Archetipi e ‘Archetipi – Ruoli’

Archetipi e ‘Archetipi – Ruoli’

Archetipi e ‘Archetipi – Ruoli’

Parto dal fatto che la parola ‘archetipi’ viene usata sia per indicare ‘gli archetipi primari’ o ‘archetipi dell’origine’ sia gli archetipi di seconda generazione e seguenti.

La distinzione è fondamentale perché: solo attraverso gli archetipi primari si arriva a vedere l’origine, i movimenti primi di questa Creazione – e di questa matrix (sono due realtà diverse) in cui noi stessi siamo come generatori, creatori e partecipanti o giocanti.

Così, mentre so che gli archetipi primari sono ciò che sono, ossia dei movimenti, principi primi – ciò che è, è – e che essi sono le dinamiche, le frequenze che mi permettono di trasformare la realtà,

so anche che più vicino alla Sorgente (ciascuno chiama l’origine come meglio aggrada) riesco ad arrivare con l’osservazione e la presa di coscienza, più intravedo cosa va trasformato.

Dove il ‘trasformare’ – ‘trasformo’ – è semplicemente il prendere coscienza di ciò che è – di ciò che pare che sia – di ciò che può essere definito il Bene, ovvero Tutto, e ciò che può essere definito ‘Male’, ossia dove il Bene c’è ma non si vede, tanto che appare come male, come mancanza, separazione, dicotomia, da cui tutte le conseguenze di una serie continua e sempre più complessa di ‘mali’, di nefandezze; di ‘bene’ nascosto alla vista.

Il bene c’è, c’è solo il Bene, ma se usiamo solo i 5 sensi ci manca la presa di consapevolezza della presenza permanente di buona parte della vera esistenza: il Tutto, il Bene.

Archetipi e ‘Archetipi – Ruoli’

Ora, appunto, nella processione degli archetipi, che corrisponde alla processione degli dei – delle ghiandole endocrine – dei cosiddetti pianeti – ecc (tutto è Uno), gli archetipi di seconda generazione sono tutte quelle forme pensiero che si originano dalla Sorgente e che stanno in noi come impianti, schemi,

Sono egregore talmente vicine all’origine che ci vuole in po’ a metterle a fuoco, a rendersi conto che ci sono.

Si, lo so, li possiamo apprendere facilmente dall’esterno, ci vengono detti, insegnati, indicati, ma percepirli vivi e presenti in se stessi è un’altra cosa, è un’esperienza non immediatamente disponibile.
Qui ci riferiamo agli archetipi, che sono RUOLI, tipo: terrestre, padre, madre, puer, guerriero, angelo, ossia gli archetipi junghiani e tanti altri di questo passaggio della nascita di queste grandi ‘scatole’ in cui ci ritroviamo a recitare ruoli, molto a monte, molto vicini alla essenzialità della vita, ma pur sempre di seconda generazione.

Archetipi e ‘Archetipi – Ruoli’

Ossia : posso essere madre e anche no, padre e anche no, figlio, angelo, guerriero, ecc eccc ma sicuro: sono un sistema che è un processore dinamico di movimenti fondamentali:

UNIRE – CONTENERE – GIRARE – TRASFORMARE – CORRISPONDERE – ESPANDERE, SEPARARE – PRESSARE ecc ecc i 22 archetipi primari.

Torno agli ‘archetipi di seconda generazione’, i RUOLI: e, ad un certo punto, dato che mi riconosco essere terreste, madre, figlio, angelo (ossia essere eterico pensante), con questi c’ho fatto i conti, ho cercato di far scorrere frequenze sane su tutti questi ruoli.

Vale a dire mi sono impegnata a pacificare i miei flussi verso tutti, così che mi pare di essere in pace con tutti e che tutti possono essere riconosciuti e pacificati con me.

 

Probabilmente però, ancora qui abitano altre dinamiche da risanare, altrimenti sarei al punto che:

  • il lupo dimora con l’agnello
  • il bimbo mette la mano nel covo del serpente e non viene punto.

Vale a dire:

  • se io sono pienamente risanata dentro e ho fatto pace con tutti, se ogni relazione, ogni oggi e ieri è risanato, io non mi trovo più davanti situazioni di disturbo, paura, conflitto, ecc perché non c’è più dentro di me il gancio, la corrispondenza.
  • L’ho messo all’indicativo presente, né condizionale, né futuro. Adesso, è così.
  • Non essendoci in me l’impianto, non posso proiettare fuori separazione, disturbo, conflitto, prevaricazione, ecc… ossia non posso proiettare più personaggi (parti di me messe in scena) che ancora mi creano disturbo e disagio.

Perché non ho più il gancio dentro. Dentro di me.

Quando, in me, una dinamica, un movimento emozionale o del pensiero, manca, è assente, io non riconosco quel movimento, e non posso riprodurlo. Quindi non mi viene davanti in altri-me, che possano interpretare queste parti.

Io, e lo affermo con forza e convinzione, sono in uno stato di armonia interiore, ogni attimo scelgo atteggiamenti di pace e gratitudine, ed ecco che gli eventi e le persone che mi arrivano davanti sono pace gratitudine, perché sono io che le creo.

Fuori non c’è nulla.

Appartengo ad un frame, ad un campo, certo,

ma sono io a scegliere come ‘sommuovere’ il campo.

quando in me uno stato di separazione che porta al conflitto, o di paura, o di necessità, non è impiantato, fuori non mi arrivano davanti situazioni o persone che mi inducono alla paura, al conflitto: né che prevaricano, o aggrediscono. Non accade perché io non ho dentro queste dinamiche.

Archetipi e ‘Archetipi – Ruoli’

E come si fa.

Come individuo e risano quegli stati di me così che io veicoli e conduca solo situazioni e persone armoniose? solo esperienze sane?

Ecco, oggi vedo una dinamica, ancora più a monte degli stessi RUOLI, più a monte dell’essere Terrestre, padre, madre, puer, guerriero, ecc, prima, nel processo del mio creare me stessa, chi o cosa sono?

anzi: chi, sono?

in ciò che non chiamerei RUOLI ma STATI DI ME, atteggiamenti, modi di essere, che non esistono di fatto, ma che stanno nel mio immaginario, inconscio, e che ancora incidono nel mio esistere?

Per avere una carrellata di RUOLI vi indico questo libro: Fai come se, tu fossi in te

Sono sempre terrestre, puer, angelo, (ossia essere pensante).

Posso essere o no: padre madre guerriero, ecc.

Ci identifichiamo nei RUOLI, importante è anche uscirne.

La mia essenza, la mia realtà è: 

  • Io, sono.

indipendentemente e prima di qualsiasi altra definizione-ruolo di me. Sono già tutto, completa in

  • Io. sono.

Archetipi e ‘Archetipi – Ruoli’

Ma c’è uno STATO di me, anzi un ILLUSORIO STATO, illusorio senso di me, che può impregnare il mio essere terrestre, angelo, figlio, padre, madre, guerriero, ecc

Qual è questa condizione a monte che può impregnare, incistare, condizionare, indirizzare tutto il mio essere e stare sulla Terra?

Nel mondo di questa matrix illusoria e distorta è: 

vittima / carnefice

Abbiamo come terreno, frame, substrato profondo questo ‘stato’ intriso di umori, emozioni, sentimenti, memorie, talmente incistato e profondo che esso impregna di sé il nostro essere così da conformare e condizionare i nostri più veri e onorevoli stati di terrestre madre, padre, figlio, angelo, guerriero, e tutti gli altri stati-ruoli in cui nella vita possiamo entrare. Che possiamo sperimentare.

Vittima / carnefice.

Configuriamo noi stessi in posizioni di limite, di fragilità, per dirla chiara: di infantilità.

La vittima è qualcuno che non vuole crescere, né diventare adulto.

Il carnefice: se non ci fosse la vittima, non ci sarebbe il carnefice. E’ qualcuno che mi metto davanti per poter continuare a essere vittima.

Nessuno può nulla su di me se io sono consapevole di me.

Il corrispondente di vittima/carnefice nel mondo della pace e armonia è:

Vittima – L’Amore di sé.

Carnefice – Il Mentore.

Ecco, ho finito di struggermi e di trovare la scusa delle paure.

Sono:

Amore per me stessa

Sono Mentore

Non servono tante parole e spiegazioni.

Lasciamo agire queste parole di Potere e di Trasformazione.

Altri Archetipi-ruoli vengono trasformati:

Se in Jung era

L’Orfano qui diventa L’Erede.

Il Distruttore ora è Il Creatore.

IL Salvatore – La Guida.

Sarà il prossimo articolo.