Archetipi – archetipi i 22 movimenti della forza

Archetipi, i 22 movimenti della forza.

La ristampa di questo titolo.

Come si sa era già pubblicato, ora è stato ristampato, ci sono degli importanti approfondimenti.

Il mio terzo libro sugli archetipi. Ho sempre cercato di non ripetere ciò che già è detto da altri. Ci sono molti autori più in gamba e competenti di me per spiegarci segni e simboli. A me preme raccontare ciò che sto sperimentando, dove mi porta questa esplorazione di me stessa, e delle dinamiche umane, filtrata dall’agire dei movimenti della forza che sono la trasposizione in segni, suoni, sistemi di pensiero delle 22 chiavi presenti all’origine di ogni realtà e di ogni esistenza. Questo lavorare con gli archetipi primari mi ha permesso di accedere ad una illimitata libertà di pensiero e, di conseguenza, alle possibilità di esplorare la vita.

Condividere questa esperienza significa invitare il lettore a partecipare al gioco di trasformare se stesso e il proprio mondo interiore per creare una realtà coerente e allineata ai valori dell’Uomo, e ritrovare l’appartenenza alla natura e al cosmo.

Mi sono ritrovata ultimamente in gruppi di persone con le quali condividiamo questa esperienza della comprensione di sé attraverso alfabeti segni e simboli, a osservare come l’approccio alle questioni sulla natura, sia inteso in modo nostalgico.

Aggiungo anche che nostalgia ha a che fare con infantile.

Una seconda chiave sono le ideologie, le religioni, le aggregazioni politiche, ecc

Sì, quasi mai io tratto di tematiche del quotidiano su questi aspetti, in linea di massima, senza volerlo ma me ne rendo conto, scrivo di dinamiche del pensiero che, intenzionalmente, mantengo sul piano dell’economia e sistematica delle dinamiche stesse. Non so perché ma io mi muovo bene qui.

Comunque, l’approccio alla natura.

La realtà artificiale e atomizzata, separata, in cui siamo immersi ci orienta verso la natura in modo nostalgico e romantico. Perché è mitica. Vale a dire il mito, e continuiamo a raccontarcela anche quando riteniamo di avere un approccio razionale o scientifico.

L’approccio mitico, religioso, politico ci è necessario fino a che continuiamo a credere che la realtà esterna sia davvero reale. Questo è il grande inganno. Non sto dicendo che non ha una funzione o che non ci è necessaria, dico che la realtà esterna è lo scenario in cui ciascuno di noi si inventa, mette in scena se stesso e le parti di sé, conosce se stesso, trova il senso e integra.  

Nella consapevolezza che la realtà esterna è creata dall’osservatore, dalla coscienza, si arriva ad assumersi il 100% di responsabilità di ciò che si ha davanti, di ciò che ci accade. La presa in carico della totale responsabilità porta ad altri interrogativi, a far entrare informazioni nuove, diverse, prima non considerate, a prenderle in esame, valutarle e integrarle. Porta a alzare – o approfondire – e di molto – i livelli di esplorazione e di comprensione della storia, delle origini, dei sistemi, del senso. 

Rischiamo di rimanere in atteggiamenti fideistici (non solo legati alla religione ma anche per la scienza, la visione del mondo) se, nonostante la nostra grande spinta alla natura, non riformuliamo gli schemi a monte, gli impianti psichici così da ritrovare l’autentico ‘sentirci natura e connessi alla natura’ dai quali deriva il nostro sentirci natura.

Perché l’autentico modo di essere e sentirci natura noi lo siamo, e ce l’abbiamo dentro, ma abbiamo avuto in seguito quell’esperienza della polarità, del sentirci ‘separati’ dalla realtà e quindi anche dalla natura, che ci tiene ancora al limite della coerenza ma non coerenti.

Questo discorso lo faccio qui, nella presentazione del libro sui movimenti della forza. Tra la forza che scorre naturale e abbondante e la nostra personale e collettiva realtà c’è uno schema che va disinstallato affinché questa connessione uomo-natura sia ritrovata nella sua funzionalità.

Perché ci sono due movimenti della forza: accogliere/intrudere – femminile/maschile –sentire/organizzare – che hanno la necessità di essere più profondamente ritrovati. Sempre dentro noi stessi.

1 – Siamo impostati come esistenze che dipendono una dall’altra, che ritengono la catena alimentare un dato scontato e incontrovertibile. Questo perché siamo abituati a credere che così come siamo fatti, strutturati, impostati, che ne facciamo un fatto di creazione o si evoluzione, il livello del ‘… dove come trovare l’energia per crescere riprodursi evolvere organizzarsi nel mondo riprodursi… ’ sia un ‘… dove sta l’energia – nella realtà esterna – nel mondo di fuori – che serve a me.

2 – ritenere che la quantità di energia di cui abbiamo bisogno sia quella che stiamo sperimentando 

3 – ritenere che l’energia di cui necessitiamo stia là dove crediamo che sia.

Continuo in seguito

Archetipi – I 22 movimenti della forza 

 

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