Archetipi – Presentazione

Archetipi – Presentazione

  • archetipi, alfabeti, il mondo delle energie pulsanti dell’universo.  
Archetipi primari – segni e simboli del linguaggio della parola

Archetipi nei miei scritti e nei miei libri significa

chiavi energetiche.

flussi di energia.

frequenze.

Sono 22 frequenze. 22 flussi energetici. 22 movimenti della forza.

Queste 22 frequenze sono mediate, in questa realtà fatta di pensiero e di materia, da segni e simboli, le 22 lettere degli alfabeti.  E’ presumibile che, prima di essere segni e simboli, fossero glifi, disegni: i pittogrammi, i geroglifici. In Oriente sono ideogrammi. Prima ancora suoni, vocalizzazioni, ancora più indietro… gesti.. ancora.. pensieri intuizioni intenti… movimenti della psiche. Ecco, lavorare, giocare con segni simboli suoni archetipi serve a ricordare ritornare ai primi movimenti, alla radice del nostro pensiero, dei sistemi di pensiero in cui siamo inseriti e dei quali fruiamo.

I 22 archetipi sono la rappresentazione, nei secoli, dei 22 modi con cui l’energia si dispiega nelle creazioni. Chi crea?

C’è un creatore?

Sì, ciascuno di noi è il creatore.

Guardando dentro di noi facciamo emergere spinte desideri che codifichiamo in pensieri e con questi creiamo la nostra realtà

E’ così per ogni aspetto della realtà, per ogni livello dell’esistenza, per ogni dimensione.

Sì, questo processo lo possiamo accogliere semplicemente così, con un pensiero semplice naturale ma reale, o possiamo spiegarlo con mille variabili.

Tutto è semplice, ma tra di noi ci sono anche le persone cervellotiche, o razionali, o che hanno mille caselline di perché e percome da soddisfare, per cui, ok, qui c’è un sito che spiega in mille sfaccettature la dinamica degli archetipi primari, ossia le 22 chiavi di creazione.

Vi lascio qui alcuni link

che cosa sono gli archetipi primari 

archetipi, la danza della vita – 1

archetipi – i tre libri sugli archetipi 

archetipi – pensiero – archetipi – numeri 

archetipi – archetipi … polarità, integrazione, e creare mondi nuovi 

La prima funzione ed efficacia degli archetipi è farci vedere gli schemi mentali in cui siamo immersi. A qualsiasi livello: personale e collettivo. Il mondo e le sue dinamiche, la visione astronomica, fisica, scientifica. I fondamenti culturali e della tradizione, tutto il resto che da queste impostazioni deriva. Tutto viene visto e messo in discussione. Si attraversano gli eventi della vita, della quotidianità, ed in essi emergono i nodi, dietro ai nodi gli eventi che li hanno generati, più a monte le dinamiche di pensiero e le egregore che li hanno causati. Si individuano le paure, e dietro ad esse i nodi emozionali che le mantengono attive.

Con gli archetipi ciascuno fa il proprio personale insostituibile e non omologabile percorso. Ogni risalita alla sorgente di se stessi e della personale situazione è unica, sulla persona, interpretabile e trasformabile solo dal singolo. E’ un percorso che diventa auto-conoscenza, auto-guarigione, auto-risoluzione – e auto-progettualità.

Con gli archetipi si trova il pensiero di uscita dall’impasse, si sente che è possibile. Si trova la forza per dare qual colpo di reni mentale, attitudinale per uscire da energie mortali, pesanti, autodistruttive limitanti.

E’ un mondo energetico che agisce sulle frequenze. Che porta a monte del pensiero, là dove nascono i movimenti che sono UNO tra psiche e corpo, tra pensiero e materia, tra dentro e fuori. 
La Tavola di smeraldo.

In questi articoli trovate questa visione degli archetipi, soprattutto spero che voi troviate un possibile percorso. La possibilità di iniziare a organizzare la propria esistenza e il mondo attorno a sé a partire da se stessi. Gli archetipi funzionano nella coerenza, ossia innanzitutto ci portano a fare pulizia di atteggiamenti di necessità, di lamentazione, di controllo, possesso, riduttività. Il primo contributo degli archetipi è farci ritrovare la nostre grandezza e dignità la potenza della nostra individualità e il nostro essere parte di un entanglement che espande illimitatamente le nostre connessioni sinergie possibilità.

I 22 archetipi, che noi abbiamo la necessità di tradurre in segni e simboli, non sono concetti, sono vibrazioni. Modulazioni di frequenze. Sono energia. Flussi. La forza dell’universo si da in 22 modalità espresse nelle 22 lettere degli alfabeti.

1 – Perché gli alfabeti

2 – Come applicare gli archetipi

1 – Perché tutte le energie dell’universo sono riconducibili a 22 movimenti. L’energia è intelligente, qualsiasi tipo di energia, qualsiasi movimento della forza, nella sua vibrazione è intelligente, sta a noi, nell’uso che ne facciamo la positiva funzionalità. Il prof. Pincherle nel suo libro Archetipi Mocroedizioni) parla di “archetipo funzionale o sfunzionale”. Il fatto è che è energia intelligente. Sempre l’energia è intelligente, se ci pensiamo un po’ comprendiamo che l’affermazione è vera. Gli alfabeti perciò sono i segni che conducono e attivano in noi, in ogni parte di noi – dal pensiero – alla cellula – agli apparati – alle situazioni in cui ci muoviamo, queste modulazioni dell’energia sane, coerenti, autentiche. Per i grandi del passato: Socrate, Pitagora…gli archetipi sono i mattoni dell’universo.

Noi lavorando con segni e simboli richiamiamo perciò la autenticità di noi stessi e del nostro universo. Di per sé, i segni, altro non sono che forme spazio-tempo, immagincapaci di catalizzare la vibrazione che già sta dentro di noi. Ne sono capaci, perché i segni e i simboli degli alfabeti sono stati scelti e formulati, quando l’umanità era molto concreta, non ancora schiava di tutte le forme mentalizzanti e tecniche su cui oggi siamo impostati senza che ce ne rendiamo conto, e che ci tengono lontani da un’autentica esistenza da terrestri.

Segni e simboli sono forme psichiche che rinviano ai movimenti. L’archetipo non è un concetto, è un movimento, una vibrazione. L’energia è movimento, flusso. Ogni espressione dell’universo è dinamica. Tutta la creazione è dinamica. Noi ne siamo i creatori e abbiamo proiettato fuori di noi ciò che siamo: energia, spinta alla manifestazione, alla sperimentazione, alla conoscenza non concettuale ma esistenziale, sostanziale di noi stessi. Questo sono gli archetipi, qui la loro presenza e incidenza, nel farci ri-cordare ciò che siamo: creatori dell’universo che abitiamo, creatori di noi stessi, e come tali, capaci di accogliete l’intera consapevolezza di noi stessi e del mondo.

In noi ci sono tutte e 22 le vibrazioni fondamentali. A volte attive a volte addormentate.

Qual è quindi il gioco con gli archetipi primari?

Semplice: osserviamoli, in se stessi, nel loro segno, nella natura, in noi, individuiamone la simbologia, rammentiamola, ripetiamola. Già il solo pronunciare le lettere, vocalizzarle è un richiamarne, sollecitarne la vibrazione che già abbiamo dentro.

Lo zohar e tutta la tradizione ebraica autentica, lo sa bene. (Dell’ebraismo a noi interessa unicamente questa radice).

Manteniamo quindi la concentrazione sulla nostra energia trasformativa, in progress verso il benessere; sulle creazioni che vogliamo noi.

2 – Come applicare quindi gli archetipi?

Laboratorio.

Trovate qui le Tavole

Sei in una situazione. La tua di adesso. Fermati. Stand by. Osserva. Senti. Ascolta. Cosa senti?

Mentre senti vai ai 22 movimenti, guarda le Tavole e ascolta. Scorri segni e simboli, soprattutto leggi e ascolta la funzione, questo è il movimento. Quale ti corrisponde di più in questo momento? Pronuncialo scrivilo, riproducilo.

Quale senti come suo opposto? L’anti? Il più lontano dal tuo sentire di questo momento? Individualo. Pronuncialo. Riproducilo.

Continua. Trovane un altro e il suo opposto. Sempre allinea l’opposto così fai l’Uno delle due parti di ogni tua realtà. Superi l’ancestrale separazione della mente.

Ora fai un altro passaggio: come definiresti questa situazione, con quale archetipo-movimento la chiameresti? Scegli. Pronuncia. Riproduci. E il suo opposto?

Ancora: quale terzo archè-movimento può essere il passo avanti? L’oltre di questa situazione di adesso?

Scorri tutti i movimenti, sentili risuonare in te. Applica il movimento, Espandilo.

Scegli il tuo ascoltandolo fare la sintesi e l’evoluzione di te e del tuo momento.

Sceglilo. Pronuncialo. Riproducilo. Trova l’opposto. Stai su questi.

Ripetili a te stesso e applicali ogni volta che senti la necessità di concentrarti sul tuo passo avanti.

Questo è il metodo. Non è categorico, può essere che chi legge e vuole inoltrarsi sulla strada degli archetipi, senta in sé un modo diverso. Tutto va bene.

Siamo oltre matrix, nei flussi, ciascuno è originale e unico.

Francesca  Salvador  (10/04/2019)

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