al dramma. 

Lei se n’è definitivamente andata.

Ah!

Uh uh e come si fa a rischiare.

Trotta trotta cavallino. 

Temperanza s’è s’è dissolta.

Impiccato s’è girato.

L’ego deve vincere. E che vinca.

Trotta trotta cavallino.

Le terre oltre la Terra hanno vastità risorse e fantasie inesauribili, irrevocabili, ineguagliabili. 

L’ego si sta vampirizzando tutto. 

Ok.

Così è.

Il pendente s’è girato, s’è mangiato temperanza, l’eremita e il romitaggio. 

Matto matto, chi c’è ancora che tenta di intralciare la mia spinta?

Sto scorrendo tutti e 22 i tarocchi nella mia testa.

Ecco il titolo, mica lo sapevo.

I tarocchi non contemplano ego. Quindi è sbaragliato. La carta della comunicazione e del dialogo non c’è. D’altronde qui si sta tra chiavi universali.

Io gioco alto o non gioco.

Tutto il resto è banale.

Certo che sono più intelligente più brava più ricca più forte più perspicace più gentile amante seduttiva ironica risorgente risolta ferrata capace e tanto altro. sono imperatrice papessa mago e matto. Sono amante carro ruota forza – impiccato no, lo lascio a te.

Sono la morte, certo che sono la morte, e non mi spaventa.

La temperanza no, ha finito con me.

Sono il diavolo, certo, quanto sono arrapante, tentatrice, passionale, appassionante, fuoco attrazione, irruente. sessualità sensualità eros. Fantasie…

Sono 16 la torre, ecchecazzo, quando faccio la torre butto giù il mondo. Ogni volta butto giù il mondo quando è stronzo.

Io sono stronza, molto, ma sincera nella mia stronzaggine. E, il coraggio lo trovo, sempre, ma non regalo coraggio a nessuno. Anche se ne ho in abbondanza.

Mi giro sui tacchi e vado: ed ecco che le stelle mi vengono incontro.

La luna no, non mi interessa. La metto fuori.

19 il sole. Il sole me lo metto sotto il braccio. In borsa, nello zaino. Il sole… piccola luce rispetto a ciò che io sono diventata.

Grande il sole, e più uno fa lo stronzo più io mi espando.

E la mia espansione schiaccia gli stronzi in un angolo angusto dell’universo.

Ah ah, che discorsi sconclusionati. Ma io sono il matto. 

Il matto nel suo andare alla pazza, sa quello che fa, anche se non lo sa.

Dove siamo rimasti? 20, tarocco n. 20 il giudizio.

Non mi interessa. Non mi va di giudicare nessuno. Manco li vedo gli altri.

Uah! che bello! non vedo più. 

Quanto a me, mi sa che mi giudico anche troppo. Se poi ci sono cose di me che non vedo, può essere, allora potreste anche dirmele.

Sto meglio ora che non vedo non sento non guardo non vado dove mi son stufata di guardare.

E sono a 21: il mondo.

Sono il mondo, Sono luh22, certo che sono il mondo. Sono il micromondo, sono il macromondo, Sono Universo. Mago matto mago matto mago matto …

Whau. Credo solo alle interazioni terrestri.

Concrete, di corpi, di pelle, di materia. La materia ha dentro lo spirito e l’anima. Non serve più nemmeno puntualizzarlo.

Io sto con la materia. Tra qualche giorno parto. Lascio questa terra, e vado a casa. Ihihi, ma vedi, parlavo di terre oltre la Terra. Vado casa. I bagagli son già fatti.

Io sono il mondo. 

Buonanotte. 

Il matto il mago il matto.

 

 

 

 

 

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