Felix – costruire

Felix – costruire

Felix – costruire Felix – costruire

Oggi è tempesta intonante, va detto. 21 giugno tempesta blu intonante.

Quando arriva l’intuizione non mi attivo più per scrivere. Mi dico:

  • Tanto dopo il pezzo arriva.

E così

fino a qui avevo visto i legacci che sono: sole, luna, sistema solare, galassie, pianeta, e pianeti insomma l’astronomia dello spazio in cui crediamo di essere immersi.
Tutto finto lo ribadisco da un po’.
Potete prendermi per matta, non è un problema mio, quando una cosa è vista è vista.
Io so bene che la realtà fuori non esiste indipendente da me che ne sono il creatore attraverso quello strumento di creazione che ho già descritto qui, e che ha la sua soluzione nell’osservatore.
So anche che Terra non è un pianeta, che star qui a discutere se è rotonda o piatta non serve a  nulla.
La figura che più per ora può spiegare le dinamiche energetiche di una dimensione chiamata Terra può essere il toroide. Autonomia energetica centratura  auto-ricarica auto-regolazione.
Ma può anche migliorare nel senso che può arrivare una figura che rappresenta il sistema Terra ancor meglio.

E’ importante che immagine mi do del pianeta? Sì, perché il pianeta che illusoriamente vedo fuori, è come io mi percepisco e mi sento nella mia concretezza, nella mia identità. Come mi proietto fuori? In base a come so di me.

Una gabbia non avevo ancora visto, eppure avrei dovuto averne l’evidenza nel momento in cui ho considerato la rotazione attorno all’asse e la rivoluzione attorno al sole.
Ossia il giorno e la notte, le stagioni.

Cade un bel mito, una super divinità, un invisibile insidioso grosso impianto.
Non c’è, nella realtà, notte e luce all’esterno di noi stessi, noi abbiamo deciso deliberato DECRETATO di vedere questa polarità, questa situazione
Ma vedi tu… da un po’ che sostengo che ‘siamo stati’ – alias – ‘ci siamo’ – ambiguati.

Il fatto è che noi sappiamo che la realtà è illusoria, ma allo stesso tempo, in un automatismo che è sempre avviato da se stesso, riteniamo che davvero il mondo è fatto così e così, il sistema, il pianeta, il cosmo, eccetera, e non ci rendiamo conto che, anche ciò che riteniamo reale, toccabile, vero, è solo la risultante di una proiezione collettiva e individuale sempre in atto, sempre in essere perché – noi – la riportiamo sempre in essere. Così riconfermiamo gli impianti, la pseudo-realtà, così riallacciamo la gabbia ai suoi ganci portanti, la re-installiamo ogni giorno.

E quando siamo entrati in quel programma di cui parlo nel post precedente, della manipolazione nella specie homo sapiens di alcuni tasselli del DNA, innestando percezioni impressioni illusioni ambiguazioni alle informazioni e ai messaggi con il conseguente nostro atteggiamento di separazione, paura, eccetera (vedi post precedente), la confusione è diventata impianto, stanziale, categorica, così la polarità, e noi siamo qua a dire: esiste il bene e il male… esiste la necessità di prendere energia dall’esterno – esiste un esterno reale che può soddisfare i miei bisogni – esiste un sistema di doveri che sono inalienabili inderogabili cui devo tener fede – io sono un essere di bisogni – eccetera, tutto un mondo di dipendenze che crediamo vere e reali e sulle quali abbiamo costruito le nostre interazioni con noi stessi, con gli altri e con il mondo.

Perché pare, secondo un certo pensiero, che davvero siamo strati costruiti come esseri di bisogno, dipendenti. Noi sappiamo ormai che sempre noi siamo all’origine della nostra realtà, del programma. Mi assumo il 100% di responsabilità, solo così si aprono scenari di me che prima non vedevo.

Sto dicendo che la luce e il buio li abbiamo voluti vedere noi ed essi si ripetono in continuazione fino a che non vediamo che è uno schema, impiantato in psiche, e che continuare a tenerlo significa avere il primo grande specchio chiuso su noi stessi. La prima rete o gabbia. La prima? questo non so magari ce ne sono ancor più a monte. Mi arriveranno davanti. Sicuro.
Mi direte che è assurdo, che non può essere che così, regolazione di luce e buio. Giorno e notte. per la natura, per gli essersi, per i corpi. Per l’equilibrio la salute il benessere ecc ecc.
Si si. Ok ok, ma l’abbiamo programmato questo. La polarità luce e buio, giorno e notte, rotazione della Terra, le stagioni, la rivoluzione, sono impostazioni per la nostra dimensione Terra, scelte da noi. Non c’è nulla di categorico e inalienabile, perciò irreversibile.

Soprattutto a cosa corrispondono nella mia psiche queste polarità: luce buio, giorno e notte, stagioni. Il tempo lineare, della storia umana, forse anche della storia del pianeta, ma io – noi – siamo immersi nel cosmo, in un universo, in alef.

Poi riconoscerò che questi impianti sono belli, riconoscerò che questo mondo mi piace fatto così: con la Terra rotonda, le stagioni, la notte e il giorno, le relazioni tra gli esseri, tutto quello che ho davanti, ma prima intendo perseguire la sorgente, essere come sono ‘in principio’ delle cose. Solo la risalita consapevole alle impostazioni dell’origine mi porta in evidenza le interferenze, le ambiguazioni, le dicotomie. Va sollevato il velo. Poi, il velo mi starà anche bene, dal momento che mi stuzzica, mi arrapa, mi intriga sollevare i veli.

Ecco, la dimensione alef va sentita percepita sperimentata nel qui e ora, così da avere la percezione di chi siamo in alef e chi siamo nella polarità dell’esistenza nella materia.

Matrice – matrix

Matrix si dissolve in matrice.

Io per me voglio mi sia chiaro che non è categorico, scontato, inderogabile, naturale assoluto sacro ecc ecc questo aspetto della realtà.
Mi tiro fuori.
Allora com’è?
Non lo so. Non so come potrei inventarmi la realtà, la successione di momenti diversi di luce ovvero consapevolezza e di buio ovvero negli ambiti della mia non ancora consapevolezza, anche detto buio.
materia – antimateria
antimateria – materia
ignoto di me – consapevolezza di me
consapevolezza di me – ignoto inconosciuto
che ci sto a fare qui qui in questa dimensione dove respiro?
… respiro….
potrebbe essere un altro schema
un altro impianto…

Mi do la possibilità di smontare anche il giorno e la notte, la luce e il buio. Intendo staccare anche i ganci psichici che stavano, fino a ieri, legati a matrix attraverso il credere che davvero c’è giorno e notte, stagioni. Anche questo è scenario, che posso smontare. Lascio fare alla forza del mio pensiero, del mio essere immersa in un universo alef.

Intanto, la percezione in alef si amplifica: sento che sto comunicando in entanglement, sento il mio pensiero scorrere, darsi una direzione, comunicare con qualcuno in particolare. Sento la sostanza del mio pensiero, la sua consistenza e pregnanza. So che il pensiero è un qualcosa di molto concreto e gestibile, direzionabile e caricabile di informazioni, così lo costruisco e così lo invio. Sento che sto in un canale aperto di contatto, di interazione e dialogo. Sento che scelgo la direzione del contatto e la scelgo su criteri miei, diversi dalla rete in matrix. Sento che qui posso essere io a deliberare cosa come pensare e che fare del mio pensiero.

Sento che – all’interno di me – sto riformulando ciò che ho fuori. Sto costruendo la mia realtà. Dentro. La potenzio di tutta l’energia che non spreco più con il fuori. Più vado avanti più tutto questo prende forza, sostanza, certezza. lo confermo e continuo.

Risalire la Sorgente: non dare nulla per scontato e assoluto, nemmeno il mio respiro. 

Trasformazione 14 archè – arcano 14 – La temperanza.

Per arrivare a samek – 15 archè – arcano – il diavolo: il mondo e chi ci sta dentro mi arrapa, mi arroventa. Mi piace.