Archetipi – Discernere la frequenza che sta sotto le parole

Archetipi – Discernere la frequenza che sta sotto le parole

Archetipi – Discernere la frequenza che sta sotto le parole

Archetipi – Discernere la frequenza che sta sotto le parole

Quando parlo di archetipi, alfabeti, numeri, geroglifici, segni e simboli, non parlo di significati, concetti, storia accatastata sopra il segno ma indico FREQUENZE.
Tutte le componenti di un segno o simbolo che ho elencato sopra ci mantengono nell’approccio al mondo attraverso la fisica classica.
Le FREQUENZE ci liberano dall’illusione che esista un mondo reale fuori di noi, indipendentemente da noi, e ci immettono nel campo della fisica quantica attraverso cui iniziamo ad usare altre potenzialità, da sempre esistenti ed attive, ossia: la percezione, l intuizione, il mondo come creazione dell’osservatore, il mondo come infinite variabili e varianti.

Volendo citare possibili personaggi, che forse sono solo nomi inventati per personalizzare la visione della realtà autentica e coerente, Onesta, sana, sacra, naturale, diretta, sincera, evolutiva, dico: Thot, Pitagora, Fibonacci.. quanti altri…
Di un… chiamiamolo passato.. mentre sappiamo che semplicemente sta in una linea del tempo appena, accanto, a questa in cui drammaticamente siamo.
(Per quanto può essere drammatico tragico e menzognero un sogno).

Eravamo – Siamo questo.
Potenze.
Dei in atto.

Dire Dio è guardarsi da ciò che realmente siamo: un fascio incommensurabile di FREQUENZE, tenute insieme e agenti da un intento, un movimento che è COSCIENZA.

Questo apre la vita.
Apre l’esistenza a sapere, ogni giorno, che il mondo , il mondo che cade sotto la mia percezione, lo delibero e dispongo io.
Dove … io… non può più essere e non è l’ego nell’accezione fittizia che gli dà il pensiero odierno, falsato dall’incantesimo causato da un mazzo di stregoni malati e imprigionati nel loro pseudo-ego.
(Niente di più che una Parte di me che devo osservare accettare trasformare integrare).

E così, non posso più parlare in terza persona. Che sia singolare o plurale.
L’Osservatore, il Creatore può parlare solo in: indicativo presente prima persona singolare.
Al massimo prima persona plurale.
Tutte le altre declinazioni del soggetto e del verbo NON sono reali.
Per cui, solo dalla mia grande o piccola esperienza di vita posso dire chi sono e cosa faccio.
Il resto, la seconda e terza persona viaggiano in un qualche metaverso in cui, illusoriamente, mi potrebbe sembrare di esistere.

Poi forse, nella costruzione logica del pensiero, esiste una quarta categoria del soggetto:
Il Campo.
Il Campo ha, probabilmente, un solo tempo del verbo:
Il Presente indicativo Prima persona singolare/plurale.

Tutto questo esige quel Punto.Zero
Per capire, definitivamente, che fuori non c’è niente e nessuno se non quello che io proietto nel Campo.
Per cui, devo stare attenta a cosa sento, penso e sostengo.

Sto bene attenta a quali Ruoli decido di portare sulla scena mentre so, sempre, che qualsiasi Ruolo posso assumere, impersonare, e anche lasciar andare.

Archetipi – Discernere la frequenza che sta sotto le parole