Tarocchi e archetipi – Prefazione – bozze – 3

Tarocchi e archetipi – Prefazione – bozze – 3

 

Tarocchi e archetipi – Prefazione – bozze – 3

                                             Tarocchi e archetipi – Prefazione – bozze 

Per molto tempo l’alfabeto che ho usato come riferimento è stato l’ebraico. Indicare i movimenti della forza voleva dire pronunciare alef bet ghime dalet… yod mem fé scin tau… Un giorno s’affaccia il tempo antecedente. Qualcosa mi aveva introdotto in tempi più lontani, o in una memoria accanto, parallela, non so, fatto sta che inizio a riscrivere alfabeti sumero, accadici, proto cananeo, egizio, e molti altri, sempre più indietro nel tempo. Inserisco l’alfabeto maya, più recente rispetto agli altri ma che mi incuriosiva. Lo sentivo. Sentivo gli alfabeti, sapendo ormai che il tempo certamente lineare non è, forse è circolare, forse non è, avvertivo il tempo come pacchetti di energia, si trattava di imparare a crearli ed usarli nella quantità e modalità coerenti con ciò che – nel momento – volevo creare. Insomma fare in modo che, ciò che desideravo sognavo, accadesse il più vicino possibile al tempo in cui avevo impostato il progetto. Si chiama anche “quinta dimensione”, le situazioni accadono mentre le stai pensando. O meglio, appena hai completato il pensiero di un progetto, ossia l’hai elaborato bene, nelle sue parti, istanze, funzioni, perfezioni, funzioni, egli accade. Cade nella realtà. E te lo godi.

Ricordare i linguaggi arcaici – arc – archè, significa risuonare e stabilizzare le energie, i movimenti delle energie così come sono all’origine. Sani, non inquinati o confusi dentro alle molteplici continue sovrapposizioni che alfabeti, lingue, sistemi di pensiero, di religioni, scienza ecc hanno caricato al di sopra, all’interno, di ogni libero coerente, semplice movimento di questa creazione e di noi che ne siamo i creatori. Risuonare nel linguaggio dell’origine: prima di essere segno simbolo glifo parola, le energie esistono.

Questa la radice, questo il riferimento originario che dà onore valore e verità ad ogni pensiero e gesto umano.

Poi altra chiave: se gli alfabeti mi conducono in situazioni prima criptate nella memoria, più vado indietro, più mi avvicino all’origine della creazione, ne osservo gli eventi. Più gli alfabeti sono arcaici più sono semplici, sono vicini ad un modo naturale di esistere. Prima degli alfabeti come l’uomo ha interpretato la realtà? Come ha fatto le prime classificazioni?

Innanzitutto i quattro elementi: terra acqua fuoco aria.

I quattro semi dei tarocchi:

terra – denari

acqua – coppe terra

fuoco – bastoni

aria – spade

Ho collegato i quattro semi a modalità di frequenze delle energie:

terra – denari – energia terrestre

acqua – coppe – energia emotiva

fuoco – bastoni – energia astrale 

aria – spade – energia razionale

ho dato una prima classificazione alla realtà. Ancestrale, arcaica. Archè.

 Con un mio amico abbiamo ascoltato le energie, i semi, e abbiamo dato gli alfabeti corrispondenti. Così:

terra – denari – energia terrestre – atlantideo

acqua – coppe – energia emotiva – sumero accadico

fuoco – bastoni – energia astrale – maya

aria – spade – energia razionale – ebraico

Mi sono creata una chiave

 Non so, è solo un’ipotesi, una delle tante. Importante che funzioni.

 In questo libro degli alfabeti allego solo alcune Tavole. I significati delle lettere sono già presenti con l’alfabeto ebraico, ma ho anche compreso che questa è la mia chiave. Sì, ho preso i significati dalla tradizione ma più prendiamo coscienza che noi creiamo la nostra realtà, per ogni lettera si aprono molti altri significati che derivano dalla nostra esperienza, dal nostro interagire con il mondo dinamico delle energie. Se cerchiamo interpretazioni restiamo nella parte razionale della realtà mentre il nostro intento è immergerci nelle sue dimensioni: femminile/maschile immanente/trascendente.

A noi serve solo agganciare le forze dinamiche degli alfabeti affinché esse ci innestino nei campi di energia delle varie fasi del nostro procedere nella consapevolezza attraverso la storia. Attraverso le tante storie e narrazioni che ci siamo raccontati, ossia le tante volte che abbiamo messo in scena, reso veri all’esterno di noi stessi i tanti moti e sussulti che si muovono in noi, gli innumerevoli mondi interiori e le tante parti di noi. Quella che chiamiamo “la storia”.

Archetipi i 22 tarocchi per gioco è un libro leggero e scanzonato, va per metafore. Ho semplicemente appuntato pensieri che scorrevano. Ha una funzione questo libro che gioca con archetipi e arcani: attivare nel lettore le chiavi, poi ciascuno trova il suo orientamento.

Questi libri non si accostano al mondo degli archetipi con il pensiero logico-razionale, non voglio aggiungere informazioni già risapute, né percorrere sentieri di tipo scientifico. Se uso il termine sperimentare non significa il cercare l’oggettività di un sistema ma l’inverso, osservare la soggettività, e l’unicità, e questo può farlo solo il singolo, nell’esperienza individuale. È anche un interrogativo e un approdo della fisica quantica rendere giustizia all’esperienza del singolo, alla percezione, all’intuizione, alla singolarità di un campo. Questo è anche un presupposto indispensabile a viversi come creatori della propria realtà. Per cui qui, non cercate la doxa, il pensiero consolidato, qui ciò che spero possiate cogliere è il fatto che ciascuno ha la propria strada e che si può percorrerla. Potete forse avere la percezione del fatto che: si va per strade proprie, uniche e personali, e che solo si può incontrare la propria chiave per comprendere se stessi e il mondo.

Qui si gioca con simboli e archetipi per risvegliarli dentro di noi.

  Tarocchi e archetipi – Prefazione – bozze 

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