rinascita – dove nasce la realtà

rinascita – dove nasce la realtà

rinascita – dove nasce la realtà

per me, è l’ultimo rigiro.

Per poter esplorare i vostri, individuali, ultimi rigiri, potete contattarmi.

Ho scritto… esplorare… la soluzione è sempre vostra.

rinascita – dove nasce la realtà

I rigiri sono quei chiarimenti grazie ai quali vedo sempre più in profondità, o in risalita.

Qualsiasi situazione che ho davanti – fuori – persona cose eventi è la proiezione di ciò che sono dentro.

Nonostante sappiamo che è così, ancora troviamo il difetto nell’altro o nella situazione esterna.

Eppure, per come oggi sento io:

  • la realtà è così come – io – me la metto davanti.
  • io, proietto all’esterno, ciò che sono dentro, o che penso, o che ho come schema anche se non lo individuo in me.

Gli ultimi rigiri di questa situazione, faccio degli esempi:

– le bollette – il pagare l’energia, la benzina, le tasse, ecc,

– il finanziamento della casa, della macchina, della vacanza

– come mia figlia/mio figlio mi parla o non mi parla – mi risponde – agisce.

– sono in viaggio: trovo casa, albergo, b&b, se caldo, freddo, asciutto, bello, agevole – o no – sempre è ciò che io metto fuori da come – io – dentro mi permetto questo.

– le separazioni – le morti. Le malattie mia o di altri – le difficoltà – le fatiche o la facilità del vivere – le mie amicizie – come gli altri mi rispondono, mi riconoscono o no. Le guerre fuori. La fame. La povertà – i ricchi – gli inganni – i soprusi e le tragedie.

Possiamo aggiungere di tutto:

– la mia salute oggi

– la mia freschezza – positività – o malinconia – o paura rabbia giudizio 
quello che vedo fuori è ciò che ho dentro.

Solo se vedo –  solo quando individuo l’archetipo – ossia la radice –  che cosa è (e non ho scritto significa, ho scritto… è); se vedo a che cosa corrisponde dentro di me quel personaggio che mi viene davanti fuori, quel comportamento che mi torna come feed back da fuori, quella situazione territoriale – fisica –  climatica – quelle fatture o bollette.

Che corrispondenza hanno in me,

solo allora posso smontare e costruire una realtà esterna diversa e più confacente.

rinascita – dove nasce la realtà

Quindi, tutto, tutto. Amici vicini e cari, amici lontani. Li ho messi – io – così.

Dove – io – e lo ripeto, non è il mio piccolo io della mente, che fa il suo compito, è l’Io della mia partecipazione ad un campo, ad un frame.

Figli, amici, persone, che dicono e fanno ciò che stanno dicendo e facendo – io – li ho dentro così. Inutile. Non serve, non è sufficiente il rigiro:

– provo a modificare lei/lui che sta fuori.

Questo non è l’ultimo rigiro, non è l’ultima spiaggia per scegliere il cambiamento.

L’ultimo rigiro è che: ciò che sta fuori, e che esperimento fuori corrisponde ad un archè, un esperienza, un nodo emozionale dentro.

Anche con tutta la buona intenzione e l’amorevolezza, se penso che io posso agire con amorevolezza nei suoi confronti per trasformare la situazione, significa che lo sto giudicando. Che lo penso non giusto, non vero, non se stesso,

invece lui/lei così com’è va bene, va bene rispetto al fatto che è pienamente corrispondente a come io l’ho dentro.

Mi fermo. 

rinascita – dove nasce la realtà

Fuori lei/lui NON C’È.

Fuori, mia figlia, mio figlio, il compagno, la situazione, la goduria o il problema non esiste.

Per se stesso non esiste.

Esiste in quanto – io – un qualcosa di me – decide di averlo davanti così.

Decide – alla fine – nell’altro – di essere così.

Lui /lei sta facendo una parte, l’altra parte.

Quello che non sto facendo io.

Non dico: quella che non voglio fare io, magari è una parte felice.

Semplicemente ho messo su un altro per interagire tra me e un’altra parte di me che posso vedere solo se la vedo fuori.

Anche le parti me le vedo solo se le agisco fuori.

Sono qui per rendere conosciuto lo sconosciuto. 

Che sta in me.
L’obiezione che nasce è: allora esisto solo io? 

Ho un ego talmente smisurato che agli altri – io – faccio fare tutte le parti?

Questo modo di ragionare è dalla parte della separazione.

Dalla parte del: Tutto è Uno, Ciascuno è Tutto, e la modalità di essere e condividere situazioni create e esperienziali, è ben altro.

Tutto Molto pacifico. Vero e sano.  Soprattutto, da questa visione mai, e mai, si prevarica su ciò che sta fuori. Perché anche il fuori “sono io”, e posso trasformarlo. Basta separare tra me e le parti di me.
Questo non significa nemmeno che accetto tutto, comprendo tutto.

Il rigore è una sephirot, vale a dire è un fondamento dei modi di stare al mondo.

Se non avessi il rigore e la capacità di discernimento resterei priva di queste espansioni del Sé, del mio Me.

Non ci sono vie facili e scorciatoie.

per cui:

mi fermo:

so che il cambiamento è qui nel momento che vedo l’archetipo-sfunzionale in me.

La sola consapevolezza, legata al fatto che – io – scelgo di vivere esperienza di amore e serenità, basta separazione e conseguenze, trasforma le cose, e ciò che mi accade.

Se cercassi di capire, trovare soluzioni,  userei la mente.  Essa non è sufficiente per dare soluzioni. 

Oltre, in altri ambiti di me, di noi stessi,  sta la visione e la risposta.