magia – Santa Maria dei Miracoli – Venezia

magia – Santa Maria dei Miracoli – Venezia

Vittoria – Santa Maria dè Miracoli – Venezia

Santa Maria dé miracoli – Venezia

Santa Maria Nuova.

È una sera tiepida

l’odore del mio paese.

Socchiudo gli occhi

giro la testa

e Tu m’ appari nel cuore di tante improvvise stelle

che allungano i loro raggi luminosi

e danzano come girandole negli strati blu della notte. 

Blu oriente

colore

che mi affascina

e riempie di interrogativi la mia sera.

Sono bambina

e già il futuro appare alla mia mente

e interroga i miei giochi.

Poi la vita tra gli uomini

ha tracciato solchi rosso sangue.

Vie aperte da mani inesperte

una terra troppo giovane per essere madre,

zolle scoperte su un sole implacabile

che nega le zone d’ombra all’oblio

alla dimenticanza.

I prati dei nonni erano verdi

il verde della primavera.

Dolcissimo, riposante

rassicurante culla alle piccole esistenze.

Ho masticato la mia primavera

come la larva mangia la sua muta,

troppo nuda sono entrata nella vita

sulle tempeste ho costruito la mia corazza.

Futuro ignoto

solchi che scottano

corpo prigioniero.

Quel giorno vagavo

nessun pensiero occupava la mia mente.

Venezia si offriva

sonnolenta, stanca a mezzogiorno,

l’acqua mandava immagini di case, di fiori

il sole giocava

invadeva le finestre, gli stucchi

le calli.

Nessuna voce ha attirato il mio passo

nessuna intenzione ha guidato i miei occhi.

Solo una fila bianca di piccole colonne

riflesse nell’acqua.

Ho percorso questa solitaria immagine

di Poesia d’acqua e di marmo

come seguire un altro nome

dei mille di questa città.

Un cortile piccolo, angusto

muto tra le alte mura

mi appare davanti.

Ancora non so cosa nascondono le mie spalle.

Con fare da turista distratta

mi giro

e appare il mio domani.

L’inquietudine m’investe

strani suoni dentro la mia anima. Ora so

odori suoni pensieri del mio passato

hanno qui la risposta.

Ma quale risposta?

Ora la sofferenza si insinua

qui è il mio futuro

risposta al mio passato,

ma tutto è mistero.

Silenzio

i marmi rossi

i marmi verdi

il bianco il grigio

costruiscono il disegno moresco

la mia cabala.

Ascolto

avverto che la pace sta per visitarmi

la brezza acuisce il mistero

giunge la prima parola

“Oriente è il mio nome”.

Oriente?

Entro nella chiesa,

un grigio sfumato ora intenso, ora leggero

mi avvolge.

In fondo altri marmi

rossi verdi bianchi

giochi moreschi.

Sì, non so perché, ma è “Oriente”.

L’altare mi aspetta

i marmi rossi sono gemme vive

aspettano me,

i marmi verdi sapienti, mi rassicurano

il messaggio sarà di gioia,

i marmi bianchi mostrano la trama di un futuro

scritto con queste pietre.

Mi siedo

ascolto col silenzio dell’anima

“Sponsale”

è la seconda parola.

Intuisco una gioia

“l’Oriente si apre a me in modo sponsale”.

Come è possibile?

Alla mia domanda il grigio investe i colori dell’altare.

Tutto è nascosto ora

imprigionato nella geometria dei marmi,

invano i miei occhi cercano di scoprire

altri messaggi nascosti.

Esco

la luce tiepida del sole

illumina gli ultimi giorni oscuri,

un nome s’affaccia alla mia mente

ma è troppo lontano

perché possa essere vero.

M’incammino sotto il sole

ho stampata nel cuore

la facciata sibillica

di Santa Maria Nuova.

 

14 maggio 1987

magia – Santa Maria dei Miracoli – Venezia