Io forse parto da un altro punto. Parto da quella che è la méta, diventata .. partenza.
Fuori non c’è nulla se io non lo creo.
Quindi:
– se decido che nella mia esperienza entrino solo realtà, eventi, persone che mi comunichino o mi suscitino serenità, armonia, naturalità, debbo – io – escludere, cancellare da dentro me stessa ogni idea, impianto, schema, pattern, disarmonico, divisore, conflittuale ecc.
Per essere più precisi:
– sono viva. e sto sulla Terra in Legge Naturale. La Legge giuridica potrebbe essere utile, ma oggi non lo è, quindi non ha il consenso nella mia vita.
– scelgo che non arrivino più nella mia esperienza normative del sistema, quindi artificiali-mentali.
– semplicemente, nel mio mondo naturale tutto scorre e fluisce free, gratuitamente; cosi sono gratuita io che sono qui a condividere me stessa con la Terra e i viventi.
Bene. Se davvero voglio che nel mio mondo tutto scorra naturalmente, quindi gratuitamente, io so che – io – debbo emettere solo frequenze umanamente condivisibili, ossia SANE, accettabili, moderate, armoniche.
Su tutto.
Per questo:
– Riguardo tutta la mia storia (anche se so che il passato non esiste, ma…) dentro a quella linea del tempo in cui mi racconto da dentro alla storia, RISANO tutto.
– Nessuno mi deve nulla. E cerco di risanare se so che qualcuno ritiene di aver diritto a qualcosa da me.
– Nel mondo interno della mia psiche: lascio l’altro essere come egli è.
Sempre.
Chi sono io per valutare, distinguere, giudicare l’altro? A che punto è… come sta pensando o facendo?
Di fatto: io dell’altro non so nulla.
Per cui lo rispetto.
Certo, applico anche il discernimento, osservo se la vita viene rispettata o no.
Riguardo al mondo di oggi non vado più a cercare cause, ossia il perché siamo in questa linea temporale così complicata.
L’ho fatto, ho visto, in questa narrazione, cause, agenti, personaggi, ecc
Ora non mi interessa più. Visto, osservato, comprese le dinamiche di questa linea temporale chiamata matrix.
Nel mondo di fuori, all’esterno, cerco di allentare ogni tensione.
Tengo solo la coerenza della protezione di me stessa, ma mi fermo prima di ogni possibile azione verbale o altro, che possa raggiungere l’altro.
Certo. Ripeto. Mi proteggo.
Ma tutto il resto, fuori di me, io non lo so.

Anzi, essendo il fuori di me, creato da me, se lo distinguo, separo, giudico, continuo nella dicotomia e – io – sarò sempre separata da una parte di me.
Questa separazione tra me e parti di me che non mi piacerebbero, ma sono.
Detto in altro modo, in un mondo sereno e umano la parte oscura c’è, sicuro, perché ‘essa è tutto ciò che sono e che ancora non so di essere’. So anche che essa contiene le mie istanze ed energie più potenti, ma so anche che, la parte oscura può essere portata in luce e sperimentata, senza raggiungere i livelli di dicotomia che ha raggiunto in questa linea del tempo.
Dunque:
Parto considerando l’arrivo una partenza.
Non guardo più le narrazioni che sono state, comprese tutte quelle del sapere frammentizzato di questi tempi.
Parto solo da me, dalle mie percezioni e spinte. Non dalle conoscenze che sono del mondo vecchio.
Parto da altri sensori, altri input, altre coordinate.
Esiste un mondo solo di armonia e pace.
Ciò che può essermi sembrato disarmonia, visto fuori della 3 D, aveva e ha ben altra rilevanza, altre mille possibilità.
William Blake: se le porte della percezione fossero spalancate il mondo ci apparirebbe come di fatto è, infinito.
Archetipi – Il Pensiero Uno
2
Siamo abituati a pensare in modo lineare, talmente tanto siamo in questa modalità di pensiero che non ne vediamo i confini per cui, pensiamo sempre in modalità lineare e non sappiamo pensare in modalità diverse.
Ci possono essere, per esempio, pensieri che non vengono costruiti sulla logica causa-effetto, tempo lineare, prima-dopo, azione effetto, effetto da cui, a monte, una scelta e una azione.
Solitamente, nel pensiero comune che, consapevoli o no, costruiamo, c’è un punto di inizio e una direzione quasi già data per certa dal punto di partenza stesso.
Abbiamo già la direzione e la mèta di un ragionamento appena lo iniziamo, perché partiamo da presupposti che già sappiamo, già fanno parte della nostra esperienza… anche detto: la consuetudine.
Invece non c’è solo questa struttura del pensiero, anzi.
I pensieri possono essere veri, efficaci, funzionali, creanti, anche se non partono da un origine e vanno verso una possibile meta.
Ossia: non è detto che ciò che accade adesso sia la conseguenza di qualcosa che è stato pensato o fatto prima.
Un pensiero può esistere sul momento ed essere reale, essere creante anche se, il contenuto del pensiero stesso, ciò che esso veicola, non ha una causa a monte, un origine che lo inserisca quindi in una catena di causa-effetto, causa-.effetto…
Non logico perché nasce, fluisce, emerge in altro modo, dal pensiero logico ma ben più efficace, sano, funzionale, perfetto, creante e creativo.
Esempio: improvvisamente mi vedo in una situazione completamente nuova e diversa e non serve che vada a vedere, o costruire l’origine, ciò che ha permesso la mia situazione di adesso.
IImportante che io ne colga la valenza, il valore e la assuma.
Il pensiero naturale – magico mi porta fuori dalle strette della mente.
Fuori dal tempo lineare.
Il pensiero esiste, viene ad esistere, viene ad essere in modo modulare. Parte da me ed esiste, senza essere una catena di sequenze ordinate da una logica, e mi introduce in una linea del tempo totalmente nuova, che non ha bisogno di un origine in un’altra linea del tempo.
Posso pensare fuori, oltre questa linea del tempo. Posso emettere frequenze in campi ‘altro’ da ciò che già conosco o è conosciuto.
Posso emettere pensieri monadi, compiuti in se stessi senza essere collegati ad altri o ad altre sequenze.
Posso emettere pensiero Uno’. Ossia pensiero integro, totale, compiuto in se stesso.
Ossia pensiero inattaccabile. Pensiero dal quale o sul quale non si creano pensieri che diventano critici, che mettono in dubbio ciò che il pensiero Uno è e veicola.
Questo perché, perché quando il Pensiero è Uno, e resta salvaguardato nella sua interezza, accade. Accade ciò che il pensiero contiene perché non costruisce altre sequenze, altri item, che vanno a negare l’esistenza del ‘pensiero Uno’ stesso.
E’ anche chiamato ‘pensiero primitivo’ o ‘pensiero naturale’, perché è immediato, è ciò che è. L’esperienza della dicotomia e del pensiero critico, o razionale, è stata necessaria all’uomo, solo che va riportato alla sua funzione equilibrata.
Il pensiero razionale si basa su: ‘esiste solo ciò che vedo’ perché necessita di elementi che vengono dalla codificazione di oggetti dall’esterno (illusorio) per costruire se stesso.
Quindi il pensiero logico-razionale mi può portare ed elaborare ciò che è del mondo della materia, dei 5 sensi, dalla banda di frequenze dei sensi, ma è anche vero che la luce, le frequenze non sono solo quelle che possiamo cogliere con i cinque sensi, ci sono le bande di frequenze più basse e più altre che esistono, anche se noi non le sperimentiamo con i sensi.
Ma siamo consapevoli di sperimentarli attraverso altri canali, vedi al percezione.
La dicotomia, la separazione, sono conseguenza della mente e dell’usare solo il pensiero logico-razionale.
Talmente tanto da aver dimenticato la libertà e gratuità dell esistenza nel Pensiero Uno.
Adesso, abbiamo ritrovato ben altre modalità di creare pensiero e quindi di creare realtà.
Archetipi – Il Pensiero Uno