Francesca e il tempo

Francesca:

  • avevano prospettato una riduzione delle ore di lavoro.

Avevo appena cambiato casa, migliore, ma con più spese per l’affitto e il condominio.

Non ho risposto alla mail che mi annunciava l’orario ridotto, e di parecchio. Sono partita per il mare. Mi sono detta:

– In fondo, io lo chiedevo all’universo di togliermi da questo lavoro con il quale non mi sento in sintonia. A settembre mi guarderò attorno. Forse è il momento di fare ciò che mi piace.

Per due mesi ho ascoltato le mie paure. Ho cercato di “metabolizzarle”. Osservarle.

Mi sono posta in un futuro in cui sopravvivere con meno euro, altro colpo per matrix. L’unica cosa che ho fatto è stato leggere i post del blog Vittoria e applicare i movimenti, gli archetipi percepiti nella loro forza, a ciò che mi attraversava. Nascevano altre percezioni, di chi sono, di che cosa so fare.

A settembre ho avuto confermato il mio incarico, poche ore, ma io mi sto riposando, sto respirando, la mia anima sta respirando perché non devo più ogni giorno fare i conti e metabolizzare una situazione che ormai era molto lontana da me da cui ne uscivo divisa e massacrata. Significa che gli archetipi hanno fatto il loro lavoro, stanno unificando me a me stessa, mi insegnano ad essere essenziale e mi stanno mostrando i punti, i luoghi in me dove accettarmi e volermi bene. Mi sento di poter dire in continuazione che: la mia anima sta respirando. Fuori dalle stette dei tempi imposti dal sistema, Anima prende forza, sta in se stessa, si sente accolta da me che sono questo insieme di tante parti delle quali cerco di tener più conto. Cerco di essere il nocchiero di questa nave così complessa e bella. Lei, Anima sa ciò che fa, sa che per adesso il bene più grande è amare me stessa, solo così posso poi riflettere all’esterno bellezza, centratura. Solo da questa parte riuscirò a vedere fuori di me la meravigliosa anima gemella che sto creando dentro. E ce la godremo.

Ancora non mi sto dando da fare per cercare un altro lavoro, per integrare il mio stipendio, mi tolgo deliberatamente da attività sulle quali dovrei stare per forza, per necessità. Quel senso del dovere che nasce dal fatto che debbo nutrire il sistema mi si è scrollato di dosso, non ha più presa in me. Riesco a sopravvivere, ho avuto attimi di autentica paura, quando percepivo che mi lasciavo andare “senza rete”. In un mondo in cui tutto deve essere assicurato, programmato, anche la vecchiaia, la malattia, la morte, io non avevo le forze e la capacità di organizzarmi queste sicurezze, questi puntelli. D’altronde, io, di me, ho sempre sentito che malattia, morte, vecchiaia non mi appartengono né sarebbero state parte della mia esperienza.

Sono stata così: senza certezze. E non ci sono morta dentro, né m’è capitato qualcosa di irreparabile. Sono finita come in un universo accanto, più sereno e più allineato con il mio mondo interiore che non è fatto di competitività, di guerre e di arrivismi. Non sono più brava degli altri, semplicemente ho capito che non è opportuno sprecare energia a sostenere dinamiche di “sgomitamenti” in un sistema che di fatto non esiste, è solo frutto dell’illusione in cui siamo immersi.

Ho tirato un profondo respiro. Mi curo di chi ho accanto e dividiamo le spese, mi occupo di chi ha delle necessità impellenti, lo faccio con piacere, intanto insisto a stare su ciò che mi piace fare.

Ho tirato fuori, dopo anni, la cassetta dei colori e delle tele. Non si sa, magari ricomincio a dipingere oppure nemmeno questo, mi piace molto prendermi il tempo per fare lunghe camminate. Questo per adesso è vivere deliberatamente e lasciare che Anima si dia le sue collocazioni e si manifesti.