rinascita – Stare. E creare entanglement

rinascita – Stare.
E creare entanglement.
Quando credo e so la Potenza del pensiero, STO, e tutto accade. Quale ruolo più efficace?
il mondo del web “pare” essere soprattutto un mondo di separazione e di violenze.
Dico… pare.
Perché, come al solito, il caos fa più rumore della serenità. Ma è solo rumore.
Sono convinta che c’è un vasto mondo di bene, solo che il bene è centratura ed è centrato su se stesso, per cui non spreca energie a dire fuori di se stesso. Il bene, sa bene che, se dice, se porta in parola ciò che sta vivendo, rischia di rompere l’incantesimo di se stesso, ossia di essere e vivere bene.
Perché il bene è totalità, può esistere e emergere solo dove si vive la realtà unificata e in armonia tra dentro e fuori, quindi, per di più, per stare e comunicare il bene, si può solo stare e partire dal mondo che si è, dal contesto in cui si sta, da ciò che si vive con chi si ha attorno.
Il bene, vero, reale, non perde tempo ed energie per sprecare parole a dire, scrivere, ripetere, ciò che gli arriva del mondo (che poi… che è il mondo..) attraverso immagini e sentito dire, perché immagini, parole ripetute, parole da schemi introiettati non sono la realtà in cui il singolo sta, non sono la materialità dell’essenza, sono un mondo che arriva attraverso onde, frequenze, immagini colori parole suoni, ma nessuno può garantire che ciò che “io credo di vedere o di sentire”, di recepire con i 5 sensi, che ciò che l’altro crede di vedere, di recepire con i 5 sensi, nessuno può garantire che sia, di fatto, davvero davvero, la realtà.
Nessuno può comprovare che il mondo – fuori – esiste ed esiste così.
Non lo può provare perché: o è nella “realtà” o la sta descrivendo e, io, o il ricevente, o l’osservatore della scena, sono un’altra entità ancora. Nessuno può garantire che ciò che vedo io l’altro lo vede uguale. O viceversa. Nessuno può portare a veicolo comprovante le immagini, o le parole o i suoni, perché, sappiamo benissimo che all’origine di ogni realtà ci sono onde, particelle variabili e varianti, non ci sono oggetti con reti note consensualmente.
Questo livello, illusorio, della realtà è stato smontato. Non sto qui a ripetermi.
Proprio tutto il mondo della scienza, che ha basato la sua verità ed oggettività sui 5 sensi s’è dato la zappa sui piedi. Perché ha voluto garantire l’oggettività fondandola su quanto di più soggettivo, individuale, singolo c’è, ossia i 5 sensi. Qualcosa di assolutamente non misurabile, perché l’osservatore macchina, o esterno, o il rilevatore, non è dentro allo strumento stesso – uno dei 5 sensi – quindi, come fa a dire che c’è continuità dell’esperienza e quindi esperienza comune?
Che gap! che dura da secoli.
Per cui:
di tutto ciò che mi arriva da fuori, posso essere concorde su tanto o su poco, ma anche su niente.
Infatti, si arriva al punto che:
- non concordo – non riconosco la realtà fuori come mia
- oppure:
- siccome ancora la vedo, per quel tanto che la continuo a guardare, mi corrisponde
- ma è anche vero che: se io non la guardo più , essa scompare.
Mi direte:
non esiste per te, ma esiste e noi ci siamo ancora dentro.
Rispondo:
- ci siete dentro perché ancora pensate sia vera, abbia legittimità ad esistere, la guardate, la ripetete, ne parlate e la mantenete nel frame, nel campo.
La differenza sta tutta qui.
Il campo inizia col singolo, non con il collettivo.
Esiste il singolo che, se vuole, diventa collettivo, ancora egli stesso in un’altra versione di sé; altrimenti resta Singolo.
Tanto, il collettivo, il campo condiviso, non viene meno perché:
anche dove, al momento, di me, non voglia condividere, sono nella Coscienza planetaria che, comunque sono, esistente nel campo. sempre e comunque.
Non perdo nulla, non mi perdo però.
Nessuno perde nulla, né si perde.
Ecco, capito questo, poiché la realtà fuori, compresa quasi tutta l’informazione (salvo le info di colui che davvero ha capito, ma proprio per questo agisce dal silenzio e non dalle parole), ecco, proprio per questo, dato che avevo compreso che la realtà è molto più profonda, vasta e varia, ricca di variabili, varianti e possibilità,
mi sono tolta.
Perché, una volta compreso, per vedere anche fuori il bene, l’armonia, diventare realtà esterne, l’unica che poteva portarlo qui, ero e sono io.
Ossia – io – che ho capito.
Io – questo io – sta per:
Chiunque ha capito questo.


