alice e bob – con l’incognito ci dialogo

E’ vero.

“È solo il mio intelletto che ha bisogno del Punto.Zero.
Le innumerevoli Parti di Me non han bisogno di nulla per avere Tutto”.

Non ho niente da dire.

E sto bene.

Sono sempre più convinta che fuori non c’è nulla.

Una realtà, perché esista, a partire dal mio pensiero, al mio corpo, a tutto quanto mi accade, a tutto quanto vedo fuori, in realtà, non esiste se io non lo faccio ‘precipitare’ nella materia.

Se io non lo penso e non lo accetto dentro di me (il mio pensiero), e gli do attenzione, quindi energia, tanto da farlo diventare realtà.
Se attorno a me vedo e sperimento amore, comprensione, cura, significa che sto pensando che, sia io che gli altri sono capaci di sentimenti buoni, costruttivi.
Chiaro che .
.. gli altri…sono io, ossia Parti di me che metto fuori.

Parti, personaggi cui faccio fare Parti del film che voglio vedere fuori di me o che io non voglio fare.

In lak’ech” è un saluto Maya che si traduce in

Iocap I o 𝐼𝑜 sono un altro tet e 𝑡𝑒 (ee 𝑒) tut u 𝑡𝑢 sei un altro mem e 𝑚𝑒 

(o più profondamente, Iocap I o 𝐼𝑜 sono tet e 𝑡𝑒 ee 𝑒)

tut u 𝑡𝑢 sei mem e 𝑚𝑒”
alice e bob – con l’incognito ci dialogo

Quindi ogni esperienza di bene che vedo fuori, ogni persona buona che vedo fuori sono Parti di me che ho scelto di essere così, nel bene.

Se vedo azioni, situazioni, persone riduttive, cattive controllanti conflittuali parassitanti ecc sono io, che ho scelto di portare nella mia esperienza questi movimenti verso la non vita che io stessa sono, o che sono in me.

Essi sono la mia parte oscura, in ombra, portata all’esterno ma vissuta dalla lente e dalla scelta della separazione della mancanza e di tutti i sentimenti che da questi due si originano.

alice e bob – con l’incognito ci dialogo

La moneta
Anche la moneta e tutto il correlato è un problema inesistente .
Se fuori c’è ciò che io riesco a pensare volere e portare nella materia, la moneta c’è se la penso e la proietto fuori.
Tanta o poca, quanto voglio, e non è legata a nessun sistema, finanza, economia, regolamenti o meno.
E, che io ne crei tanta o poca, questo non incide su nulla fuori.
È tutto, non solo artificiale, ma anche inventato.
Inizia e finisce con me, nel mio mondo.
Come tutto il resto.

Perché la vita piace prima ancora di metterci nell’esistente.

Quando si ristabilisce questa connessione questo ganglio profondo e primo, si comprende che tutto ciò che, sembra essere accaduto, sia a noi stessi che ad un presunto collettivo,

sono solo racconti.
Un mondo di narrazioni che ci ha distratti e distolti dal nucleo.
Lo nostra Sorgente, il nucleo di sé stessi indiviso.

La realtà è solo un flusso continuo di movimento. Di potenza che si muove. È dinamica.
Questa potenza è energia.
L’Energia è sia sola Esistenza, Presenza, sia informata.
Il movimento crea onde frequenze quark, tutto ciò che viene definito con etere, che viene collocato nell’etere.

Io in tutte queste narrazioni di oggi non mi trovo più.
Certamente il cambiamento arriva.
Però, personalmente, mi accorgo che non riesco più a pensare in termini di due parti, due polarità, fosse anche il bene e il… cosiddetto.. male.
Il male, di fatto, non esiste, non è una forza.

Dove c’è male è perché manca il bene.
Mancanza separazione ecc.
Ma, di fatto, la totalità è bene, è abbondanza.
Il mio pare un discorso teoretico, non pratico, ma per me, se io non sposto il mio schema a monte, alla Sorgente del pensiero, e quindi della realtà che mi metto davanti, se non la sposto sul:

la  totalità è pieno, abbondanza, bene, bellezza, ecc ecc

non cambio né io dentro né il mondo fuori. .

Perché proietto ancora separazione.
Devo scegliere di pensare solo il bene, la prosperità eccecc solo così proietto fuori questo.

Il gioco è individuale.
Poi dall’individuale si fa collettivo.

Per cui, non mi soffermo più.
Scelgo di pensare sempre il più allargato e pieno possibile.
È sul pensiero che si agisce.

Non so, a me ormai viene spontaneamente così, dove discutono, confrontano ma restano sul piano della dualità, non mi attira più.

 

 

 

 

 

 

1 thought on “alice e bob – con l’incognito ci dialogo”

  1. Ciao Francesca, ti ho letta volentieri , anche perché stanotte ti ho sognata mentre camminavo al mare e tu avevi la sabbia d’appertutto.
    Il mio lavoro interiore prosegue come deve.
    Accorgermi che quello che accade è frutto della mia mente mi fa ritornare bambina come quando pensavo di avere dei “poteri magici” e con la mente , sfregando le mie manine, far roteare o muovere un anello d’oro.
    Non ho ancora ben capito chi sono e quale è il mio ” compito” sulla terra, ma sto abituandomi a vedermi con occhi amorevoli , senza giudizio. Vivo più serena e felice di essere e fare quello che mi piace.
    Ciao grazie per il focalizzate scritto.

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