Vittoria – Si può cambiare qualsiasi destino – anche quello delle fiamme gemelle – 2

Vittoria – Si può cambiare qualsiasi destino – anche quello delle fiamme gemelle – 2

Vittoria – la trasformazione

Vittoria – Si può cambiare qualsiasi destino – anche quello delle fiamme gemelle – 2

continua dal post precedente. 

I post di questo periodo sono tutti collegati e conseguenziali. Il fatto è che quello che sto dicendo è un po’ vasto, complesso, e vuole andare a toccare le tante parti dell’Uomo e le tante variabili dell’esistenza. Io tra l’altro in questi post mi rivolgo alle parti più psicologiche, esistenziali, ma possiamo applicare questa analisi anche all’economia, alle nazioni, alla politica. In effetti, messi a posto gli impianti – i grandi sistemi – le egregore – chiamatele come volete, a livello animico, mentale, del pensiero, dell’energia, tutti gli altri sono automaticamente coinvolti e trascinati nel cambiamento. Sono anche un po’ lunghi questi post, abbiate pazienza ma arrivano alla mia testa un sacco di variabili, forse le tante cose che da parecchio girano dentro.

La parte astrale vuole questo : mantenerci nell’illusione, nell’attesa, così può continuare a vampirizzare energie dall’umano. 
Per questo ci hanno modificato il DNA, ma sappiamo anche che questa in cui siamo immersi è una co-creazione. Basta riflettere sulla storia (tenendo sempre conto che anche la storia è un.. raccontarci la vita –  noi umani crediamo di essere chi sa chi, di essere chissà quanto competenti invece siamo ancora nell’infanzia come dinamiche della coscienza. Tra noi oggi, per quanto dottori professori ricercatori ecc ecce e l’uomo dei millenni passati che.. se la raccontava con miti religioni cantilene storielle.. non c’è grande differenza. Siamo tutti infanti). 
Perché siamo imprigionati dentro ad una finzione. E questa dinamica della finzione ha contaminato tutti i livelli della vita umana sulla Terra. E’ il velo. Il velo di maya di per sé è un qualcosa di impostato, artificiale, fittizio, la comunicazione tra il singolo e l’inconscio potrebbe essere diversa, più gestibile e funzionale.
Come siamo stati e siamo – oggi – imprigionati? Innestando e mantenendo in noi una egregore di pensieri impostati sulla separazione, sul sospetto, orgoglio, paura di essere ciò che si è, resistenza a essere nudi, sinceri, coerenti e fedeli. Paura dell’altro, paura che l’altro ci freghi, che risulti più furbo di noi, che lui ne esca vincente – e io perdente – paura a lasciarsi andare ad essere semplici, naturali. Essere impostati e convinti della necessità di trovare energia all’esterno di noi stessi. Credere nella legittimità a poter predare i beni della terra e comunità umana.
Necessità di continuare a tenere in piedi uno pseudo potere nel quale identificarci perché, se non sono tutto d’un pezzo, se non sono io che decido che comando che gestisco… non sono. Necessità di identificarci con l’ego. 
Questo il mondo della separazione che l’astrale ha innescato e continua ad alimentare interferendo nel nostro mondo togliendoci le situazioni felici, ponendo ostacoli, creando un sistema di pensieri che coinvolgono tutti i livelli dell’esistenza umana facendolo dipendere dal senso di necessità, di bisogno e conseguentemente alla normatizzazione di ruoli quali : i capi, di dominatori, i governatori, ecc.  L’Umano è intriso di dinamiche di separazione e di dominio che stanno nella mente, perché questi sono i segmenti di DNA innestati e sui quali l’astrale stesso continua a interferire e inquinare la Terra e l’uomo, ma sono tasselli che non stanno nel corpo, il corpo li subisce e s’ammala.
A questo punto della presa d’atto della situazione vediamo di non entrare nella separazione che fa il testo biblico di un astrale buono e uno cattivo, di divinità  e insegnamenti buoni… tipo Jahvè, e divinità negative Na chash. E’ esattamente il contrario. L’astrale, l’alieno che ama l’uomo e la donna non è Jahvè e tutta la sua genia, è Na chash, questi ha aperto all’Umano la dimensione dei corpi sottili che sono dell’umano. Infatti il simbolo è il serpente… la kundalini, il caduceo.
Na chash = colui che svela gli enigmi. Che porta luce, appunto…
Lasciamo perdere tutto il peggio del peggio che hanno detto illustrato su questa entità.
Dis-installiamo impianti finti e re-installiamo impianti sani. Partiamo da noi stessi e dalla nostra personale memoria interna e percezione.
Guardiamo Na chash così:

 

Vittoria . L’albero delle sephirot
e così 
Vittoria – L’energia del caduceo
Sempre parti di noi, eh, anche queste energie. Dinamiche dei flussi di energia che siamo. Uno è il teatrino.
 
Ora continuo applicando questa analisi a una grande illusione: lo schema anime – fiamme – gemelle, non è argomento da poco, non avete idea di quante energia ci vengono predate, e noi regaliamo, nelle relazioni. Io schema anime-fiamme-gemelle è arcontico, perché è duale, è alieno, astrale, non umano. L’umano è naturale, sereno, non crea dolore né sacrifico, non tradisce, non crea violenza e sopraffazione. Le dinamiche della separazione, del conflitto, di questa tossica necessità di prevalere, di predare è dell’astrale, non dell’Umano. L’Umano, assumendo la dimensione della materia, manifestandosi in un corpo, è un’Unità, ha fatto l’unità, l’integrazione. L’astrale è a-materico, è… per aria, disarticolato da dinamiche che sono della materia, non conosce la responsabilità della concretezza, l’impegno che è un corpo di carne, L’astrale non vuole queste responsabilità ma si illude di prendersi le energie e la godibilità che il corpo produce. L’astrale può spadroneggiare perché, finché noi umani guardiamo solo con gli occhi di fuori, con i sensi, lui non è percepibile, non visibile né udibile. Ma se noi guardiamo dentro, con gli occhi e le percezioni di dentro, altroché se lo intercettiamo, e ne comprendiamo i movimenti.
E noi, pieni di scienze esatte… abbiamo perso la capacità di cogliere la realtà.
L’energia umana non è adatta all’astrale. Altre frequenze. 
Potete applicare quanto dico a qualsiasi situazione umana. Si tratta di riappropriarsi, trattenere, custodire le frequenze terresti ed umane. L’uomo e la donna hanno già dentro l’unità, sanno che cos’è, che cosa questo significa nella sessualità, nella vita di ogni giorno, ma lo sanno nella memoria. Di fatto l’uomo e la donna si ritrovano con la vita continuamente problematizzata, ostacolata, confusa, spesso predata e rovinata. Mi direte: siamo qui per imparare la lezione. Ancora. Ancora non abbiamo imparato nulla o quasi? come mai? secoli e millenni. Qui si aprono un sacco di considerazioni e di variabili, ma vediamo di restare oggi sull’argomento relazioni. Bisogna riportare la memoria dell’UNO nel quotidiano e poter agire da questa. Sta in noi.
Na cash ce l’ha fatta ricordare.
Jahvè ci ha cacciati dall’Eden perché – lui – vuol continuare a vedere ed avere l’umano diviso, così da gestirlo. (sto andando per miti eh, per racconti, ma sotto ci stanno le dinamiche, queste vanno comprese).
Jahvè vuole Uomo e Donna nella necessità, nel bisogno, anche il bisogno della relazione e dell’anima gemella.
L’umano è già anima fiamma gemella. L’Umano ha tutto. L’umano è. Sta.
 
In tutti i contesti umani va ristabilita la gestione, la cura della sua esistenza da parte dell’umano. Uno dei grandi campi di predazione delle energia umane in cui l’astrale continua imperterrito ad attingere è appunto la sessualità, ma su questo scriverò in seguito.
Continuo a dire le stesse cose, lo so, ma questo è il livello che va trasformato. 
 
Oggi, è il momento del sospendersi, dell’osservare, del distinguersi da dinamiche che non sono umane. Riconoscere che naturalmente noi siamo sani, e da questo riscatto della giustizia interiore sulla nostra essenza, re-intronizzarci nella nostra dignità e grandezza.
Vanno tolti gli impianti antichi, quelli che ci vogliono nella colpa, nell’incapacità infedeltà ecc. Quelli che ci instillano il senso della necessità, del bisogno, della necessità di appartenere a qualcuno, a un Dio, un autorità… questo stiamo facendo qui. Ogni volta che mettiamo in luce un impianto che sta in fondo all’inconscio facciamo agire Coscienza e dis-installiamo tale schema.
Nessuno se non noi stessi ci può togliere da matrix. Ne siamo fuori nel momento in cui togliamo i – nostri – ciascuno i suoi – legacci interiori.
 
Bisogna distinguersi dai nostri stessi sentimenti e comportamenti e, nel momento stesso in cui assumiamo il 100% di responsabilità sui fatti che ci accadono, nello stesso tempo tornare a noi stessi e vedere la nostra natura. Qui fare un passo in responsabilità e in dignità, re-intronizzarci nella nostra grandezza e coerenza, scaricando la disistima e i sensi di colpa che ci sono stati indotti. Trasformare il nostro pensiero su noi stessi. Io sono OK.
Così impareremo a distinguerci da dinamiche e schemi di psiche, della mente, della personalità,  della politica, di mercato, economia e finanza che – non sono umani.
La prima azione che dobbiamo fare è smetterla di definirci “persona” , questa parola è la prima grande finzione-iniqua in cui siamo immersi. Per certi aspetti è una definizione che resta valida e funzionale, ma non per essere usata a indicare l’Uomo in generale. (Questo sarà un altro post).
Tutto ciò che abbiamo chiamato “divino” “sacro” è l’Uomo, la Donna. Siamo noi. (Dato che l’Uomo è il sacro noumeno divino non può essere definito “persona”). Noi umani siamo allineati al bene. Assumiamo anche questa parte luminosa e nouminosa di noi stessi, pienamente allineata alla natura, che è sempre coerente e giusta, equilibrata. 
Siamo oltre il recinto di un Eden fasullo in cui l’unico a trarre vantaggio dall’energia d’amore che noi ci mettiamo è il livello del razionale, dell’artificiale rispetto al naturale che noi Umani siamo; il predare è del mondo astrale che sta in noi e fuori di noi (come proiezione ma talmente forte che la crediamo realtà vera – continuando a raccontarcela). 
 
Sull’astrale mi sono già sufficientemente spiegata nei post precedenti
e poi, per chi vuole, ormai sul web c’è di tutto per aprire occhi e coscienze.
Parlo per me:
– mi guardo i video di Biglino, di Sitchin. Ascoltate Malanga, la Conforto, Malvezzi, il canale byoblu, e tanti altri che si stanno dando daffare lucidamente. Poi però non mi fermo alle loro informazioni, queste sono necessarie ma poi c’è il mio, personale, pezzo di strada. Quando ho fatto il pieno di informazioni e dopo aver confrontato quanto ho ascoltato dentro di me per sapere se risuona come verità  (questo è sempre categorico), poi sto in me stessa. Ciascuno ha dentro la sua risposta, il proprio personale unico modo di procedere e di trovare la chiave. Certo, funziona l’entanglement, funzionano i livelli di energia e informazioni che ci scambiamo, tutto questo funziona – dentro – non fuori.
Dentro è vero. Fuori è illusorio. 
Scusate se mi permetto di dire “come faccio io” ma dato che non ho nulla da insegnare, a nessuno, e non mi va di insegnare, dico ciò che – io – faccio.
Il resto è già detto nei post precedenti.
 
Ora continuo col dis-installo.
Stasera pensavo alle relazioni tra uomo e donna.
So che nei pezzi precedenti ne ho dette di pesanti sull’altro da me, sulla anima fiamma gemella, ma so anche che
– se uomo/donna coerente con me voglio davanti, sono – io – che debbo – trasformare i miei schemi di chi è per me l’uomo/la donna. Imperatore/Imperatrice. Papa/Papessa.
 
                   
         
 
Ogni volta che ho interpretato i comportamenti di lui/lei come viziosi viziati falsi perversi e presuntuosi prepotenti sbagliati… non ho fatto altro che proiettare fuori di me e vedere l’altro/a con gli aspetti di me che – in me – non volevo riconoscere, resistevo ad agire. 
Ciò che non vorrei essere, invece sono.
Ho fatto fare all’altro le parti scomode, cattive, quelle che poi pure ho giudicato, che io non ho voluto agire ma che sono mie.
In queste dinamiche è più comodo fare la vittima che il carnefice… come se la vittima potesse godere del giudizio di aver agito bene. Ma il comportamento della vittima altro non è che la mancanza di coraggio di tirare fuori ed agire ciò che essa davvero è: la parte che ha fatto fare al carnefice.
Non significa che passo sopra o rimuovo le responsabilità dei comportamenti dell’altro se egli non le riconosce. Siamo co-creatori. Chiaro che nell’altro mi aspetto la mia stessa coerenza. D’altronde, dato che io proietto me stessa, ho davanti il livello di coscienza che sono. So che l’altro questo si aspetta da me, che io abbia visto il  – mio – 100% di responsabilità. Un uroboro. Anche un toroide. 
 
Ciò che va dis-installato sta in questa parte sottile, arcaica, che definiamo “aliena”, sta nella terra di mezzo tra l’inconscio e la mente, ne va recuperata la potenza e la gestione da parte dell’Umano.
Comprende la nostra parte non materica, non terrestre. L’astrale: alieni angeli diavoli, dei dee, entità energetiche, tutte le figure non materializzate, le figure energetiche che da sempre si fanno presenti e confondono l’umano sono qui solo per prendere energia, in tutti i modi, non per realizzare i sogni degli umani.
Qualcuno c’è che sta dalla nostra parte, interroghiamo il dentro di noi, e qui le troviamo. 
Questo mondo dei pensieri che è diventato un’energia a sé e che non si cala più “nel mondo delle madri“, delle matrici, nel mondo della terra della materia e delle emozioni. Questo astrale, questa energia di potere che ha reso il suo movimento sul mondo: prepotente confuso irretito spento impotente, irrigidito in un modo di essere e fare che sta soffocando e fagocitando innanzitutto se stesso. Lo ha reso malato confuso condannato, e sa di esserlo. Per questo tutta questa confusione in matrix, l’astrale sa di essere impazzito, sa di essere morto senza il respiro del femminile, del terrestre, del gesto amorevole.
Non si può vivere per il senso del dovere, si può solo vivere per il senso della gioia.
Per questo l’astrale ha tarpato le ali alle anime-fiamme-gemelle perché la dimensione dell’amore nell’umano sarebbe stata così lucida e consapevole che – da sola – si sarebbe protetta da qualsiasi frode di energia. Ma l’astrale si nutre dell’energia degli umani. 
L’amore umano è fuoco passione eros gioia pienezza e l’astrale non vuole la felicità dell’umano, soprattutto l’astrale si illude di poter continuare a sopravvivere prendendosi energie che, di fatto, non gli sono utili, gli hanno appesantito le frequenze, lo hanno abbruttito,. L’astrale stesso sa di voler volare alto, ma deve volare da solo.
Qualcuno c’è, tra di loro, che ha capito, lo ripeto. Cercatelo. Attiratelo. 

Per cui, cari ragazzi e ragazze innamorate o che volete innamorarvi, cari compagni di viaggio, per quanti sforzi voi facciate per diventare bravi super, per quanto voi vi diate da fare per conquistarvi il patentino anime-fiamme-gemelle, se non regolamentate – dentro di voi – concretamente – i risucchi energetici, i vampiraggi energetici dell’astrale – che è anche una parte di voi – se non vi trattenete tutta l’energia sia fisica che psichica che emotiva di questa cosa che volete, non riuscirete a farla accadere. La strada è una sola: è fare l’inverso di come funziona in matrix. Matrix – anche detto… la confusione… mette tutto fuori, parla di tutto, pontifica su tutto, crede di risolvere tutto.

Questa è matrix. Vediamo di uscirne.
Punto
Solo così sgamiano le parti infide e insidiose, tossiche, riconoscendo che l’altro è – se stesso – fuori dalle nostre proiezioni.
Quindi che tutta la parte del pensiero, dei pensieri di divisione e di sopraffazione, di paura, ecc che ci invadono – non siamo noi.
Non sono io.
 
La strada è lavorare dentro di sé. E qui, non ci sono maestri. Ciascuno sa di sé.
 
Questo va capito.
Questo va regolamentato nella totalità dello scenario cosmico in cui siamo inseriti e di cui siamo i co-creatori.
1° principio della temodinamica… 
Tutto accade… nonostante.
Qui bisogna regolamentare la situazione, e ciascuno la può fare solo da dentro di sé.
Questa presa di coscienza va fatta, e non solo come “umani” ma consapevoli di essere anche “alieni angeli diavoli vampiri energetici”… a tutti i livelli dell’economia del sistema Terra e universo. Nelle sue parti, nei suoi scenari. Basta svendere la nostra energia. Noi – Umani – siamo  i trasformatori di frequenze, per tutte le esistenze del cosmo, compreso l’astrale.
 
D i s i n s t a l l i a m o    i programmi arcontici.
vedo:
perciò dis-installo impianti:
– paure
– orgoglio
– presunzione
– competitività
– separazione
– conflitto
– supremazie
– dominio
– controllo
– gelosia
– l’egoismo, dato che so che, trattenendo l’amore per paura, faccio soffrire l altro/a
– critica
– sfiducia
– disistima
– svantaggio
– bisogno di prevalere di comandare di gestire 
tutti impianti dell’astrale
l’uomo – la donna sono SANI.

Vittoria