Archetipi – Archetipi primari – Ruoli – e archetipi di derivazione

 

Archetipi primari – Ruoli – e archetipi di derivazione

 

Rispondo ad alcune domande: 

– ma gli ARCHETIPI hanno degli Archetipi originatori?
 
In altro modo detto: Come si sono formati gli orientamenti archetipali?
Gli archetipi primari sono le 22 lettere degli alfabeti delle civiltà antiche
si chiamano ‘archetipi primari’ perché le lettere non sono considerate per i loro significati che noi codifichiamo attraverso la logica, le parole e i pensieri.
 
Gli archetipi primari individuano i segni per il loro MOVIMENTO per la FREQUENZA con la sua caratterizzazione.
La domanda dice:
– Come si sono formati gli orientamenti archetipali?

 

Orientamenti… movimenti. 

 
Anche la caratterizzazione, se vogliamo, è già ragione, mente, ma è la prima caratteristica che il segno conduce.
 
La scuola di Pitagora indica le frequenze, infatti Pitagora ci da le corrispondenze tra lettera e colore, e nota, quindi si va oltre, prima della parola, si va all’onda.
L’origine degli archetipi primari NON è un significato, bensì è un movimento. Una dinamica. E’ la frequenza che si muove con un particolare modo di muoversi, e che genera un’azione corrispondente a tale movimento. 
Sperimentare la realtà come movimento, come flussi, ci permette di cogliere, percepire la Totalità, la Presenza, l Origine Una e sintergica della realtà.
Il termine ‘sintergico’ esprime efficacemente lo stato di realtà.  Lo troviamo in J. Grinberg.
 
Inoltre, indicare, osservare i movimenti, le dinamiche della Forza, fa si che il movimento sia contattato anche nella psiche.
Se fuori percepiamo frequenze, flussi, movimenti significa che la nostra psiche è dinamica.
E, le modalità di movimento delle forze, degli archetipi, sono sincroniche con i movimenti della psicihe il che significa anche una parte attiva l altra. 
 
Per comprendere l’origine di questa scuola sugli archetipi, che è la scuola delle lettere degli alfabeti e delle parole dall’inizio dei linguaggi fino (più o meno) ai fenici, Pincherle nel suo libro 
ARCHETIPI DELL’UNIVERSO
 
ha un capitolo dedicato agli esperimenti di fisica classica attraverso i quali si risale alle 22 chiavi, ai 22 movimenti o dinamiche attraverso cui l’energia creatrice, o Vita, o Coscienza, si manifesta creando la realtà del pensiero e della materia.
 
Sono descritte, nel capitolo, 22 situazioni ricostruibili con gli strumenti di un laboratorio di fisica:
per quantificare le grandezze fondamentali e studiare le leggi della meccanica, della termodinamica, dell’elettromagnetismo e dell’ottica per misurare, quantificare, confrontare: lunghezze – tempi – masse – forze –
 
Sono stati sperimentati, controllati, ripetuti esperimenti che hanno portato a individuare nella realtà 22 movimenti:
unire – contenere – girare – condensare – vivere – agganciare – andare in profondità – proteggere – accettare (assorbire) – concentrare – penetrare – sciogliere – trasformare – pressare – corrispondere – espandere – tagliare . perfezionare – traghettare – morire rinascere.
Gli archetipi primari sono questo
quindi sono VERBI
non spiegazioni o concetti.
 
A monte di qualsiasi esperienza di vita, a monte di qualsiasi forma di vita in questo universo (in altri non sappiamo) ci sono queste 22 dinamiche.
Certo, nel tempo, questi 22 verbi essenziali si sono diramati in innumerevoli verbi con espressioni simili, l’esperienza dell’uomo si è manifestata in innumerevoli eventi che hanno amplificato i vissuti. 
 
Fatti gli esperimenti, seguendo il percorso logico della ricerca, si è visto che sono 22 né uno di più, né uno di meno.
Se si prova ad aggiungere un’altra dinamica, si vede che già è compresa in quelle trovate, se si prova a toglierne una si vede che manca una parte del processo del pensiero che ha portato alla ricerca e alla individuazione dei movimenti.
 
Quindi parliamo di MOVIMENTI. di DINAMICHE, non di significati.
Ecco che ci siamo spostati: non siamo più solo in fisica classica ma siamo entrati nella fisica dei quanti, delle particelle e delle frequenze, perchè noi, i MOVIMENTI, non li vediamo per se stessi (non vediamo la forza, il tagliare, il pressare, l’unire, ecc per se stessi camminare per la strada), vediamo AZIONI che ci mostrano l’energia, ossia come l’energia si MUOVE: nel tagliare (18 – Sadé – S), nel pressare (15 – samek – S), nell’unire (1 – alef – A), nelle corrispondenze (16 – ayin – O), ecc ecc per tutti e 22 i movimenti.
Quindi Stiamo parlando di VERBI,
non di concetti di logica, ma di VERBI.
La realtà è verbi – movimenti. 
 
“E il Verbo di Dio si fece carne, e venne ad abitare tra noi” (Giovanni).
 
Tradotto: l’energia attraverso 22 modi di porsi nel mondo crea il pensiero e la materia.
A questo livello di consapevolezza e di collaborazionecon noi stessi, il fatto che siamo tra movimenti, siamo nel dinamismo della vita, ci permette di agganciare emozioni molto profonde, anche lontane nel tempo.
Accettarle, lasciarle scorrere, permettersi si alleggerire, guarire, integrare. 
 
Poiché si tratta di VERBI e noi siamo abituati al pensiero astratto, staccato dalla concretezza del reale, il modo per aprirsi alla percezione degli archetipi primari è sperimentarli.
Come? Lo indicherò alla fine dell’articolo.
 
Questa è certamente la scuola del passato. Ossia degli studiosi che ricercavano in natura, nella realtà, le chiavi dell’universo.
 
Inoltre, essendo lo studio e la rilevazione delle 22 dinamiche che tessono la realtà, questi 22 movimenti sono tutti CORRELATI, in continua interazione tra di loro, perché per portare nella materia una forma di vita non c’è solo una forza, una dinamica, ma tutte le dinamiche operano sinergicamente.
In ogni forma di esistenza sono comprese tutte 22 le dinamiche.
Se ci si mette a riflettere, osservando la realtà, si verificano individualmente queste affermazioni.
 
Come detto sopra questo è un vasto capitolo del libro del Prof Pincherle.
 
Le 22 chiavi dinamiche devono essere poi fissate, indicate, ricordate e trasmesse. Comunicate. Ecco che per ogni chiave si elabora un SEGNO. Ciò che vediamo, la lettera è il segno, il veicolo che trasporta un’informazione, l’informazione che veicola: unire, o durare, o pressare, o spostarsi, ecc ecc.
All’inizio, nei primi popoli che escono dal pensiero naturale e si avviano verso la elaborazione di pensiero astratto, i modi per indicare il movimento, il VERBO, erano immagini corrispondenti a oggetti o situazioni che mostravano di quale verbo, movimento della forza, archetipo, si voleva parlare, o indicare quale dinamica della forza stava in una particolare forma di vita.
Ecco i geroglifici, primi passaggi verso i linguaggi sempre più simbolici.
alfabeto egizio
alfabeti del Mediterraneo – proto aramaico – ebraico – fenicio – greco
 
Poi via via, anche perché le popolazioni si spostavano, commerciavano e avevano bisogno di sintetizzare i contenuti delle comunicazioni scritte, si arriva a essenzializzare l’immagine in un segno.
 
Ecco i segni delle 22 lettere degli alfabeti.
In questi secoli ogni lettera ha in se stessa la funzione profonda di indicare un VERBO, un movimento, ossia un significato RELATIVO al Tutto.
Ed ecco che i popoli del passato avevano una conoscenza profonda della realtà perché non avevano solo le informazioni di ciò che una esistenza è e a cosa serve, e con che cos’è in corrispondenza, solo sul significato della parola che la esprimeva,
ma
ogni lettera della parola che indicava una certa forma di esistenza era conosciuta per il suo significato – funzione – profonda.
 
La parola ‘casa’ è costruita con lettere in cui ogni letterina che compone la parola casa ha un significato per se stessa nella   C  –  A  – S – A e questi quattro dinamiche esprimono le funzioni di una casa, di un riparo, ed esprimono quindi il significato profondo di che cosa è e a cosa serve una casa.
 
Ecco che, per le tante esistenze e oggetti della realtà, non si poteva arrivare agli assurdi di oggi per i quali possiamo essere predati anche delle cose FONDAMENTALI per la Vita sulla Terra. Perché i significati reconditi delle parole esprimono LA FUNZIONE, esprimono perciò un qualcosa che è VITALE – NATURALE e che NON può essere tolto ai viventi.
Come sperimentare gli archetipi così da percepire i movimenti? Così da rendersi conto che, ogni volta che pronunciamo una lettera e una parola stiamo spostando frequenze? Stiamo muovendo la materia?
Meglio detto stiamo agendo sull’etere?
Non lo so.
O meglio, so come ho fatto io.
So come si potrebbe fare ma sicuramente i modi più di effetto sono quelli che ciascuno di noi intuisce individualmente.
 
Io posso indicare:
ripeterli – scriverli – disegnarli – pitturarli – modellarli – suonare le note corrispondenti 
le Tavole delle corrispondenze sono qui
 
poi ancora danzare le lettere
fare i biscotti
eccetera

V’assicuro che un po’ alla volta entrerete nella percezione che tutto di muove nella vostra psiche.

Che le parole sono flussi, che la realtà è flussi.

A questo punto siete fuori dalla staticità irreale del pensiero astratto, concettuale, e vi rendete conto che da sempre siete immersi in un fluire perenne.
 
continua..
I fenici  (o influenze kazare? fatto sta i soldi)